Cetriolo: Proprietà e Benefici

Cetriolo: Proprietà e Benefici

Il cetriolo, la cui pianta ha come nome scientifico Cucumis Sativus, possiede molte buone proprietà ed appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee. 

Il cetriolo cresce generalmente in paesi con clima caldo o temperato ma è originario probabilmente dell’ Himalaya. È proprio in questa regione che si hanno notizie delle prime coltivazioni di questo ortaggio.

Il cetriolo si presenta con una forma allungata, e può arrivare a misurare fino a 30 cm. La buccia è di colore verde scuro ricoperta da piccole protuberanze, mentre la polpa è di colore verde chiaro con all’interno i semi bianchi.

Dal punto di vista botanico il cetriolo è in realtà un frutto che è strettamente legato al melone. Malgrado questo la maggior parte della gente continua a considerarli vegetali come pomodori e zucchine.

Le varietà più diffuse in Italia sono il Parigino, il Verde Lungo d’Italia, il Marketer ed il Mezzo Lungo Bianco. Le regioni in cui viene maggiormente prodotto il cetriolosono invece il Lazio, il Veneto e la Puglia.

Calorie    

100 grammi di polpa di cetriolo hanno una resa calorica di sole 15 kcal.

Cetriolo: Proprietà e Benefici

Proprietà Depurative  

Il cetriolo è molto ricco d’acqua e per questo motivo possiede proprietàdepurative e rinfrescanti in grado di apportare benefici ai reni.

Ricetta Depurativa

Questi gli ingredienti per 4 persone:

  • 1 cetriolo sbucciato
  • 1 avocado pelato
  • Un cucchiaio di cipolla tritata
  • 1 cucchiaio di limone
  • 1 cucchiaino scarso di sale
  • Un cucchiaino scarso di peperoncino rosso piccante
  • 1 cucchiaio di olio di oliva
  • 1 cucchiaio di aceto di mele
  • Un pizzico di pepe
  • 1 tazza d’acqua

Procedimento

In un frullatore mettete la cipolla, il cetriolo, l’avocado, l’olio, il succo di limone, l’aceto e l’acqua. Frullate il tutto ad alta velocità fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere il sale, il peperoncino ed il pepe e mescolare. 

Potete servire aggiungendo dei cubetti freschi di cetriolo.

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Fonte: Cetriolo: Proprietà e Benefici

Esiste il Paradiso degli animali domestici?

Esiste il Paradiso degli animali domestici?

Una domanda fatidica e che inevitabilmente tutti si pongono, credenti e no, è: cosa c’è al di là della morte corporale? Cosa c’è dopo la morte? Esiste l’anima? Dove va a finire? Le religioni hanno risposto con varie teorie escatologiche e con la visione di un al di là – nella migliore delle ipotesi “paradisiaca” – in cui dolore e sofferenza sono annullati, si vive nella gioia e nell’amore eterno, ritrovando le emozioni e gli affetti più cari; negli “affetti” sono inclusi anche gli animali con cui abbiamo vissuto e condiviso tanti anni della nostra vita? Esiste un paradiso anche per gli animali? Quando un animale muore siamo sempre presi dall’attendere alle cose pratiche – dalla cremazione al trasporto dell’animale in un luogo di sepoltura o “smaltimento” (i cui argomenti puoi approfondire su Funeraliroma.it) – e relative spese per i servizi cimiteriali. Ma nell’elaborazione del lutto – perché tale è la perdita di un animale da compagnia – vi si include anche il pensare il proprio animale in una dimensione nella quale ritrovarlo alla nostra stessa morte, insieme agli altri affetti. La religione di stato in Italia è il Cattolicesimo, cosa prevede dunque la nostra religione a riguardo?

Gli animali vanno in Paradiso?

