Lupini: Proprietà e Benefici

Lupini: Proprietà e Benefici

Lupini 

lupini sono prodotti dalla Lupinus albus, una pianta annuale che può raggiungere un’altezza di 1,5 metri. La pianta appartiene alla famiglia delle Fabaceae.

Si seminano in autunno, da ottobre a novembre e giungono a maturazione generalmente a luglio.

I lupini crescono in modo spontaneo nelle zone incolte lungo le coste del mediterraneo ed hanno la particolarità di crescere e prosperare anche in terreni acidi.

Le prime coltivazioni di questo interessante legume si fanno risalire fino a 4.000 anni. Anche greci e romani lo conoscevano tanto che se ne trova menzione in alcune opere di Orazio e di Ippocrate.

Come è successo per il kamut anche i lupini sono stati riscoperti e rivalutati negli ultimi anni. Questo grazie ai recenti studi che ne hanno confermato le buone proprietà salutari ed i benefici per l’organismo.

Calorie 

100 grammi di lupini hanno una resa calorica pari a 371 kal.

Lupini: Proprietà e Benefici

Energetici

I lupini rappresentano un alimento in grado di fornire un grande apporto energetico all’organismo. Si pensi che le proteine presenti in questi legumi corrispondono a 38 grammi ogni 100 di prodotto.

Questa quantità è paragonabile a quella della carne e superiore a quella delle uova. Ecco quindi che questi legumi diventano un’ ottima alternativa alle proteine di origine animale.

Digeribili

Oltre ad avere buone proprietà nutrizionali risultano avere un’ottima digeribilità. Il loro consumo regolare promuove la salute dell’intestino. Aiutano a prevenire la stitichezza e la sindrome dell’intestino irritabile.

Il buon contenuto di fibra è benefico per i batteri buoni presenti nell’intestino. Secondo recenti studi c’è un legame tra i batteri buoni ed il buon funzionamento del sistema immunitario.

Stitichezza

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Fonte: Lupini: Proprietà e Benefici

Piselli: Proprietà e Benefici

Piselli: Proprietà e Benefici

Piselli

La pianta dei piselli, nome scientifico Pisum Sativum, è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Fabacee. Le sue origini non sono certe, si presume che provenga dall’India e la sua coltivazione risale a ben 5.000 anni fa. I piselli sono legumi dal gusto gradevole e dolce. Questo a causa dell’abbondante presenza di zuccheri che però, dopo l’essiccazione si perdono anziché concentrarsi.

I piselli sono coltivati in tutto il mondo ed in particolar modo nei paesi asiatici. Le varietà più conosciute sono: i piselli nani (Telefono nano, Meraviglia d’Italia, Gloria di Quimper), mezza rama (Lincoln, Rondo), rampicanti (Telefono, San Cristoforo, Serpetta Verde, Lavagna) e i mangiatutto (Gigante svizzero).

La raccolta per consumo fresco, a seconda della varietà, avviene da aprile/maggio fino alla fine di giugno.

Calorie 

100 grammi di piselli freschi hanno una resa calorica pari a 81 calorie.

Piselli: Proprietà e Benefici

Meteorismo

piselli, come le fave, sono legumi il cui consumo più si adatta a quei soggetti affetti da problemi di meteorismo e di colite e che non possono quindi consumare fagioli e ceci.

Anti Coagulanti

L’acido folico e la vitamina B6 invece apportano benefici all’apparato cardiovascolare mantenendo quindi in salute cuore e vasi sanguigni. Il consumo regolare di questi legumi aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue nelle arterie allontanando il rischio di malattie cardiocircolatorie.

Colesterolo

Studi recenti hanno dimostrato che il consumo di piselli aiuta a tenere bassi i livelli di colesterolo cattivo LDL nel sangue. Come sappiamo alti livelli di colesterolo cattivo mettono a rischio la salute del cuore e non solo.

Salute del Cuore

Questo legumi hanno un buon contenuto di magnesio e potassio. Una dieta ricca di questi minerali è utile per la prevenzione dell’ipertensione che, come noto, è un fattore di rischio per le malattie legate al cuore.

