Bacalà in agrodolce – presentazione a Milano Golosa | Itinerarinelgusto

Bacalà in agrodolce – presentazione a Milano Golosa | Itinerarinelgusto

La Giardiniera di Morgan non è solo verdura: nasce il Bacalà in Agrodolce. Si tratta dell’ultima creazione di Morgan Pasqual che, nel suo laboratorio artigianale a Malo (Vicenza), si è fatto conoscere per le verdure in agrodolce. Il nuovo prodotto prende ispirazione dalla ricetta tradizionale vicentina, che prevede l’utilizzo dello stoccafisso, e lo propone in una veste nuova in abbinamento a ceci, verdure, olive liguri e capperi di Pantelleria. Il Bacalà in Agrodolce sarà presentato in anteprima a Milano Golosa, dal 14 al 16 ottobre 2017 a Palazzo del Ghiaccio.

“Per questo nuovo prodotto sono partito – spiega Morgan Pasqual, fondatore della Giardiniera di Morgan – dalla città in cui ho scelto di vivere, Vicenza. Sono friulano, per lavoro ho viaggiato moltissimo e qui sono arrivato per amore. Il bacalà alla vicentina, nella sua ricetta originale, si scrive con una sola “c” e prevede l’utilizzo dello stoccafisso, il merluzzo essiccato. Ovviamente ci ho messo del mio: la freschezza di nuovi ingredienti come ceci, olive liguri e capperi di Pantelleria”.

La freschezza è una delle note che accomunano tutti i prodotti della linea La Giardinera di Morgan. Da qui la scelta di sostituire due ingredienti classici della ricetta tradizionale, come il latte e le cipolle, a favore di ceci bolliti, verdure agrodolci, olive liguri e capperi di Pantelleria. Come tutti gli altri prodotti creati dal laboratorio di Malo, anche la ricetta del bacalà utilizza solamente ingredienti a filiera certificata e di lavorazione artigianale. Il prodotto è pensato in abbinamento alla polenta abbrustolita o con un riso profumato, come l’orientale Basmati.
Perfetto per le tavole di Natale, sarà in distribuzione nei negozi specializzati da ottobre e presto disponibile anche nel nuovo shop on line.

La Giardiniera di Morgan nasce nel 2005 nel Ristorante 5 Sensi a Malo (Vicenza). L’idea è quella di accompagnare un piatto a base di maialino. La Giardiniera viene talmente apprezzata e richiesta dai clienti, che si fa strada ben presto l’idea di produrne una versione da asporto da portare a casa. Un prodotto artigianale che ha visto il suo successo crescere nel tempo, fino alla decisione, del 2012, di ricavare un apposito laboratorio specializzato dove produrre La Giardiniera di Morgan. Nelle 2013 chiude il Ristorante ma La Giardiniera anno dopo anno cresce e si moltiplica per cinque: una ricetta differente dedicata a ogni componente della famiglia Pasqual: Morgan, il papà, Luciana, la mamma, e i figli Giada Maria, Giovanni, Annapaola. Comune denominatore delle cinque varianti è la croccantezza, grazie alla selezione della materia prima e alla cottura separata di ogni singolo ortaggio. Accanto alla Giardiniera nascono altri prodotti in agrodolce, con edizioni limitate secondo la stagionalità.

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Fonte: Bacalà in agrodolce – presentazione a Milano Golosa | Itinerarinelgusto

Muffin di pizza: la ricetta dell’antipasto semplice e originale

Muffin di pizza: la ricetta dell’antipasto semplice e originale

I muffin di pizza sono un’idea sfiziosa per un antipasto originale e molto gustoso, ideali anche per un buffet, un’aperitivo o un picnic, grazie alla praticità della monoporzione. I pizza muffin sono morbidi, fragranti e con un cuore filante, sono infatti preparati con il classico impasto per pizza tagliato a pezzetti e poi amalgamato con salame, scamorza e parmigiano grattugiato e condito con pomodoro, olio, sale e basilico. Potete comprare l’impasto pronto oppure preparare un impasto per pizza veloce senza lievitazione, utilizzando il lievito istantaneo per torte salate al posto del lievito di birra. Un modo per preparare la classica pizza fatta in casa in modo diverso, per stupire i vostri ospiti con un antipasto rustico soffice e goloso. Ecco come prepararli!

Come preparare i pizza muffin.

Con un paio di forbici tagliate l’impasto per pizza in tanti piccoli stracotti.(1) Aggiungete giusto una manciata di farina e unite man mano il salame, il parmigiano grattugiato e la scamorza,(2) che potete anche sostituire con la provola o la mozzarella. Mescolate energicamente fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti.(3)

Ora riempite i pirottini, o una teglia per muffin, precedentemente imburrati, con l’impasto. Aggiungete poi pomodorini pelati, uno per ogni muffin, il basilico e l’origano.(4) Concludete con un filo d’olio e un pizzico di sale. Infornate a 190 gradi per 30 minuti. I vostri muffin pizza sono pronti. (5) Fateli intiepidire e serviteli morbidi e fragranti (6) per deliziare i vostri ospiti.

Consigli.

Se volete preparare a casa l’impasto senza lievitazione ecco come procedere: mettete in una ciotola 250 gr di farina, 1 bustina di lievito istantaneo per torte salate, 1 pizzico di zucchero, 130 ml di acqua e 30 ml di olio, impastate con le mani o utilizzate una planetaria, aggiungete il sale e lavorate l’impasto fino ad ottenere un composto morbido. Se avete tempo potete sostituire il lievito istantaneo con il lievito di birra: in questo caso l’impasto dovrà lievitare per 2 ore, se ne utilizzate 15 gr., e per 1 ora se ne utilizzate 25 gr.

Potete farcire i vostri muffin di pizza come più vi piace, magari utilizzando anche le verdure di stagione e i formaggi che preferite, così da preparare una ricetta diversa ogni volta, ma sempre gustosa.

Varianti.

Se amate i muffin salati potete poi realizzare molte ricette per deliziare i vostri ospiti: i muffin con formaggio e verdure  oppure con ricotta e zucchine, per un antipasto vegetariano morbido e gustoso. Molto deliziosi anche i muffin con pomodorini e acciughe con il loro sapore rustico e irresistibile.