Il “credo” cristiano-cattolico non si sofferma sulla descrizione di un al di là, vero e proprio. L’esegesi biblica conduce alla deduzione che Dio ha fatto il Creato con tutte le sue creature, definendole cosa buona e giusta, e che ha posto l’uomo gerarchicamente al di sopra degli altri animali per custodirli, proteggerli e rispettarli. La “signoria” dell’uomo sugli altri esseri viventi non è però assoluta, poiché esige il rispetto di tutta la creazione. In questi termini, uomini e animali convivono sulla terra così come nel progetto di “salvezza finale”; come spiega San Paolo, la sorte dell’universo è legata all’uomo, quando alla fine dei tempi tutto sarà liberato dalla schiavitù e dalla caducità compresa la morte, quando si manifesterà la Gloria di Cristo nella condivisione di un mondo nuovo senza corruzione del corpo e dello spirito. Nel rapporto tra uomini e creazione – ivi inclusi gli animali – il Catechismo Cattolico (2415 – 2418) , però, stabilisce il primato dell’uomo nei termini seguenti: gli animali si devono amare, ma non possono diventare oggetto di un affetto superiore o sostitutivo rispetto a quello dovuto alle altre persone, pertanto non sarebbe corretto spendere per gli animali cifre esorbitanti o affetto spropositato che potrebbero essere destinati ad alleviare la povertà e la miseria umane.

All’interno della Chiesa ufficiale, le posizioni possono essere discordanti tra teologi, escatologi e gli stessi Papi. Per esempio, Papa Francesco citando, appunto l’Apostolo Paolo, ha affermato in un’udienza generale del 2014 che “un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo. È  bello pensare così, dà forza all'anima”.  Allo stesso modo San Giovanni Paolo II aveva parlato di soffio divino anche negli animali oltre che negli esseri umani; mentre il papa emerito Benedetto XVI – mantenendo una linea più tradizionale – ribadisce che mentre per le altre creature che non sono destinate all’eternità, la morte è la fine dell’esistenza sulla terra, per l’uomo segnato dal peccato si rischia la perdizione eterna se il Dio creatore non tende la sua mano.

La leggenda del Ponte dell’Arcobaleno

Un’antica e bella leggenda tramandata dalle tribù di indiani d’America parla del Ponte dell’Arcobaleno. È una visione che da sollievo a tutte le persone che hanno perso un animale di affezione a cui sono particolarmente legati: dopo la morte, gli animali si ritrovano tutti in un grande prato dove vivono felici e spensierati, dove non manca mai il cibo, l’acqua e il sole per riscaldarsi. Nel loro continuo divertimento, accade ogni tanto che all’improvviso per uno di loro, i sensi si acuiscono, gli occhi splendono, il corpo è in tensione e in cima ad una collina scorgono una figura alla quale corrono incontro con grande velocità perché in essa riconoscono il loro amico umano speciale. I due si incontrano in un abbraccio di gioia e insieme fiduciosi attraversano il Ponte dell’Arcobaleno per vivere sempre insieme. Eh sì, il Paradiso degli animali e degli uomini esiste …

Dieta del gruppo sanguigno: Gli alimenti da evitare

Dieta del gruppo sanguigno: Gli alimenti da evitare

La dieta del gruppo sanguigno ha raggiunto estrema popolarità negli ultimi anni, grazie ai libri del Dott. Mozzi che, riprendendo gli studi di Peter D’Adamo, ha coniato la dieta più adatta allo stile di vita di tutti i soggetti appartenenti ad uno stesso gruppo sanguigno e la sua teoria può davvero sorprendere.

L’Emodieta è una dieta che parte da un presupposto basilare e che è giusto ricordare: noi siamo ciò che mangiamo. In effetti, secondo il nuovo stile di vita suggerito, in primis, da Peter D’Adamo, ogni individuo, appartenente ad un determinato gruppo sanguigno, ha delle caratteristiche genetiche che determinano l’intolleranza a certi tipi di alimenti. Ciò prescinde, come si può ben capire, una correlazione, ovviamente anche acclarata dalla scienza, tra i nutrienti che assumiamo ed il sistema immunitario. Questo significa che evitando determinati alimenti, ben definiti per ogni gruppo sanguigno, ne guadagneremmo in salute e, probabilmente, saremmo esenti da alcune patologie, più comuni tra chi, invece, assume quei cibi sconsigliati proprio dal regime alimentare in questione.