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Fonte: Piselli: Proprietà e Benefici

Pasta alla norcina: la ricetta del primo piatto umbro tipico di Norcia

Pasta alla norcina: la ricetta del primo piatto umbro tipico di Norcia

La pasta alla norcina è piatto tipico della cucina umbra che si prepara con salsiccia di Norcia sbriciolata in padella con olio e cipolla, panna fresca, tartufo e pecorino. Si prepara di solito con pasta corta: penne, rigatoni, pici, strangozzi, ma ne esiste anche una versione con la pasta lunga, spaghetti o tagliatelle, che si realizza solo con tartufo nero, aglio e acciughe, a cui è possibile aggiungere i funghi. Noi prepareremo la prima versione con salsiccia e panna, cremosa e ricca di gusto. Se non trovate le salsicce di Norcia potete utilizzare la classica salsiccia di maiale, il sapore finale sarà però meno aromatico: l’appellativo “alla norcina” deriva infatti proprio dall’utilizzo delle salsicce dei maestri norcini. Me ecco come preparare questo primo piatto ideale per il pranzo della domenica che conquisterà tutti.

Come preparare la pasta alla norcina.

Spellate e sbriciolate le salsicce.(1) In una padella grande fate soffriggere la cipolla tritata con un filo d’olio.(2) Aggiungete poi le salsicce, fate rosolare per alcuni minuti e sfumate con il vino bianco. aggiungendo anche un po’ di sale.(3)

Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata. Unite la panna alla salsiccia, mescolate, grattugiate il tartufo(4) e aggiungete il pepe. Scolate la pasta al dente e aggiungetela al sughetto di panna e salsiccia, fate saltare per almeno un minuto.(5) Una volta pronta servite la pasta alla norcina con scaglie di tartufo e pecorino o parmigiano grattugiato e servite ben calda.(6)

Consigli.

Se non avete il tartufo nero, scorzone o invernale, potete utilizzare un olio aromatizzato al tartufo: il sapore sarà meno intenso, ma la pasta alla norcina sarà comunque ottima.

Nella nostra ricetta abbiamo utilizzato la cipolla ma, se preferite, potete anche utilizzare l’aglio.

Prima di grattugiare il tartufo lavatelo sotto acqua corrente con uno spazzolino morbido e asciugatelo bene, prima di utilizzarlo.

Al posto della panna potete utilizzare anche una delicata crema di ricotta: mettete la ricotta in una ciotola, ammorbiditela con un cucchiaio di legno, aggiungete olio, sale e pepe e mescolate.

Chi preferisce potrà spolverare la pasta alla norcina con del prezzemolo tritato, per donare ancora più sapore al piatto.

Come conservare la pasta alla norcina.

Potete conservare la pasta alla norcina in frigo per 1 giorno in un contenitore ermetico.

Fonte: Pasta alla norcina: la ricetta del primo piatto umbro tipico di Norcia

Le trasformazioni positive indotte dal vapore

Le trasformazioni positive indotte dal vapore
Scritto da Giuseppe Capano il Nell’ultima ricetta che ho pubblicato per arrivare al gratificante risultato finale era presente un passaggio in apparenza secondario e che in realtà si è rivelato e si rivela sempre come estremamente importante ai fini del buon esito dell’ultima parte della preparazione.
Come mi è capitato di verificare spesso il vapore è un elemento estremamente positivo in cucina e con esso possiamo modulare al meglio passaggi e elaborazioni presenti all’interno di una ricetta, si tratta di vantaggi importanti e concreti che portano diversi benefici.