Come conservare i muffin di pizza.

Potete conservare i muffin di pizza per 2 giorni in un contenitore ermetico. Prima di servirli riscaldateli in forno tradizionale o a microonde per renderli morbidi e filanti.

Fonte: Muffin di pizza: la ricetta dell’antipasto semplice e originale

Le 9 migliori piante da appartamento

Le 9 migliori piante da appartamento

Le piante non solo ci danno idea di un ambiente più sano, fresco e naturale, ma diventano dei veri e propri complementi di arredo, valorizzano l’ambiente in cui viviamo, rendendolo piacevole, accogliente e perfino più elegante. Le piante da appartamento rendono l’ambiente più sano, purificando l’aria che respiriamo. Prendersene cura può addirittura avere un effetto rilassante e anti stress. Vediamo quali sono le migliori piante da interno, che cambieranno aspetto alla vostra casa.

Prima di vedere quali sono le migliori piante da appartamento, è importante identificare quali sono gli spazi della nostra casa nei quali abbiamo intenzione di collocare le piante, l’esposizione delle nostre finestre e il tempo libero che abbiamo a disposizione da dedicare alla cura di questa piante da appartamento. Prendersi cura delle principali piante d’appartamento non è difficile, basta rispettare delle semplici regole per tenere in vita e in salute le piante.

La luce

La luce è un elemento fondamentale. La pianta d’appartamento ha bisogno di molta luce, non diretta. Posizionate quindi le piante in prossimità delle finestre esposte a est, sud o ovest.

La temperatura

La temperatura ideale è 20 gradi nel periodo caldo e non al di sotto dei 15 gradi in inverno. Non posizionate le piante nelle zone dove c’è corrente o inprossimità di finestre che in inverno aprite spesso. Gli sbalzi termici potrebbero far soffrire le piante.

L’umidità

La maggior parte delle piante d’appartamento sono piante tropicali. Mettete nei sottovasi dell’argilla imbevuta di acqua che, evaporando, crea umidità intorno alle piante. In estate, vaporizzate regolarmente le foglie con uno spruzzino.

L’acqua

Non annaffiate le piante troppo spesso, annaffiatele solo quando la terra è asciutta, evitando l’acqua con troppo calcare. Per evitarne il ristagno d’acqua, che potrebbe far marcire la pianta, non lasciate a lungo il sottovaso colmo di acqua. Utilizzate l’argilla espansa tra il vaso e il terriccio.

La puilizia

Aiutandovi con delle cesoie, eliminate rami morti, foglie secche o rovinate e fiori appassiti. Tenete anche pulite le foglie dalla polvere, aiutandovi con un panno umido.

Il fertilizzante

Utilizzate il fertilizzante liquido aggiunto all’acqua con cui annaffiate ogni 15 giorni fra aprile e settembre.

Il rinvaso

Ogni due o tre anni, alla fine dell’inverno, e dipendentemente dalle condizioni della pianta, è consigliabile effettuare un rinvaso. Seglietene un vaso di 2-3 cm più grande del precedente.

10 piante d’appartamento

Ecco le 9 migliori piante d’appartamento.

1. Ficus Benjamin

Se avete spazio, questa è una delle piante ornamentali da appartamento più belle. Il Ficus Benjamin può arrivare a 2 metri di altezza e sviluppa radici numerose.

2. Sanseveria trifasciata

Necessita di posizioni luminose, ma non tollera la luce diretta del sole; teme il freddo, quindi si può portare all’esterno in primavera e in estate, mentre per il resto dell’anno vanno tenute in casa. Queste piante sono comunque poco esigenti e crescono bene anche all’ombra.

3. Kentia

Questya pianta, se coltivata in casa, può raggiungere anche i tre metri di altezza, anche se la sua crescita è molto lenta. Queste piante sono poco esigenti, sopravvivono anche in condizioni non ottimali: sopportano l’ombra e i periodi di siccità

4. Pothos

Questa è una pianta molto comune negli appartamenti perchè facile da coltivare e una buona capacità di adattamento. Nella coltivazione domestica raramente superano i 2 metri. Andateci piano con l’acqua, dato che le radici tendono a marcire rapidamente.

5. Dieffenbachia

Questa è una pianta molto bella, ma velenosa. Indossate guanti quando pulite le foglie o quando la spostate. Raggiunge un metro e mezzo di altezza e fiorisce raramente se coltivata in vaso, in compenso ha uno sviluppo pieno e ampio ma non eccessivo.

6. Spatifillo o Spatiphyllum

Pianta molto bella e dalla crescita veloce che possiede lunghe foglie di colore verde brillante, lucide, leggermente arcuate e appuntite. Nelle giuste condizioni ha una fioritura duratura. In natura cresce sugli argini di stagni e corsi d’acqua, richiede quindi annaffiature regolari.

7. Orchidea

Le orchidee sono piante affascinanti per la loro provenienza e per le bellissime infiorescenze. Le temperature minime di crescita devono essere di almeno 18-20 °C e per questo vanno tenute al caldo durante i mesi invernali. Mantenete un’elevata umidità intorno alla pianta con frequenti vaporizzazioni delle foglie e del fusto. Un altro fattore importante per queste piante è la luce poichè si tratta di piante che hanno bisogno di luce (mai diretta) e preferiscono luce diffusa.

8. Tronchetto della felicità

Questa pianta, chiamata anche yucca, ha l’aspetto simile ad una palma, con un fusto legnoso e le foglie verdi solo sull’estremità superiore. Si adatta perfettamente ad un arredamento etnico. Inoltre è molto longeva e facile da coltivare. Può raggiungere tre metri d’altezza.

9. Pianta del ragno

È una pianta da appartamento molto popolare, anche se originariamente nativa delle zone tropicali dell’Africa. Ha delle caratteristiche foglie dalla forma allungata di colore verde rigate di bianco, che crescono a grappolo. È perfetta per decorare una mensola, perchè formerà una piacevolissima cascata verso il basso.