In effetti, la dieta del gruppo sanguigno è un regime alimentare, uno stile di vita alimentare da apprendere e far proprio, diciamo, per tutta la vita. I giovamenti saranno immediati perché lo studio dei gruppi sanguigni e delle correlazioni tra nutrienti assunti, risposta del sistema immunitario e genetica ha dato risultati straordinari e certi sui quali riflettere.

L’Emodieta suggerisce elementi da assumere lecitamente ed argomenti aboliti dalla dieta in base ai gruppi sanguigni principali: 0,A,B ed AB. Le “regole” sono le stesse sia per gli Rh negativo sia per gli Rh positivo. Gli studi condotti si basano, altresì, sull’analisi storica dei gruppi sanguigni oltre che sulla loro geolocalizzazione, ed i risultati sono davvero interessanti.

La dieta del gruppo sanguigno per il gruppo 0

Il gruppo 0 è quello ancestrale. Avete mai sentito parlare di Paleodieta? Posto che esso era già presente nella Preistoria, questo gruppo individua soggetti robusti ed anche la dieta perfetta per questo gruppo sanguigno. Bisognerà cibarsi quindi di tutti i prodotti naturali e di cacciagione dei quali disponevano i nostri Avi preistorici. Largo, quindi, alla carne rossa. Gli appartenenti al gruppo sanguigno 0 sono spesso intolleranti al glutine, dunque bisognerebbe evitare il consumo di cereali e carboidrati oltre che di latticini, spesso ritenuti indigesti dai soggetti del gruppo 0. Via libera a carne, pesce e proteine.

La dieta del gruppo sanguigno A

Il gruppo sanguigno A ha fatto la sua comparsa nel Neolitico. Ragion per cui la dieta di base sarà quella incentrata sugli ortaggi da coltivazione. Si tratta di soggetti inclini ad ammalarsi, con un sistema immunitario fragile. Per tale ragione, si consiglia loro una dieta totalmente vegetariana, che escluda categoricamente latte e derivati, carni rosse ed insaccati. Il rischio è legato all’insorgenza di neoplasie.

La dieta del gruppo sanguigno B

Si tratta del gruppo sanguigno che apparteneva ai pastori nomadi di ben 15.000 anni fa. In questo caso, i prodotti caseari freschi sono ben tollerati dagli organismi con gruppo sanguigno B. Sono invece da escludere dalla dieta: mais, grano, frumento, lenticchie, arachidi, sesamo. I soggetti con gruppo sanguigno B possono inserire nella loro dieta carne, verdure stagionali, pesce e uova.

La dieta del gruppo sanguigno AB

Si tratta del gruppo sanguigno di più recente comparsa ed anche del più raro. Pensate che solo il 2.5 % della popolazione appartiene ad esso. Essendo giovanissimo, è anche il meno studiato e dunque risulta il più complesso sotto molteplici punti di vista. Stilare dunque una lista dei cibi benefici e di quelli nocivi per questo gruppo sanguigno non dev’esser stato facile. Tuttavia, i cibi assolutamente consigliati dovrebbero essere: pomodori, pesce, uova, legumi, ortaggi, ananas e tofu. Assolutamente banditi dalla tavola, invece questi alimenti: pollo, carni rosse, grano, fagioli e mais.

E tu, a quale gruppo sanguigno appartieni?

Fonte: Dieta del gruppo sanguigno: Gli alimenti da evitare

Le proprietà curative della frutta esotica. Le conoscevi?

Le proprietà curative della frutta esotica. Le conoscevi?

La frutta esotica, che spesso arriva sulle nostre tavole, ha un costo elevato e non è a chilometro zero. Fa molti chilometri per riempire il cestino della frutta, magari assieme a mele o pere, e non a caso. Nonostante non si tratti proprio di costi esigui, i frutti esotici hanno il loro fascino. Colorano i piatti, rendono fresche le pietanze, sono perfetti per i cocktail e perfino per le guarnizioni.

Le proprietà naturali della frutta esotica più nota

La frutta vanta notevoli proprietà e ciò non cambia per i frutti esotici. Alcuni frutti, tra i più noti, possono essere davvero un toccasana per la nostra salute ed, anche se non possiamo cibarcene quotidianamente, dobbiamo almeno sapere con chi abbiamo a che fare.