Intanto per prima cosa dobbiamo con probabilità sgombrare la mente dal pensiero che il vapore riguardi solo la specifica cottura e li finisce.
Questa visione è troppo limitativa e ci toglie la possibilità di usare la creatività in maniera trasversale alle altre procedure di cucina e cotture.
L’aspetto molto interessante è invece quello delle trasformazioni positive che il passaggio attraverso una fonte di vapore induce negli alimenti.
Nel caso dei finocchi in gratin appena presentati il gusto arriva, come è facile intuire, dalla presenza contemporanea di tre importanti apporti sensoriali.
La buccia dell’arancia, l’olio di oliva di qualità nel quale viene infusa e lasciata espandersi al massimo, i pistacchi ridotti in granella fine.
Ma tutti questi ingredienti poco hanno a che fare con la consistenza dei finocchi che diventa esclusiva grazia al preliminare passaggio al vapore.
È elusivamente questo che prepara il terreno alla buona riuscita della dolce e lieve gratinatura che avviene a una temperatura inusualmente bassa per i gratin classici.
Il motivo come ho scritto in precedenza era la volontà di tutelare dal calore del forno i preziosi pistacchi rendendo i finocchi sufficientemente morbidi e lievemente croccanti.
Il solo passaggio al forno, anche se più prolungato e per più tempo, non avrebbe consentito di arrivare al risultato finale decisamente di buon livello.
E il segreto sta proprio nel ruolo del vapore che come dimostra questa ricetta è appunto più interessante come supporto migliorativo a una bella cottura finale che di solito è però molto invadente richiedendo anche un discreto quantitativo di grassi che qui è stato invece molto limitato!!!

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Tags: cucina a vapore, vapore
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Fonte: Le trasformazioni positive indotte dal vapore

Broccoli in padella: la ricetta del contorno invernale facile e veloce

Broccoli in padella: la ricetta del contorno invernale facile e veloce

Facile 30min Per 4 persone kcal 150

ingredienti

  • Broccoli 1 Kg
  • Aglio 2 spicchi • 90 kcal
  • Olio extravergine di oliva 4 cucchiai • 270 kcal
  • Sale marino q.b. • 1 kcal

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

I broccoli in padella sono il contorno ideale da preparare nei mesi freddi, quando l’ortaggio giunge a maturazione, ottimi per accompagnare secondi piatti, soprattutto a base di carne. Realizzarli è davvero semplice: vi basterà lessarli leggermente per poi passarli in padella con aglio e olio e servirli ben caldi. Potete poi arricchirli aggiungendo un po’ di peperoncino o qualche acciuga, per renderli ancora più saporiti. Ecco come preparali in poco tempo.

Come preparare i broccoli in padella.

Mondate i broccoli eliminando le foglie e i gambi e selezionando solo le cime.(1) Fateli sbollentare in una pentola con acqua salata per circa 5 minuti a fuoco moderato: la breve cottura permetterà di conservare i broccoli sodi e brillanti. Una volta pronti scolateli. Mettete in una padella l’olio extravergine d’oliva e gli spicchi d’aglio e fate soffriggere.(2) Qaundo l’aglio sarà ben dorato unite i broccoli tagliati in piccoli pezzi, aggiungete il sale, coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco lento per 20 minuti circa, rigirandoli delicatamente di tanto in tanto: assicuratevi che siano croccanti e che le cimette non si siano disfatte. I vostri broccoli in padella sono pronti per essere serviti come contorno per i vostri secondi piatti.(3)

Consigli.

Per mitigare l’odore intenso dei broccoli, quando li sbollentate aggiungete all’acqua poche gocce di limone.

Se volete donare un sapore più intenso ai vostri broccoli in padella, aggiungete il peperoncino piccante, come nei broccoli alla romana: mettetelo in padella insieme all’aglio, prima di aggiungere le cime di broccoli leggermente lessate. Utilizzate lo stesso procedimento se volete aggiungere qualche filetto di acciuga. Chi preferisce potrà spolverare i broccoli in cottura con un po’ di pepe.

Varianti.

Se volete preparare i broccoli in padella senza lessarli, la ricetta ideale è quella dei broccoli strascinati: in questo caso li preparerete direttamente saltati in padella a crudo, saranno quindi più sodi e compatti. Una volta lavati e puliti i broccoli, tagliateli in tante cime piccole. In una padella fate soffriggere l’aglio e, se preferite, anche il peperoncino. Quando l’aglio si sarà imbiondito eliminatelo e aggiungete le cime dei broccoli, aggiustate di sale e fate cuocere con il coperchio a fiamma lenta fino a cottura. Se volete potete aggiungere un bicchiere d’acqua, facendo cuocere a fuoco vivo per circa 20 minuti.