Fonte: Le 9 migliori piante da appartamento

Funghi trifolati: la ricetta del contorno semplice e saporito

Funghi trifolati: la ricetta del contorno semplice e saporito

I funghi trifolati sono una ricetta classica della tradizione italiana, in particolare piemontese, un contorno facile da preparare, gustoso e leggero, da abbinare a piatti di carne bianca, cacciagione, ma ideali anche per condire un ottimo risotto o la polenta, prepararando così un buon piatto vegetariano. Nella nostra ricetta abbiamo utilizzato funghi misti: champignon, porcini, finferli, ma potete realizzare questa ricetta scegliendo anche una sola tipologia di funghi. Vi basterà soffriggere l’aglio in padella, cuocere i funghi, da far insaporire bene, e aggiungere poi del prezzemolo tritato e una manciata di pepe. Ma ecco come preparare questo contorno sfizioso e gustosissimo in poco tempo!

Come preparare i funghi trifolati in padella.

Preparate i funghi che vi occorrono per la preparazione,(1) puliteli, tagliando il gambo ed eliminando la parte terrosa, e strofinateli con un panno umido in modo da eliminare tutti i residui di terra. Ora tagliateli a fette,(2) lasciando interi solo i finferli. In una padella riscaldate l’olio con lo spicchio d’aglio diviso a metà (3) e fate rosolare fino a farlo dorare.

Togliete l’aglio e versate i funghi in padella, prima i porcini che hanno una cottura un po’ più lunga e poi il resto, unendo per ultimo i finferli.(4) Aggiungete il sale e il pepe (5) e cuocete per 3 o 4 minuti mescolando ogni tanto con una cucchiaio di legno. Ora aggiungete la noce di burro, mantecate, insaporite con il prezzemolo tritato e togliete dal fuoco. I vostri funghi trifolati sono pronti per essere serviti caldi o freddi.(6)

Consigli.

Potete preparare i funghi trifolati anche solo con gli champignon o i porcini. Altre tipologie di funghi adatte a questa ricetta sono anche i prataioli o i ferleghi. Se utilizzate i chiodini, ricordate di sbollentarli in padella per 15 minuti prima per eliminare le tossine. Procedete poi con la preparazione.

Al posto del pepe potete utilizzare il peperoncino da rosolare insieme all’aglio prima di cuocere i funghi.

Se non volete aggiungere il burro, potete utilizzare solo l’olio extravergine di oliva. Se preparate i funghi trifolati per condire riso o pasta, utilizzate un po’ di olio in più per creare il sughetto per il condimento.

La ricetta originale prevede l’utilizzo del tegame di coccio per la cottura dei funghi trifolati. Questo materiale, infatti, è in grado di mantenere l’aroma dei funghi conferendo ancora più sapore al piatto.

Come conservare i funghi trifolati.

Potete conservare i funghi trifolati in frigo per 3 giorni al massimo in un contenitore con chiusura ermetica.

Fonte: Funghi trifolati: la ricetta del contorno semplice e saporito

Legumi Che Passione! | Itinerarinelgusto

Legumi Che Passione! | Itinerarinelgusto

La manifestazione si terrà a Stra, nella Riviera del Brenta, in provincia di Venezia, martedì 31 ottobre e mercoledì 1 novembre. Promossa dal Comune di Stra e organizzata da Veneto a Tavola in collaborazione con la Condotta Slow Food Riviera del Brenta.

Martedì sera, 31 ottobre, presso le Scuole Elementari di Stra, serata cultural-gastronomica “TERRA SANTI E CONTADINI”, tra storie e tradizioni contadine legate alle Festività dei Morti, con piccoli assaggi dei legumi più rappresentativi e simbolici. A cura di Veneto a Tavola.

Mercoledì 1° Novembre, in piazza Marconi, sarà allestita la mostra “LEGUMI D’ITALIA”, con oltre 250 varietà di legumi di ogni territorio italiano, alcune antiche e rare, tutti i Presidi Slow Food, con la possibilità, per gli appassionati, di ricevere o scambiare i semi per provare a coltivarli nel proprio orto.
La mostra mercato ospiterà una ventina di espositori con prodotti alimentari di varie regioni (ognuna anche con i legumi del proprio territorio), prodotti erboristici, salutistici, e di artigianato.
Si potranno inoltre degustare la tradizionale “Zuppa dei Morti”, che un tempo veniva offerta all’esterno delle chiese o nelle piazze del paese nel giorno della Commemorazione dei Defunti, preparata dai cuochi della Condotta Slow Food della Riviera del Brenta utilizzando alcuni legumi dei Presidi, ed altre proposte gastronomiche “da passeggio”.
Il laboratorio gratuito per i bambini “Conoscere i legumi attraverso il mosaico” servirà per sensibilizzare piccoli e grandi all’uso di questo alimento così importante per la nostra salute e per l’ambiente.

I legumi promuovono la biodiversità e riducono l’utilizzo dei pesticidi in agricoltura. Sono poveri di grassi e ricchi di fibre, ottima fonte proteica vegetale, e in abbinamento ai cereali raggiungono una composizione di aminoacidi essenziali paragonabili a quelli della carne.
Costano poco, sono molto nutrienti e facilmente conservabili: CONSUMIAMOLI.

INFO: Comune di Stra sociocultura@comune.stra.ve.it

Titolo dell’evento: Legumi Che Passione!

“Legumi Che Passione!” si terrà a Stra, nella Riviera del Brenta, in provincia di Venezia, martedì 31 ottobre e mercoledì 1 novembre 2017. Promossa dal Comune di Stra e organizzata da Veneto a Tavola in collaborazione con la Condotta Slow Food Riviera del Brenta.

Luogo: Piazza Marconi – Stra
Indirizzo: Stra (VE)

Organizzazione: Veneto a Tavola in collaborazione con la Condotta Slow Food Riviera del Brenta

Sito web per approfondire: http://www.comune.stra.ve.it

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Fonte: Legumi Che Passione! | Itinerarinelgusto

Come fare l’orto sinergico in 7 passaggi

Come fare l’orto sinergico in 7 passaggi

Nel precedente articolo abbiamo visto che cos’è l’agricoltura sinergica e come è nata questa tecnica di agricoltura naturale, chiamata anche l’agricoltura “del non fare”. L’orto sinergico fai-da-te, per una serie di motivi è diventato una vera e propria moda in materia di orti urbani. In questo articolo vediamo come realizzare un orto sinergico.