L’avocado non è sicuramente un frutto valido per una dieta ipocalorica. “Vanta”, infatti, ben 200 calorie per 100 grammi di prodotto. Tuttavia, ha tantissime proprietà. Molti non lo gradiscono poiché è quasi insapore. Ma l’avete mai provato con un pizzico di sale ed olio? Inoltre, ha davvero poteri magici. E’ un contenitore incredibile di vitamine: A, B1, B2, D,E,K,H,PP. Dovreste ricorrere al suo aiuto, se avete una digestione lenta o se avete un’infezione in corso. L’avocado è infatti un potenziale antibiotico ed antivermifugo. Va servito fresco.

Chi non ha mai assaggiato un buon mango in vita sua? Esso è ricchissimo di Vitamina c, proprio come il kiwi, ed è indicato in caso di irregolarità intestinale, in quanto potente lassativo. Non conservatelo in frigo.

La papaia, al contrario dell’avocado, è ipocalorica e dunque può essere inserita in una dieta mediterranea. Nei paesi tropicali la usano in caso di vari malesseri che potrebbero essere causati da infezioni, in quanto antibatterica.

Il dattero proviene da Israele. Dolce e gustoso, lo troviamo spesso sulle nostre tavole durante il periodo natalizio. Può sostituire le prugne come lassativo naturale, essendo ricco, anch’esso, di fibre utili alla regolarità intestinale.

Conoscete la Feijoa? Proviene dall’America latina ed è un frutto davvero prezioso per la salute. Un vero e proprio alleato contro le malattie. Innanzitutto, preverrebbe i problemi tiroidei; inoltre, aiuterebbe la regolarità intestinale ed avrebbe altresì un’azione antifungina. Oltre a ciò, essendo ricca di acido folico, potrebbe essere utile in gravidanza.

L’ananas è forse uno dei frutti esotici più apprezzati e consumati in Europa. Colorata e scenica, è un vero e proprio anti-cellulite e brucia-grassi. Le donne infatti amano moltissimo consumarla ed ovviare cosi ai fastidiosi inestetismi cutanei. Inoltre, è ricca di vitamina C, dunque aumenta le difese immunitarie e combatte i batteri.

I frutti esotici meno conosciuti e le loro proprietà mediche

Alcuni frutti esotici sono rari quanto affascinanti.

La Cherimoya proviene dall’America del sud. Ricca di vitamina C contrasta l’influenza ed è perfetta nel periodo invernale. Inoltre, è in grado di migliorare i processi digestivi.

Il Guava è prezioso in Messico. Sarebbe infatti denominato anche frutto del cuore, in quanto in grado di prevenire le malattie cardiache.

Il frutto della passione è conosciuto soprattutto per le sue proprietà afrodisiache, eppure è anche un potente antiossidante, oltre che un buon lassativo.

La pitahaya è originaria del Messico ed è indicata in ogni tipo di dieta. Disseta in estate e rinfresca.

Il tamarindo è conosciuto anche in Africa. Anch’esso può fungere da valido lassativo, ma protegge anche la mucosa dello stomaco.

I frutti esotici in Sicilia

Da qualche anno a questa parte, i siciliani hanno conosciuto un business incredibile, quello legato alla coltivazione di frutta esotica. Grazie al loro clima secco, sono riusciti ad investire ettari di terreno, e non solo nel ragusano, per questo tipo di coltivazioni. Tra le tante, le più fiorenti sono quelle di feijioa, avocado ed anona. Se, dunque, voleste acquistare a chilometro zero dell’ottima frutta esotica potete scegliere i mercati di frutta siciliani. Pensate che qui un kg di frutta esotica si paga solo 2 euro. Incredibile, non è vero?

Fonte: Le proprietà curative della frutta esotica. Le conoscevi?

Moda e nero, quando si usa questo colore?

Moda e nero, quando si usa questo colore?

Da sempre la moda il nero hanno cercato di alleggerire tutto, comprese le tradizioni. Care lettrici oggi però abbiamo un voglia di venirvi incontro e spiegargli quali sono le azioni necessarie in cui il nero Non può essere sostituito con nessun altro colore… Purtroppo sì avete letto benissimo, ci sono delle occasioni in cui il nero è assolutamente necessario anche quando non viene ufficialmente richiesto.