Come conservare i broccoli in padella.

Potete conservare i broccoli in padella per 1 giorno in frigorifero coperti con pellicola trasparente o all’interno di un contenitore ermetico. Prima di consumarli riscaldateli nel forno a microonde e, se necessario, aggiungete un po’ di olio.

Fonte: Broccoli in padella: la ricetta del contorno invernale facile e veloce

Strawberry Food & Wine | Itinerarinelgusto

Strawberry Food & Wine | Itinerarinelgusto

Parte l’edizione 2018 del golosissimo Giro d’Italia enogastronomico di Strawberry Food & Wine (cena degustazione vino e cibo) al Posto delle Fragole: venerdì 16 febbraio alle 20.30 si farà tappa in Friuli-Venezia
Giulia, più precisamente a San Floriano del Collio, in provincia di Gorizia, dove andremo a scoprire l’eccellenza della produzione dei vini di Franco Terpin.
La cantina di Franco Terpin si trova a San Floriano del Collio, in provincia di Gorizia, a pochi passi dal confine sloveno. Franco proviene da una famiglia di agricoltori che si è sempre dedicata alla viticoltura. Agli inizi degli anni ’70 rileva la piccola tenuta del padre Darinko, continuando a vendere le uve. Soltanto a partire dai primi anni ’90 decide di cambiare direzione e vinificare le proprie uve. Se prima la cantina cercava di assecondare la domanda di mercato improntata sulla quantità, ora la sua filosofia vuole puntare sulla qualità.
Le vigne nascono sul Monte Calvario di S. Floriano, dove si trova anche il cru Stamas. Qui vengono coltivati 10 ettari con diverse varietà di uva: Merlot, Cabernet Sauvignon, Ribolla Gialla, Pinot Grigio, Sauvignon e Friulano (rinominato da lui Jakot). I vigneti, allevati a guyot, crescono sul terreno carsico della “Ponka”, ricco di sostanze minerali e composto da marne e arenarie.
I vini non vengono chiarificati e nè filtrati. Sono lavorati con metodi tradizionali e nel pieno rispetto della natura. La fermentazione è catalizzata da lieviti esclusivamente indigeni. I vini sono il prodotto di lunghe macerazioni e di un altrettanto prolungato periodo di affinamento nelle botti di legno. Nell’agricoltura di Franco Terpin non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi, come additivi e diserbanti, ma è tollerato soltanto un sapiente uso di
basse dosi di rame e zolfo per contrastare l’insorgere della peronospora e dell’oidio. I vini della cantina riflettono l’anima di Terpin e il suo modo di concepire la natura.

CENA ABBINAMENTO VENERDì 16 FEBBRAIO

Tortino di sarde su crema di cavolfiore
– Quinto quarto bianco 2016
Risotto al merlot con julienne di calamari, radicchio rosso e noci
– Chardonnay 2010

Polpo ubriaco con polenta
– Jakot 2011

Semifreddo al bacio

Costo della serata € 35, con menù, vini, acqua, caffè e coperto inclusi

Per informazioni e prenotazioni: Tel. +39 040 578777 E-Mail: fragolebar@lacollina.org

Titolo dell’evento: Strawberry Food & Wine

Venerdì 16 febbraio parte l’edizione 2018 del golosissimo Giro d’Italia enogastronomico di Strawberry Food & Wine (cena degustazione vino e cibo) che si terrà presso il Posto delle Fragole a Trieste.