Quale terreno per iniziare l’orto sinergico

Se hai un terreno incolto, allora non ti devi affatto preoccupare, in quanto potresti essere avvantaggiato qualora volessi iniziare a coltivare con la tecnica dell’agricoltura sinergica. Per ottenere una buona biodiversità, il terreno dovrebbe essere infatti incolto e mai sfalciato da almeno tre o quattro anni e quindi ricco di erbe spontanee.

Se invece hai un orto precedentemente coltivato in maniera tradizionale, quindi con fertilizzanti e erbicidi, il primo passo da fare è rigenerare il terreno, e su questo l’orto sinergico impone pazienza, anche tre anni per avere un terreno pulito, vivo e sano. Prima di procedere alla coltivazione di piante commestibili, occorre compiere una o più coltivazioni di piante, come senape, cicoria, trifoglio, che metabolizzeranno i residui tossici contenuti dal terreno e, disgregandosi, forniranno un apporto di sostanza organica al terreno accelerandone così l’evoluzione. Quando giungeranno al termine del loro ciclo, le piante coltivate devono essere falciate e lasciate sul terreno.

Se non sono già presenti alberi e arbusti attorno all’orto, è opportuno realizzare una siepe tagliavento con specie autoctone adatte al clima e al terreno della zona.

Apprendi la filosofia dell’orto sinergico

Qualsiasi sia lo stato attuale del tuo orto, la prima cosa che devi tenere a mente è il principio sul quale si basa questa tecnica di agricoltura. Le piante nutrono il terreno, e il terreno nutre le piante. Non si tratta solo di un’armonia tra apparenti opposti, ma di una vera e propria scienza che studia il complesso rapporto tra i microrganismi che vivono nel terreno, i minerali, l’ossigeno, l’acqua, e come questo insieme possa far prosperare piante da orto in modo pari a quello delle più sofisticate tecniche agronomiche chimiche.

E se ti preoccupano le malattie e gli insetti, sappi che un orto sinergico ben tenuto e avviato è sano, e raramente le piante si ammalano o sono preda di insetti, che comunque non sono distruttivi come nelle monocolture. E per le erbacce? Le erbacce si contrastano con altre “erbacce” e con la pacciamatura.

La seconda cosa, se arrivi dall’orto classico è dimenticarsi l’aratro. Già da molti anni i giardinieri e i biologi hanno compreso quanto sia importante lo strato superficiale del terreno, carico di humus e ricco microrganismi. Rivoltarlo e interrarlo è la cosa più distruttiva che si possa fare.

Nell’orto sinergico la paglia riveste un ruolo fondamentale. Questa contiene cellulosa e si degrada lentamente. Deve essere lasciata a decomporsi direttamente sul terreno, così da creare una sorta di compost di superficie, nel quale i microrganismi demoliscono i resti, e l’acqua piovana li integra nel terreno. Inoltre la paglia provvede anche a una pacciamatura tale che non crescano le erbacce ed è un efficace metodo dissuasorio per gli uccelli.

Come fare l’orto sinergico

1. Quando iniziare?

L’orto sinergico può essere realizzato in ogni periodo dell’anno ma la primavera e l’autunno sono preferibili.

2. Preparazione del terreno e predisposizione dei bancali

La prima operazione per la creazione di un orto sinergico è la realizzazione di bancali. I bancali sono delle aiuole rialzate a forma rettangolare, dove verranno coltivate le piantine in file lineari. I bancali aiutano ad aerare il suolo compattato. I bancali dovrannoa avere una larghezza tale da consentire di arrivare al loro centro senza rischiare di calpestare il terreno del bancale. Mai calpestare il suolo del bancale. E’ indispensabile non compattarlo.

Ai lati del bancale realizzate delle passerelle/sentieri, sui quali potrete muovervi per lavorare sul bancale. La larghezza consigliata dei bancali è di 90-120 cm, per la lunghezza di 25 metri e altezza tra i 10 e i 40 cm. La larghezza consigliata dei passaggi tra un bancale e l’altro è di 50-60 cm, in modo da poter passare con una carriola.Il bancale si prepara con il terreno del posto e, nel caso in cui questo sia povero di sostanza organica, si può aggiungere compost o letame decomposto nello strato superficiale, compensando così la perdita di fertilità dovuta alla lavorazione.

3. Predisponi l’impianto di irrigazione

Nell’orto sinergico il metodo migliore di irrigazione è il sistema goccia a goccia. Il sistema goccia a goccia consente di risparmiare acqua ed evitare i problemi conseguenti alla bagnatura della parte aerea delle piante. Fissate al suolo i tubi di polietilene, sotto lo strato di pacciamatura e sulla sommità del bancale. Nei tubi si fanno buchi ogni 20-30 cm e si inseriscono i gocciolatori.

irrigazione orto sinergico4. Preparati alla pacciamatura

La pacciamatura costituisce uno degli elementi fondamentali dell’orto sinergico. Si tratta di un sostituto del manto di foglie ed erbe che copre i terreni allo stato naturale.

LEGGI COME FARE PACCIAMATURA

5. Predisponi i tutori per le piante

Nell’orto sinergico è previsto l’uso di tutori permanenti per le piante. Potete installarli una volta terminato di preparare i bancali e l’irrigazione. Questi forniranno le superfici di supporto per le specie rampicanti, una guida per i pomodori, un sostegno per le piante con molto fogliame, facendo così entrare aria e luce tra le piante, e per contenere le specie ad elevato sviluppo in altezza. I tutori dovranno essere scelti e installati in relazione a quelle che saranno le vostre colture. Tipicamente si utilizzano i tondini da edilizia da 10 o 12 mm.

6. Come gestire semine e trapianti

Dovrai programmare bene a tavolino semine e trapianti al fine di assicurare una copertura costante dei bancali in ogni periodo dell’anno con piante per l’alimentazione, aromatiche, ornamentali e officinali. Questo, per non correre il pericolo di infezioni e infestazioni come nelle monocolture.

La migliore sinergia si ottiene con le piante di almeno tre famiglie differenti, tra cui le leguminose, che hanno la capacità di fissare l’ azoto e liliacea, che tengono lontani i batteri e i nematodi.