Perché si usa il nero ai funerali?

Cominciamo con la situazione per eccellenza in cui viene richiesto il nero come colore per i vostri abiti, purtroppo facciamo riferimento ai funerali. In casi come questo l'utilizzo del colore non appartiene al mondo della moda, ma bensì ha delle tradizioni per specifiche (tenete sempre bene a mente che ogni tipo di curiosità può essere soddisfatta nei siti web delle onoranze funebri, come quella della Cattolica San Lorenzo clicca qui). L'unico aspetto positivo è che vari stilisti hanno cercato di andare incontro alle donne nell'arco dei secoli, affinando gli outfit e alleggerendo l'impulso realizzati colore nero. Ma vi siete mai chiesti Perché si usa il nero ai funerali?

Risposta a questa domanda è davvero molto semplice. Innanzitutto c'è da chiarire che l'utilizzo del colore nero nei funerali non è una tradizione nata con il cristianesimo, Ma pensi in epoca romana e poi trasmessa man mano… il motivo per cui viene utilizzato è davvero molto semplice, il nero è diventato il colore del livido perché rappresenta l'assenza di luce, ovvero l'oscurità e quindi la morte.

Il nero si utilizza gli incontri col papa?

Ci rendiamo conto che l'ipotesi che molti di noi possono incontrare il papà in modo diretto è molto bassa, ma in questi casi pare che bisogna vestirsi di nero. Ovviamente ora ragionamento che va in netta contrapposizione con quello che abbiamo detto prima, dato che il papa per i cristiani rappresenta in collegamento diretto con la sfera di Cristo, quindi armoniosità, colore, luce…

Ma se un giorno dovresti incontrare il papà il consiglio è quello di vestirsi di nero, Ma perché? Se quando li abbiamo detto sembra un po' assurdo, ricordatevi che Melania Trump per Il papà ha indossato un tagliaerba, realizzato con pizzo, con tanto di velo sui capelli. Iniziamo subito con lo spiegare che il Vaticano non ha previsto un protocollo specifico per il colore da utilizzare, In molti casi si sceglie il nero in quanto considerato più elegante e più indicato per le udienze col papà. L'unica cosa che impone il protocollo del Vaticano Per quanto riguarda gli abiti femminili prevede che questi siano accollati, lunghi fin sotto il ginocchio e con le maniche lunghe oltre che di bello sulla testa come ha fatto Melania Trump che cerca di essere sempre impeccabile, attenta alle previsioni e ovviamente a look.

L’aglio Abbassa la Pressione, un Rimedio per l’Ipertensione

L’aglio Abbassa la Pressione, un Rimedio per l’Ipertensione

L’Aglio Abbassa la Pressione

L’aglio abbassa la pressione e rappresenta quindi un valido rimedio naturalecontro l’ipertensione. Questo è quanto emerge dagli ultimi studi che la ricerca scientifica ha condotto in diverse parti del mondo.

L’aglio abbassa la pressione, questa notizia potrebbe far felice molte persone che assumono quotidianamente farmaci per curare l’ipertensione. Solo in Italia si calcola che sono circa 16 milioni le persone che soffrono di ipertensione. Di questi circa il 20 % è in una condizione di rischio per la salute a causa dei valori troppo elevati.

Nel mondo si stima siano circa 1 miliardo le persone che soffrono di ipertensione. Sempre secondo le statistiche circa il 70 % degli attacchi cardiaci e degli ictus è attribuito all’ipertensione.

L’uso terapeutico e medicinale dell’aglio ha una lunga storia, soprattutto a livello di medicina popolare. Negli ultimi anni i suoi effetti sui vari aspetti della salute sono stati studiati minuziosamente dai ricercatori di tutto il mondo.

Secondo gli studi la supplementazione di aglio per la diminuzione della pressione diastolica e sistolica è valutata come possibilmente efficace. Con effetti molto simili a quelli di alcuni farmaci l’aglio sembra aiutare nella vasodilatazione in quanto la sua attività favorisce il rilassamento dei vasi sanguigni.