Luogo: Il posto delle fragole – Trieste
Indirizzo: via de Pastrovich 4, Trieste

Organizzazione: Il posto delle fragole

Su Facebook: https://www.facebook.com/Il-posto-d…

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Fonte: Strawberry Food & Wine | Itinerarinelgusto

Alette di pollo al forno: la ricetta facile con deliziosa panatura aromatica

Alette di pollo al forno: la ricetta facile con deliziosa panatura aromatica

Le alette di pollo al forno sono un secondo piatto delizioso e croccante, da accompagnare con le salse che preferite. Prepararle è davvero semplice: vi basterà realizzare un mix con pangrattato, erbe aromatiche, aglio in polvere e paprika affumicata, nel quale impanare le alette di pollo. Dopo mezz’ora di cottura in forno saranno pronte per essere portate in tavola morbide dentro e croccanti fuori: servitele poi con il contorno e le salsine che più vi piacciono. Ecco come prepararle in modo facile e veloce per una cenetta sfiziosa.

Come preparare le alette di pollo al forno.

Lavate le alette di pollo sotto acqua corrente e tamponatele con un panno pulito per eliminare l’acqua in eccesso.(1) Preparate ora la panatura: in una ciotola grande mettete il pangrattato, le erbe aromatiche a scelta: rosmarino, timo, maggiorana, salvia, la paprika, l’aglio, il sale e il pepe e mescolate.(2) Passate le alette di pollo nel mix di pangrattato e spezie e adagiatele in una teglia rivestita con carta forno. Cuocete in forno già caldo a 200° per mezz’ora circa: negli ultimi 5 minuti azionate il grill, le alette saranno così pi dorare e croccanti. Le vostre alette sono pronte per essere portate in tavola.(3) Servitele con salse a piacere accompagnate da insalata o patate al forno.

Consigli.

Per far legare al meglio la panatura alle alette di pollo, potete spennellarle con olio d’oliva prima di passarle nel mix di pangrattato aromatico: fate attenzione a ricoprirle in modo uniforme.

Potete impanare le alette di pollo anche in anticipo, e poi cuocerle al bisogno: mettetele il frigo ben coperte per 2 giorni al massimo. Sistematele poi sulla leccarda e cuocetele in forno.

In merito alle erbe aromatiche, potete utilizzare anche dei mix già pronti per insaporire le carni a cui aggiungere magari solo del rosmarino fresco tritato, oltre a paprika e aglio liofilizzato.

Accompagnate le alette di pollo al forno con un’insalata mista o con patate al forno o fritte.

Se preferite cucinare il pollo al forno potete preparare anche le cosce di pollo impanate, richiederanno un po’ più di cottura, ma saranno comunque delizose e croccanti.

Varianti.

In alternativa potete preparare le alette di pollo piccanti, sempre da cuocere al forno. Al posto del mix di pangrattato e erbe aromatiche, preparate un condimento con olio extravergine d’oliva, paprika forte, peperoncino in polvere, sale e spezie. Mettete le alette di pollo nella salsina che avete preparato e rigiratele per bene per farle insaporire. Adagiatele poi sulla griglia del forno: ponete sotto la leccarda ricoperta con carta forno per non sporcare. Cuocete a 200° per 35-40 minuti, controllando ogni tanto la cottura.

Fonte: Alette di pollo al forno: la ricetta facile con deliziosa panatura aromatica

Ciaramicola: la ricetta del soffice dolce pasquale tipico di Perugia

Ciaramicola: la ricetta del soffice dolce pasquale tipico di Perugia

La ciaramicola è un dolce tipico di Pasqua che si prepara in Umbria, in particolare a Perugia: una soffice ciambella di colore rosso, dato dall’aggiunta di Alchermes, ricoperta con bianca meringa, per riprendete i colori tipici della città umbra, e decorata con confettini colorati. Si tratta di una sorta di pizza sbattuta e si narra che, in passato, fosse il dolce che le promesse spose regalavano al futuro marito, in occasione di Pasqua. La ciaramicola ha quasi sempre  la forma di una ciambella, all’interno della quale è possibile realizzare una croce, con la stessa pasta, e aggiungere cinque protuberanze, che rappresentano i rioni di Perugia: chi preferisce, però, può prepararla anche nella classica forma rotonda.

Ciaramicola: storia e curiosità.