Come organizzare le piante nel bancale

  • Le piante aromatiche si possono collocare alle estremità dei bancali mentre le piante ornamentali con fiori si possono mettere ovunque;
  • Carote, insalate, radicchi, cicorie, bietole vanno collocate lungo le sponde dei bancali;
  • leguminose, pomodori, basilico, zucchine, zucche, melanzane vanno collocate
    preferibilmente nella parte piana dei bancali;
  • Le patate possono essere messe ovunque.

Le consociazioni

La consociazione è utile per occupare meglio lo spazio, per rendere il terreno più produttivo, per limitare l’invasione di erbe spontanee e per sfruttare al meglio l’effetto protettivo nei confronti di malattie e insetti. Si possono consociare specie a ciclo breve e specie a ciclo lungo. Se vuoi approfondire, leggi anche come fare le consociazioni degli ortaggi.

7. Come attirare gli animali utili all’orto

Per il controllo degli animali molesti per le colture, si attuano strategie di controllo naturale tra cui quelle di creazione e conservazione di condizioni ambientali favorevoli per le specie animali che effettuano un controllo naturale delle cosiddette specie dannose. Gli animali amici dell’orto sono il riccio, il pipistrello, uccelli insettivore alcune specie di rospo.

COME ATTIRARE INSETTI ORTO

Fonte: Come fare l’orto sinergico in 7 passaggi

Manfredi con la ricotta: la ricetta di un classico della cucina napoletana

Manfredi con la ricotta: la ricetta di un classico della cucina napoletana

I manfredi con la ricotta sono un primo piatto che si prepara a Napoli nei giorni di festa, soprattutto a Carnevale in alternativa alla lasagna, ma anche la domenica. Una pietanza ricca e che ha una storia antica legata a Manfredi di Svevia Re di Sicilia. Caratteristica di questa pietanza è il tipo di pasta utilizzato, i manfredi, detti anche mafaldine, reginette o tripoline, che somigliano a delle lasagnette con i bordi arricciati. Una pasta che si lega bene con il condimento di questa squisita pietanza: ricotta di bufala e pomodoro o ragù napoletano, che si è soliti fare con le polpette o con le braciole di carne. Nella nostra ricetta abbiamo utilizzato una salsa semplice, ma comunque corposa, adatta alla preparazione di questo ricco primo piatto.

Storia dei manfredi con la ricotta.

La leggenda racconta che questo piatto nacque nel 1250 e fu realizzato per il Re di Sicilia, Manfredi di Svevia, che giunse nel Sannio e fu accolto dalla popolazione con un piatto di pasta e ricotta, il suo formaggio preferito. Negli anni è stato poi aggiunto il pomodoro, che all’epoca era sconosciuto, e che oggi viene spesso sostituito con il ragù napoletano, più denso e saporito grazie all’aggiunta di carne. Con questa variante i manfredi con la ricotta sono diventati uno dei simboli della cucina napoletana, considerato da molti” ‘o piatto d”e feste”, il piatto delle feste.

Come preparare i manfredi con la ricotta.

Preparate la ricotta (1) e mettetela in una ciotola grande con metà parmigiano e metà pecorino, il resto lasciatelo da spolverare sul piatto. Mescolate bene gli ingredienti e tenete da parte. Ora preparate il sugo, fate soffriggere la cipolla nell’olio, una volta che sarà dorata aggiungete la passata di pomodoro, un po’ di sale e fate cuocere per almeno mezz’ora, o fino a quando non diventerà denso.(2) A metà cottura del sugo mettete a bollire l’acqua e poi cuocete la pasta per il tempo indicato sulla confezione, aggiungendo il sale. Versate la salsa di pomodoro nella ciotola con la ricotta e mescolate bene gli ingredienti, scolate i manfredi e uniteli al condimento. Amalgamate bene, impiattate e aggiungete su ogni piatto un mestolo di salsa, il pepe, una spolverata di formaggio e il basilico fresco. I vostri manfredi con la ricotta sono pronti per essere serviti.(3)

Consigli.

Per la preparazione di questa ricetta la ricotta dovrà essere di bufala, perché il suo gusto intenso è una delle caratteristiche di questo primo piatto. La ricotta vaccina o quella di capra renderebbero il sugo più aspro.

La ricotta potete stemperarla molto, rendendola più cremosa e ben amalgamata al sugo, oppure lasciarla più grumosa.

Per ottenere un sugo più denso potete aggiungere anche 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro da unire alla passata prima della cottura.

Fonte: Manfredi con la ricotta: la ricetta di un classico della cucina napoletana

Cosa mangiare per combattere il caldo: i cibi anti-afa per l’estate

Cosa mangiare per combattere il caldo: i cibi anti-afa per l’estate

In estate è importante combattere il gran caldo e le temperature bollenti consumando cibi freschi, ma che siano allo stesso tempo nutrienti e leggeri, la regola è: poche proteine e molta acqua! Tanta frutta e verdura di stagione, bere tanta acqua, da integrare con frullati e spremute, in modo da garantire al nostro organismo il giusto apporto di vitamine e sali minerali e la giusta idratazione. Diminuire invece il consumo di carni rosse, cibi elaborati, bevande zuccherate e superalcolici che favoriscono la disidratazione.  Scopriamo allora come combattere il caldo con il cibo: tutti gli alimenti anti afa, per proteggere il nostro organismo e restare in salute tutta l’estate.

Come combattere il caldo con i cibi anti afa.

In estate è possibile combattere la grande afa a tavola consumando cibi freschi e leggeri, ricchi di acqua e vitamine: insalate, frutta e verdura di stagione, frullati, macedonie, alimenti che, oltre a rinfrescarci, proteggono anche la pelle dai raggi solari grazie alla presenza dei carotenoidi. Un’alimentazione che vi permetterà quindi di sopportare le alte temperature ma anche di restare in salute e in forma.

Verdura di stagione leggera e ricca di acqua.

La verdura estiva è fresca e leggera, inoltre contiene tanta acqua. L’ideale sarebbe consumarla cruda per mantenere intatte tutte le sue proprietà. Oltre a consumarne una ricca porzione ai pasti, la verdura può essere anche un ottimo spezza fame. Ecco quelle che non possono mancare sulla vostra tavola estiva.