L’aglio abbassa la pressione anche in un altro modo ovvero inibendo l’attività dell’angiotensina. Questo ormone infatti agisce sui vasi sanguigni restringendoli ed aumentando così la pressione arteriosa.

Perché l’Aglio Abbassa la Pressione?

L’aglio è stato usato come alimento medicinale da più di 5.000 anni ed è una delle prime erbe documentate ad uso terapeutico. Ad esempio nel papiro di Ebers risalente al 1.500 a.C. questo vegetale veniva raccomandato anche per il trattamento dei disturbi circolatori.

In tempi molto recenti gli studi hanno dimostrato che l‘aglio abbassa la pressionesanguigna. Questa proprietà è stata attribuita all’attività di un composto sulfureo antiossidante chiamato allicina. L’allicina, oltre ad avere effetti benefici sulla salute, è anche responsabile del caratteristico aroma dell’aglio.

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Fonte: L’aglio Abbassa la Pressione, un Rimedio per l’Ipertensione

Vacanze Romane: scoprire Roma in un weekend

Vacanze Romane: scoprire Roma in un weekend

Il primo Maggio si avvicina sempre di più, il che significa che Roma si sta preparando per la grande festa dei lavoratori. Ma nel caso in cui non avete voglia di seguire il concerto del Primo Maggio, sapete già cosa potreste fare nel cuore della Bella e amata capitale Ovvero la città eterna romantica per eccellenza?

L'articolo di oggi allo scopo di voler aiutare nella pianificazione della vostra vacanza in vista del primo maggio, Ogni weekend qualsiasi che avete voglia di passare a Roma.

5 cose da fare a Roma nel weekend

Roma negli ultimi anni è diventata la metà tipo per chi ha voglia di passare un weekend diverso dal solito. In un certo qual modo la capitale è ormai la città di riferimento per gli italiani che hanno bisogno di una breve vacanza. Roma è una città così amplia così bella da non poter essere visitata in pochi giorni… Dunque passiamo all'essenziale, quali sono le 5 cose da fare a Roma nel weekend?

La prima cosa da mettere in atto  è la scelta di un hotel a Roma, come il Floris Hotel, che abbia appunto una posizione strategica in modo tale da poter raggiungere in qualsiasi momento la zona che volete visitare.

Adesso però iniziamo con la parte più importante di questo paragrafo, ovvero l'elencazione delle 5 cose da fare a Roma nel weekend:

  1. Piazza di Spagna: Ebbene sì, non potete pensare di arrivare alla capitale e non fare una bellissima passeggiata nella scalinata che ha segnato la storia della città eterna

  2. Fontana di Trevi: sei a Roma e vuoi tornare la monetina nella fontana Devi lanciare…

  3. Ponte Milvio: Tutto è cominciato con “Ho voglia di te” di Federico moccia, Ma ormai è diventata una vera e propria tradizione. Ogni coppia innamorata che si trova a Roma in vacanza, non può non passare a Ponte Milvio è lasciare lì il proprio lucchetto con i nomi o le iniziali.

  4. Mercatini vintage del Rione Monti: le zone più in di Roma spesso hanno un sapore quasi retro… dunque se volete fare dei regalini interessanti, i mercatini vintage vengono in vostro soccorso. E poi i mercatini del Rione Monti sono tra i più belli della capitale e conosciuti anche in Europa, quindi perché non approfittarne?

  5. Appia Antica: nei momenti in cui ci troviamo nella città eterna, che profuma di storia e di futuro, è impossibile non fare una passeggiata nei lastroni dell'appia antica. Unire ad una vacanza la giusta dose di turismo archeologico è davvero L'essenziale!

Quindi che state aspettando a prenotare la vostra vacanza e partire alla scoperta di alcuni dei posti più belli di Roma?

Dormire Più a Lungo Porta ad Una Dieta Più Sana

Dormire Più a Lungo Porta ad Una Dieta Più Sana

Dormire Più a Lungo Riduce la Voglia di Zucchero

Lo sapevi che dormire più a lungo porta a consumare meno zuccheri e ti permette di avere una dieta più sana? Questo è quanto è emerso da uno studio del 2018 condotto in Inghilterra dal King’s College London.