La ciaramicola è un dolce nato come inno a Perugia, in quanto rappresenta i 5 rioni della città: Porta Sole, Porta Sant’Angelo, Porta Susanna, Porta Eburnea e Porta San Pietro. I colori del dolce, il rosso e il bianco, fanno proprio riferimento ai rioni e allo stemma della città. La ciaramicola si presenta quindi rossa all’interno a bianca all’esterno, con l’aggiunta di confettini colorati. Il nome del dolce deriverebbe per alcuni da “ciara”, cioè chiara, come quella della meringa che la ricopre, per altri invece da “ciarapica”, termine dialettale umbro per indicare la cinciallegra, uccellino dai tanti colori che annuncia con il suo canto l’arrivo della primavera, il significato del nome non è quindi chiaro: c’è anche chi associa il nome ciaramicola a “ciaramella”, data la forma circolare del dolce. In passato era tradizione preparare la ciaramicola in casa con lo strutto al posto del burro, ed era il dolce che le fidanzate portavano ai loro futuri mariti in occasione delle festività pasquali.

Come preparare la ciaramicola.

Mettete in una terrina le uova con lo zucchero.(1) Montatele bene fino ad ottenere un composto spumoso.(2)Unite ora il burro fuso e l’alchermes e continuate a mescolare con un frullino. Aggiungete poi la farina setacciata, il lievito in polvere e la buccia di limone, e montate fino a realizzare un composto omogeneo. Versatelo in uno stampo a ciambella precedentemente imburrato e infarinato (3) e cuocete in forno già caldo a 180° per circa 35-40 minuti, in base alla potenza del forno.

Ora preparate la meringa: montate gli albumi a neve e aggiungete lo zucchero. Continuate a montare fino a realizzare un composto ben sodo. Una volta cotta la ciaramicola, sfornatela, adagiatela su una base resistente al calore, ricopritela, ancora calda, con la meringa e aggiungete i confettini colorati.(4) Infornate ancora a 100° per 10-15 minuti: la meringa deve ascigarsi senza però ingiallire. Adagiatela ora su un piatto da portata,(5) lasciate intiepidire e servite.(6)

Consigli.

Se volete donare un colore più intenso alla vostra ciaramicola, oltre all’alchermes, liquore dalle note pesca che si utilizza spesso per la bagna dei dolci, e che dona sfumature scarlatte, potete aggiungere un po’ di colorante alimentare rosa.

Al posto dell’alchermes potete utilizzare anche il rosolio o il mistrà, liquore al sapore di anice.

Se utilizzate il forno in modalità ventilato, cuocete la ciaramicola a 160° per 30 minuti circa.

Se volete dare alla ciaramicola la forma tradizionale, con le 5 protuberanze che rappresentano i rioni di Perugia, procedete in questo modo: prendete 1/3 dell’impasto, allungatelo con le mani in modo da formare un cilindro di 5 cm di diametro, unite le due estremità a formare una ciambella. Adagiatela su una leccarda imburrata e con metà della pasta rimasta formate due cilindri sottili che disporrete a croce sulla ciambella. Suddividete il restanto impasto in 5 parti e realizzate le sfere: disponetene 4 per ogni punto di unione della croce e una al centro. Su ogni sfera praticate due tagli e infornate a 180° per 35 minuti.

Come conservare la ciaramicola.

Potete conservare la ciaramicola fino a 7 giorni sotto una campana di vetro. Fate però attenzione a non far prendere aria dalla base, in quanto il dolce potrebbe seccarsi e diventare duro.

Fonte: Ciaramicola: la ricetta del soffice dolce pasquale tipico di Perugia

Ciaramicola: la ricetta del soffice dolce pasquale tipico di Perugia

Ciaramicola: la ricetta del soffice dolce pasquale tipico di Perugia

La ciaramicola è un dolce tipico di Pasqua che si prepara in Umbria, in particolare a Perugia: una soffice ciambella di colore rosso, dato dall’aggiunta di Alchermes, ricoperta con bianca meringa, per riprendete i colori tipici della città umbra, e decorata con confettini colorati. Si tratta di una sorta di pizza sbattuta e si narra che, in passato, fosse il dolce che le promesse spose regalavano al futuro marito, in occasione di Pasqua. La ciaramicola ha quasi sempre  la forma di una ciambella, all’interno della quale è possibile realizzare una croce, con la stessa pasta, e aggiungere cinque protuberanze, che rappresentano i rioni di Perugia: chi preferisce, però, può prepararla anche nella classica forma rotonda.