Zucchine: un ortaggio poco calorico e ricco di acqua, fonte di sali minerali come calcio, fosforo, ferro e potassio. Inoltre contiene vitamina A, vitamina C e carotenoidi.

Pomodori: oltre all’alto contenuto di acqua, il pomodoro contiene licopene, potente antiossidante che aiuta a contrastare gli effetti dannosi dei radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare.

Cetrioli: contengono il 96% di acqua e sono ricchi di vitamina C, e importanti sali minerali come sodio, fosforo, potassio e calcio. Un alimento diuretico, rinfrescante e disintossicante che aiuta a mantenere idratata anche la pelle.

Tra la verdura estiva da consumare per contrastare il caldo non devono mancare anche carote, sedano, peperoni, radicchio e finocchi, ortaggi indispensabili contro la calura. Tra le erbe aromatiche, invece, la menta è consigliata anche per preparare degli infusi rinfrescanti.

Frutta fresca per fare il carico di vitamine e sali minerali.

La frutta in estate è fondamentale per fare il carico di vitamine e sali minerali, da consumare dopo i pasti ma soprattutto come spuntino anche sotto forma di gustose macedonie o frullati rinfrescanti. Scegliete quella di stagione e ricca di acqua.

Anguria: è il frutto estivo per eccellenza, contiene il 90% di acqua, carotenoidi, vitamine: A, C, e quelle del gruppo B in particolare la vitamina B6, oltre a sali minerali importanti come magnesio e potassio che aiutano a combattere stanchezza e spossatezza causati dalle alte temperature. L’anguria è quindi un alimento rinfrescante, diuretico e disintossicante indispensabile nel periodo estivo.

Melone: anche il melone è un frutto eccellente contro il gran caldo, la sua polpa succosa e rinfrescante è ricca di vitamina A e C e potassio, benefico anche sulla pressione arteriosa.

Pesca: è un frutto che oltre all’acqua contiene tanta vitamina C ma anche ferro, calcio e potassio utili per fornire al corpo il giusto apporto di minerali. Inoltre svolge un’azione diuretica e leggermente lassativa, aiutando l’organismo a disintossicarsi. Ideale per la preparazione di frullati e macedonie.

Tra i frutti ricchi di acqua e vitamine ci sono anche ciliegie, fragole, albicocche e fichi.

Carne bianca e pesce, più magri e digeribili.

Per resistere all’afa estiva preferite la carne bianca, più leggera e digeribile, al posto della carne rossa e dei salumi, che contengono molti grassi saturi e più calorie. Il pollo è l’ideale: apporta al nostro organismo la giusta quantità di proteine, contiene potassio, magnesio, fosforo e ferro oltre a vitamine del gruppo B. Potete mangiarlo due volte a settimana da alternare al pesce, altro cibo anti- caldo indispensabile sulle nostre tavole in estate, da consumare anche tre volte a settimana. Per questi cibi preferite la cottura alla griglia, o al forno e preferite il pesce azzurro: merluzzo, sgombro, alice, acciughe, ma anche salmone, tutti ricchi di Omega 3. Altro pesce digeribile e leggero è la sogliola, ideale anche per i bambini.

Idratare il corpo con l’acqua anche se non si avverte lo stimolo della sete.

Per contrastare il grande caldo bisogna bere tanto e spesso: almeno 2 litri di acqua, si tratta di bere dagli 8 ai 10 bicchieri al giorno. Una buona abitudine è berne uno appena svegli e l’ultimo prima di andare a letto. Integrate l’apporto di liquidi anche con centrifugati, succhi di frutta senza zuccheri, e nel caso di attività sportiva, bevande con sali minerali per reintegrare quelli persi con il sudore.

Consigli alimentari per combattere il caldo estivo.

Oltre ai cibi anti caldo da preferire in estate, è importante seguire anche dei semplici consigli alimentari per contrastare l’afa e le alte temperature.

  • Consumate pasti leggeri e mangiate poco e spesso: consumare pasti leggeri significa rendere più facile la digestione, evitate quindi cibi grassi e piatti elaborati e preferite la cottura al vapore, al cartoccio o alla griglia condendo i cibi con poco olio a crudo e succo di limone. Preferiti cereali integrali, verdure e pasta condita con pomodoro fresco e sughi leggeri. Fate più pasti durante il giorno: mangiate poco e spesso. Se non potete rinunciare al dolce, optate per yogurt e sorbetto senza zuccheri.
  • Riducete il consumo di sale: il sale trattiene i liquidi quindi è meglio utilizzarlo poco, soprattutto in estate, anche per evitare gonfiori e ritenzione idrica.
  • No alle bevande ghiacciate e zuccherate: assumere bevande ghiacciate può causare problemi all’apparato digerente, causando congestione che può presentarsi con crampi, sudorazione, pallore e febbre. Anche le bevande zuccherate sono da evitare, soprattutto con il caldo, in quanto appagano la sete solo momentaneamente, a causa dell’alto contenuto di zuccheri, conservanti e coloranti. Preferite succhi vegetali che contengono un’alta percentuale di frutta.
  • Evitate alcolici e superalcolici: sono da evitare in estate, soprattutto nelle ore più calde della giornata, non solo vino e birra ma anche superalcolici, che disidratano l’organismo.
  • Fate attenzione alla conservazione dei cibi in frigo: in estate gli alimenti deperiscono prima, quindi evitate di riempire il frigorifero, per evitare il rischio di intossicazioni alimentari causate dal proliferare di germi. Consumate il cibo fresco, anche per godere appieno di tutte le proprietà organolettiche che frutta e verdure fresche apportano al nostro organismo.

Fonte: Cosa mangiare per combattere il caldo: i cibi anti-afa per l’estate

DiVin Ottobre 2017 | Itinerarinelgusto

DiVin Ottobre 2017 | Itinerarinelgusto

CON DIVIN OTTOBRE L’AUTUNNO COLORA LA STRADA DEL VINO E DEI SAPORI DEL TRENTINO

Al via la XII edizione della rassegna di iniziative organizzate da più di cinquanta soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nei weekend dei mesi di ottobre. Quattordici gli appuntamenti in programma, da Trento alla Vallagarina, dal Valsugana al Lago di Garda, dalle Giudicarie alla Valle di Cembra, passando per la Piana Rotaliana.