Secondo le più recenti statistiche, più di un terzo degli adulti in Inghilterra non dorme abbastanza. I dati hanno mostrato che queste persone dormono meno di 6 ore a notte, contro le 7-9 raccomandate.

La perdita delle ore di sonno, secondo uno studio pubblicato sull’ American Journal of Clinical Nutrition, è causato anche da varie condizioni di salute come l’obesità, il diabete, le malattie cardiache e l’ictus.

Partendo da questi dati, i ricercatori si sono chiesti se gli adulti avrebbero potuto beneficiare di alcuni consigli per dormire più a lungo. Allo stesso tempo si è deciso di esaminare gli effetti che il dormire più a lungo può avere sull’assunzione giornaliera di cibo.

Dormire più a Lungo: Lo Studio

Lo studio ha coinvolto due gruppi composti da 21 persone ciascuno. Il primo gruppo ha ricevuto alcuni consigli su come dormire più a lungo, con l’obiettivo di incrementare la durata del sonno fino ad 1,5 ore a notte.

Il secondo gruppo invece non ha ricevuto nessun consiglio su come aumentare la durata del sonno e per questo motivo è stato considerato il gruppo di controllo.

Il primo gruppo ha ricevuto una serie di consigli personalizzati in base al loro stile di vita. Tra questi consigli c’era un’indicazione dell’ora in cui andare a letto, evitaredi bere caffeina prima di coricarsi e non andare a letto troppo sazi o affamati.

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Fonte: Dormire Più a Lungo Porta ad Una Dieta Più Sana

Carciofo: Proprietà e Benefici

Carciofo: Proprietà e Benefici

Il carciofo, nome botanico Cynara scolymus è una pianta dalle particolari proprietà appartenente alla famiglia delle Asteraceae. La pianta è di origine mediterranea, ha un fusto robusto e ramificato. è può raggiungere un metro e venti centimetri in altezza.

Il carciofo viene raccolto da ottobre a giugno e molte specie fioriscono più volte durante l’anno.

In Italia è molto diffuso, soprattutto nell’area mediterranea. Le coltivazioni più estese si trovano in Liguria, Toscana, Sardegna, Lazio e Puglia. Il nostro paese, attualmente, è il maggior produttore a livello mondiale di carciofi. Sul mercato esistono diverse qualità di carciofi, tondeggianti o allungati, con spine o senza, in diverse tonalità di verde e con sfumature violacee. Le varietà di carciofo coltivate nel mondo sono circa 90.

Estratto di Carciofo

L’estratto contiene polifenoli, i principali sono l’acido clorogenico, la cinarina, l’inulia e la luteolina.

  • Luteolina: è un potente antiossidante che, secondo vati studi, aiuta a prevenire l’infiammazione ed i tumori.
  • Cinarina: un altro antiossidante che stimola la produzione di bile, aiuta l’intestino a digerire i grassi e ad assorbire le vitamine.
  • Inulina: è un prebiotico, ovvero può aumentare la quantità di microrganismi benefici nell’intestino.
  • Acido clorogenico: è un antiossidante che aiuta a formare legami con composti tossici ed ha quindi proprietà disintossicanti.

Calorie 

Ogni 100 grammi di parte edibile si ha un apporto calorico pari a 50 kcal.

Carciofo: Proprietà e Benefici

Ricco di Antiossidanti

Questo ortaggio ha un alto potere antiossidante e compare al n° 15 nella lista ORAC (Capacita di assorbimento dei radicali dell’ossigeno). Questa misurazionemette alla prova la capacità che una pianta ha nell’assorbire i radicali liberi.

Tra tutte le verdure i carciofi hanno il più alto livello di antiossidanti. Secondo l’USDA (U.S. Department of Agriculture) su 1.000 diversi tipi di cibi vegetali i carciofi sono al  posto per contenuto di antiossidanti.

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Fonte: Carciofo: Proprietà e Benefici

La processionaria è pericolosa? Si, soprattutto per i cani

La processionaria è pericolosa? Si, soprattutto per i cani

La processionaria sembrerebbe un simpatico millepiedi peloso. Ma l’apparenza inganna. Si tratta infatti di un bruco molto pericoloso, soprattutto per cani e bambini.