Ciaramicola: storia e curiosità.

La ciaramicola è un dolce nato come inno a Perugia, in quanto rappresenta i 5 rioni della città: Porta Sole, Porta Sant’Angelo, Porta Susanna, Porta Eburnea e Porta San Pietro. I colori del dolce, il rosso e il bianco, fanno proprio riferimento ai rioni e allo stemma della città. La ciaramicola si presenta quindi rossa all’interno a bianca all’esterno, con l’aggiunta di confettini colorati. Il nome del dolce deriverebbe per alcuni da “ciara”, cioè chiara, come quella della meringa che la ricopre, per altri invece da “ciarapica”, termine dialettale umbro per indicare la cinciallegra, uccellino dai tanti colori che annuncia con il suo canto l’arrivo della primavera, il significato del nome non è quindi chiaro: c’è anche chi associa il nome ciaramicola a “ciaramella”, data la forma circolare del dolce. In passato era tradizione preparare la ciaramicola in casa con lo strutto al posto del burro, ed era il dolce che le fidanzate portavano ai loro futuri mariti in occasione delle festività pasquali.

Come preparare la ciaramicola.

Mettete in una terrina le uova con lo zucchero.(1) Montatele bene fino ad ottenere un composto spumoso.(2)Unite ora il burro fuso e l’alchermes e continuate a mescolare con un frullino. Aggiungete poi la farina setacciata, il lievito in polvere e la buccia di limone, e montate fino a realizzare un composto omogeneo. Versatelo in uno stampo a ciambella precedentemente imburrato e infarinato (3) e cuocete in forno già caldo a 180° per circa 35-40 minuti, in base alla potenza del forno.

Ora preparate la meringa: montate gli albumi a neve e aggiungete lo zucchero. Continuate a montare fino a realizzare un composto ben sodo. Una volta cotta la ciaramicola, sfornatela, adagiatela su una base resistente al calore, ricopritela, ancora calda, con la meringa e aggiungete i confettini colorati.(4) Infornate ancora a 100° per 10-15 minuti: la meringa deve ascigarsi senza però ingiallire. Adagiatela ora su un piatto da portata,(5) lasciate intiepidire e servite.(6)

Consigli.

Se volete donare un colore più intenso alla vostra ciaramicola, oltre all’alchermes, liquore dalle note pesca che si utilizza spesso per la bagna dei dolci, e che dona sfumature scarlatte, potete aggiungere un po’ di colorante alimentare rosa.

Al posto dell’alchermes potete utilizzare anche il rosolio o il mistrà, liquore al sapore di anice.

Se utilizzate il forno in modalità ventilato, cuocete la ciaramicola a 160° per 30 minuti circa.

Se volete dare alla ciaramicola la forma tradizionale, con le 5 protuberanze che rappresentano i rioni di Perugia, procedete in questo modo: prendete 1/3 dell’impasto, allungatelo con le mani in modo da formare un cilindro di 5 cm di diametro, unite le due estremità a formare una ciambella. Adagiatela su una leccarda imburrata e con metà della pasta rimasta formate due cilindri sottili che disporrete a croce sulla ciambella. Suddividete il restanto impasto in 5 parti e realizzate le sfere: disponetene 4 per ogni punto di unione della croce e una al centro. Su ogni sfera praticate due tagli e infornate a 180° per 35 minuti.

Come conservare la ciaramicola.

Potete conservare la ciaramicola fino a 7 giorni sotto una campana di vetro. Fate però attenzione a non far prendere aria dalla base, in quanto il dolce potrebbe seccarsi e diventare duro.