Abbandonarsi ai vigneti d’autunno, rapiti dai giochi di colore che solo questa stagione sa disegnare nelle valli trentine, degustare le specialità del territorio guidati dall’esperienza dei contadini e dalla poesia della musica, respirare i profumi delle castagne arrosto e rivivere le tradizioni più radicate, riscaldandosi dai primi freddi davanti al fuoco di un camino.

Questo il mood che riunisce le iniziative di “DiVin Ottobre – L’autunno colora la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino“, rassegna di eventi inserita nel calendario delle manifestazioni enologiche provinciali e organizzata dai soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nei fine settimana di ottobre. In programma, trekking nella natura, degustazioni guidate, laboratori, menù creativi e molto altro: un viaggio di gusto – che tocca Trento, Vallagarina, Piana Rotaliana, Valsugana, Lago di Garda, Giudicarie, Valle di Cembra, Piana Rotaliana – perfetto per tutti i target, dalle famiglie, alle coppie, ai gruppi di amici.

Si parte sabato 7 ottobre con ben tre appuntamenti:
· A Mori, a partire dalle ore 11.00, presso la Cantina Mori Colli Zugna, è in programma Autunno in cantina, una passeggiata alla scoperta dei vigneti e delle principali produzioni del territorio, la visita alla barricaia e alla bottaia della cantina e, al termine, un brindisi in enoteca in abbinata ad un pranzo proposto dal Locale Tipico Maso Palù a base di prodotti locali della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino tra cui quelli dell’Azienda Agricola Zanghielli Maurizio.

· A Grumes di Altavalle, dalle 14.30 alle 18.30, Storie d’autunno e di territorio, un pomeriggio alla scoperta del Sentiero dei Vecchi Mestieri tra antichi e suggestivi opifici – il mulino, la segheria veneziana, la fucina del fabbro – che raccontano storie di vita e di territorio, fino a raggiungere l’Azienda Agricola Giove, che coltiva piante officinali, aromatiche e piccoli frutti, e chiudere con un aperitivo al Green Grill-Info e sapori con i vini dell’Azienda Agricola Pojer e Sandri e prodotti locali.

· A Tenno, dalle 17.30 alle 20.30, Passato presente e futuro, full immersion nello splendido scenario naturale della zona del Garda e delle sue eccellenze: si parte da Canale di Tenno per una passeggiata tra gli oliveti, pronti alla imminente raccolta, per poi passare alla visita del Museo degli attrezzi agricoli e approdare infine nella cantina di Agraria Riva del Garda per un aperitivo assolutamente esclusivo. In degustazione, le annate 2016 di Chardonnay Lorè e Gewürztraminer La Prèa, abbinati a gustosi finger food realizzati con i prodotti di Azienda Agricola Troticoltura Armanini e di Panificio Pasticceria Tecchiolli.

Il terzo fine settimana, come ormai da tradizione, è dedicato alla Valle di Cembra con la quarta edizione di Caneve Aperte a Cembra Lisignago. A partire dalle ore 16.00, e fino alle 21.30, si potrà iniziare il percorso, che prevede una cena itinerante in nove tappe volta alla promozione dei prodotti locali a km zero, accompagnato da musica folk, rock, corni svizzeri e canti della tradizione montanara. Di caneva in caneva, lungo un percorso enogastronomico dall’aperitivo al dolce, l’ospite percorrerà tutte le strade più caratteristiche del centro storico di Cembra. In ogni antico avvolto verrà accolto dai Cembrani D.O.C. per una degustazione guidata di vino, spumante, birra artigianale e grappa accompagnata dai prodotti tipici del territorio.

Venerdì 20 ottobre, protagonista la Piana Rotaliana:
· le Cantine Monfort di Lavis danno appuntamento dalle 17.00 alle 21.00 per Degusta l’autunno, proponendo in degustazione castagne della Cooperativa Castanicoltori del Trentino-Alto Adige, birra artigianale di Mastro Rebuf e vini di loro produzione. E per chi vorrà fermarsi per cena, un caldo piatto di orzet.
· le Cantine Mezzacorona-Rotari di San Michele all’Adige aprono le porte alle ore 18.00 per Autunno in barricaia, visita guidata tra le botti e le cisterne che accolgono l’annata 2017, al termine della quale vi sarà una degustazione nella nuova scenografica barricaia per scoprire le novità autunnali Mezzacorona abbinate a formaggi locali. In assaggio, il suadente Castel Firmian Marzemino Trentino doc Superiore 2016 e l’elegante Castel Firmian Moscato Rosa “Daben” Trentino doc 2016. Un aperitivo altamente esclusivo, riservato ad un massimo di 30 persone.

Sabato 21, dalle 15.00 alle 22.00, e domenica 22 ottobre, dalle 10.00 alle 18.00, invece, si passa in Valsugana e, precisamente, a Centa San Nicolò, dove è in programma la Festa della Castagna, con tante attività pensate per grandi e piccini, tra laboratori, passeggiate alla scoperta del castagneto, mercatini per acquistare i prodotti tipici di Cooperativa Castanicoltori del Trentino-Alto Adige ed altri produttori locali e tanto altro.

Ultimo weekend, infine, con sette appuntamenti:
· Venerdì 27 ottobre, dalle 17.30 alle 20.00, presso l’Orrido di Ponte Alto, si svolge l’Orrido Aperitivo, ovvero una visita a cura dell’Ecomuseo dell’Argentario alla scoperta del canyon scavato dal Fersina, con una cascata di oltre 40 m, opere idrauliche del 1500 e una delle più antiche centrali idroelettriche d’Europa, seguita da un aperitivo dove i prodotti trentini di Azienda Agricola Maso Bergamini, Cà dei Baghi e Maso Martis incontreranno i sapori emiliani.

· Venerdì 27 ottobre, alle ore 20.00, la Cantina La Vis a Lavis organizza Fermenti e profumi d’autunno, visita in cantina tra il profumo dei mosti degustando alcune “nuove primizie” direttamente dalla vasca, abbinate a prodotti del territorio, con castagnata finale. Interpreti d’eccezione: i salumi della Macelleria Zanotelli di Cembra e una zuppa del ristorante Maso Franch di Giovo.