In questa stagione, con l’arrivo del primo caldo, si può incontrare un insetto che rappresenta un pericolo mortale per i cani, la processionaria. Si tratta di un bruco peloso che si sposta in fila con altri esemplari, da qui il nome di processionaria, il cui nome scientifico è Thaumatopoea. E’ un insetto dell’ordine dei lepidotteri di cui il bruco è solo lo stadio larvale. In età adulta è una farfalla di colore grigio, con corpo tozzo e peloso. In questo periodo dell’anno – metà marzo – le processionarie sono allo stato larvale, cioè si presentano come li vediamo: bruchi.

Perchè la processionaria è pericolosa?

Come ogni creatura, anche la processionaria ha un’arma di difesa, i suoi peli urticanti. Questi migliaia di microscopici peli uncinati e urticanti se entrano in contatto con pelle e mucose, causano rilascio di istamina, la sostanza che viene rilasciata quando si hanno reazioni allergiche.

Per chi è perciolosa la processionaria?

La processionaria è molto pericolosa per gli animali domestici come cani e gatti, che possono rischiare anche la vita. Non è letale per l’uomo, al quale può provocare grandi fastidi, soprattutto nei bambini.

Processionaria cane

Tra cani e gatti, i soggetti che hanno più probabilità di entrare in contatto con la processionaria sono sicuramente i cani. Questi, incuriositi dal bruco, si avvicinano col naso per odorarli o per giocarci ed entrano in contatto con i peli urticanti. Qual’è il rischio? Dipende dalla quantità di peli che entra in contatto col cane e dalla zona che riceve lo strofinamento. Alcuni cani riportano lesioni gravissime, altri arrivano perfino a perdere la vita.

Il rischio maggiore è quando i cani mettono in bocca, io peggio, ingoiano la processionaria. A molti cani è stata asportata parte della lingua, ma se il bruco viene deglutito il problema può essere molto grave, arrivando anche a causarne il decesso. I tessuti del cane che entrano in contatto con i peli della processionaria vengono distrutti, innescando pericolosi processi di necrosi.

Processionarie cani: I sintomi

Il primo sintomo da contatto con i peli urticanti della processionaria è la salivazione intensa e improvvisa con infiammazione in bocca. Altri sintomi rilevanti sono: la perdita di vivacità del soggetto, febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea e soprattutto quest’ultima può essere anche emorragica.

Cosa fare se il cane entra in contatto con una processionaria

Se il contatto avviene solo con il naso o la lingua del cane, si deve immediatamente procedere – indossando dei guanti in lattice – a lavare e risciacquare la zona interessata con acqua e bicarbonato, per poi contattare il veterinario per una visita d’urgenza.

Cosa fare se un umano adulto entra in cotnatto con una procesionaria

Il contatto dei peli del bruco provoca nell’uomo degli eritemi che possono essere facilmente curati dal medico di famiglia. Se è un adulto ad essere entrato in contatto con una processionaria, quello che dobbiamo fare è lavare immediatamente la parte del corpo che è entrata in contatto.

Cosa fare se un bambino entra in contatto con una processionaria

processionaria-bambino

Se invece è un bambino, meglio recarsi al pronto soccorso. Dal punto di vista cutaneo, se compare solo un po’ di rossore sulla pelle, basta applicare una crema emolliente con effetto antinfiammatorio e tagliare le unghie per evitare che, grattandosi, il bambino si faccia delle ferite e si infetti. In caso di reazione più importante o di peggioramento, saranno i medici del pronto soccorso a suggerire la cura adatta.

Come evitare la processionaria?

Con i cani c’è poco da fare, possiamo però insegnare ai bambini a riconoscerla, affinché la possano evitare. Meglio controllare bene la zona, prima di farli giocare. Lo stesso, prima di portare a passeggio il cane.

Dove è possibile incontrare la processionaria

Durante gite in campagna, tra i boschi, e pinete. Il maggiore rischio si riscontra a nord, dato che la processionaria non ama i climi umidi ma predilige quelli caldi. Questo è il motivo per cui infesta pinete e boschi di quercia durante la primavera. Non disdegnano neppure faggi, castagni e betulle.

Fonte: La processionaria è pericolosa? Si, soprattutto per i cani