Fonte: Ciaramicola: la ricetta del soffice dolce pasquale tipico di Perugia

Frittata di maccheroni: la ricetta classica della tradizione napoletana

Frittata di maccheroni: la ricetta classica della tradizione napoletana

La frittata di maccheroni è una tipica preparazione napoletana conosciuta anche come frittata di pasta o frittata di spaghetti, un piatto unico sostanzioso e davvero squisito. Una ricetta tanto cara alle mamme e alle nonne campane che può essere bianca o rossa, cioè con o senza pomodoro. La si prepara solitamente con la pasta avanzata del giorno prima a cui aggiungere uova, formaggio, soprattutto scamorza o caciocavallo, pancetta, prosciutto o con ciò che avete in frigo, ma si può realizzare anche con la pasta appena scolata. Per la preparazione potete inoltre utilizzare sia la pasta corta: maccheroni, rigatoni, penne, che la pasta lunga, solitamente spaghetti, vermicelli o bucatini. La frittata di pasta può essere gustata calda, ma è ottima anche fredda: viene spesso preparata in occasione di picnic, gite fuori porta o al mare: molti napoletani, infatti, amano gustarla in estate, come pranzo da godersi in spiaggia.

Come preparare la frittata di maccheroni.

Se non avete la pasta avanzata del giorno prima, cuocete gli spaghetti o i maccheroni in abbondante acqua salata.(1) Nel frattempo sbattete le uova con sale, pepe e parmigiano grattugiato.(2) Una volta cotta la pasta, che dovrà essere al dente, conditela con il burro e fatela raffreddare. Versateci poi sopra le uova sbattute e amalgamate bene.(3)

Tagliate la pancetta a dadini (4) e aggiungetela alla pasta, unite anche la smamorza, sempre tagliats a pezzetti, e mescolate.(5) Scaldate l’olio in una padella antiaderente, versateci pasta e cuocete a fuoco basso: non appena il composto sarà compatto, e sopra si sarà formata una crosticina dorata, girate la frittata con l’aiuto di un coperchio oppure di un piatto piano: fate cuocere almeno 5 minuti per lato, un paio di minuti in più se la frittata è particolarmente alta. Una volta pronta adagiata la frittata di maccheroni sulla carta assorbente, lasciate intiepidire, tagliatela a fette e servite subito, oppure fredda.(6)

Consigli.

Per la preparazione della frittata di pasta potete ovviamente variare gli ingredienti utilizzando al posto della pancetta, il prosciutto cotto, il salame, i wurstel e sostituendo la scamorza con caciocavallo, mozzarella, provola affumicata, emmental, ecc…Chi preferisce potrà invece gustarla senza l’aggiunta di altri ingredienti, ma solo con uova, sale, pepe e parmigiano grattugiato.

Se decidete di prepararla, ma di non cuocerla subito, oppure se utilizzate la pasta condita del giorno prima, aggiungete agli ingredienti anche 50 ml di latte. Una volta mescolati tutti gli ingredienti coprite con la pellicola trasparente e conservate in frigo fino alla cottura. L’aggiunta di latte renderà la frittata di maccheroni più morbida.

Potete preparare la frittata di maccheroni anche in versione monoporzione, utilizzando un padellino piccolo.

Se non dovete mangiarla subito, tenetela in caldo avvolgendola nella carta alluminio, per conservarne il sapore e il profumo.

Se volete servire la frittata di maccheroni come antipasto o per un buffet, potete tagliarla in tanti quadratini: magari da portare in tavola su un tagliere, con delle forchettine di legno.

In alternativa potete preparare la ciambella di spaghetti, ideale soprattutto per chi preferisce al cottura al forno.

Come conservare la frittata di maccheroni.

Potete conservare la frittata di maccheroni in frigo, coperta con pellicola trasparente o in un contenitore ermetico per 2-3 giorni. Prima di consumarla riscaldatela oppure tiratela via dal frigo almeno mezz’ora prima di consumarla: il frigo tende infatti ad indurirla.

Fonte: Frittata di maccheroni: la ricetta classica della tradizione napoletana