· Da venerdì 27 a domenica 29 ottobre, a Isera, è tempo di La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera, un weekend, organizzato dal Comune di Isera in collaborazione con le aziende locali, tra cui Cantina d’isera, Casa del Vino della Vallagarina e Locanda delle Tre Chiavi, dedicato al vitigno simbolo della Vallagarina, il Marzemino. Nel corso della tre giorni si susseguiranno momenti tecnici, come il concorso La Vigna Eccellente, nato nel 2000 per premiare il miglior vigneto di Marzemino, ad iniziative dedicate al grande pubblico, come le performance di teatro itinerante Sapere di vino o Che sapore di vino per illustrare l’avvincente storia del Marzemino, menù a tema, enotour in vigneto e degustazioni presso il Piano Nobile di Palazzo de Probizer dove saranno allestiti banchi di assaggio di tutti i Marzemino del Trentino, abbinati da prodotti food della Vallagarina.

· Da venerdì 27 a domenica 29 ottobre, a Campo Lomaso di Lomaso Terme, la  Festa della Patata, sagra promossa da l’APT Terme di Comano Dolomiti di Brenta per rendere onore a questo prodotti di montagna dalla lunga tradizione. Un alimento che verrà declinato in innumerevoli piatti, dall’antipasto al dolce. In programma, durante tutto il weekend, il mercatino dove acquistare i diversi tipi di patata coltivati in questo territorio e porte aperte alla COPAG-Cooperativa Produttori Agricoli Giudicariesi.

· Sabato 28 ottobre, alla Cantina Mori Colli Zugna di Mori, dalle ore 15.00, è in programma Acqua, Vino e Amore, esclusiva degustazione di Victoriae, l’orange wine della Cantina Mori Colli Zugna che è stato coccolato dalle silenziose acque del lago Tramonto per nove mesi e che verrà abbinato a finger food realizzati con i prodotti di Caseificio Sociale di Sabbionara, Macelleria Zenatti e Panificio Moderno. Il tasting sarà preceduto da una visita guidata lungo il percorso che dai vigneti di Bronner impiantati sul tetto della cantina porta le uve fino alle anfore in cui il vino riposa e si affina e dalla vendita all’asta di parte del prezioso tesoro emerso dal lago: 6 bottiglie e un’anfora di Victoriae. Il ricavato verrà destinato ad una speciale raccolta fondi pro ADO “Casa del Sollievo” per pazienti con neoplasie e malattie croniche.

· Sabato 28 e domenica 29 ottobre, ad Avio, va in scena la seconda edizione di Agrifest, un’iniziativa a cura del Comune di Avio per offrire al mondo dell’agricoltura un palcoscenico dove mettersi in mostra. Una festa, ma anche un’occasione di confronto tra esperienze diverse, che farà avvicinare il pubblico all’affascinante e faticoso mondo di contadini e allevatori.

· Sabato 28 e domenica 29 ottobre, infine, a Roncegno Terme, sarà la volta di Viticoltura nella storia, eroi di un tempo passato, inserito nell’ambito della tradizionale Festa della Castagna organizzata dalla Proloco di Roncegno. Presso Villa Weiz verrà ospitata un’esposizione dedicata alla viticoltura e, alle ore 17.00 del sabato, avrà luogo una degustazione intitolata “Il terroir del castagno ed il gusto del vino“, in cui alcuni ecotipi di marroni trentini saranno abbinati ad alcuni selezionati prodotti enologici di Azienda Agricola Biologica Vallarom, Azienda Agricola La Cadalora, Azienda Agricola Francesco Poli, Azienda Agricola Zeni Roberto, Cantine Monfort, Società Agricola Pelz, Vivallis, varietà antiche legati a contesti storici del passato.

Dettagli su location, prezzi e prenotazioni o ulteriori informazioni sulla pagina dedicata del sito della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino (tastetrentino.it/divinottobre).

Per ulteriori informazioni:

info@stradavinotrentino.com

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Fonte: DiVin Ottobre 2017 | Itinerarinelgusto

Pasta e fagioli: la ricetta di un classico della cucina italiana

Pasta e fagioli: la ricetta di un classico della cucina italiana

Facile 1h Per 4 persone kcal 120

ingredienti

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Pasta e fagioli, basta solo dire il nome di questo primo piatto per far illuminare gli occhi di qualsiasi italiano. Un piatto umile che subisce delle variazioni di ingredienti a seconda della regione in cui vi trovate. Potete trovare, infatti, del lardo o delle tagliatelle al posto della pasta corta a seconda delle varianti regionali ma, a prescindere di chi sia la paternità, la pasta e fagioli è un piatto irrinunciabile e fantastico, da provare a cucinare almeno una volta.

Come preparare la pasta e fagioli.

Lavate le verdure che serviranno per il soffritto. In un tagliere affettate il sedano, la carota e la cipolla (1). In una pentola con i bordi alti mettete l’olio a fiamma dolce e versate dentro gli ingredienti per il soffritto (2).  Aggiungete un pizzico di sale. Tagliuzzate il prosciutto crudo (3). 

e aggiungetelo agli altri ingredienti quando il soffritto sarà ben rosolato (4) e mescolate. Aggiungete il sugo di pomodoro (5), girate ancora un poco e coprite. Prendete parte del soffritto e mettete in una ciotola. Frullate con un minipimer (6).

Aggiungete i fagioli (7) che avrete lasciato in ammollo il giorno prima e cotto dopo ore. A questo punto mettete la pasta corta (8), l’acqua, il rosmarino (9) e girate. 

Aggiungete mezzo bicchiere d’acqua quando pensate che l’acqua stia finendo e la crema frullata (10) . Quando la ricetta sarà quasi pronta aggiungete a filo l’olio d’oliva (11). Spegnete il fuoco e fate riposare cinque minuti. Servite in un piatto fondo (12) e gustate la vostra pasta e fagioli. 

Consigli.

Nella ricetta classica si aggiunge il lardo. In questo caso ho usato un prosciutto crudo molto saporito e quindi l’uso del lardo era del tutto inadatto. La forma migliore di pasta da usare sono i ditaloni. Per essere sicuri che la pasta e fagioli abbia un gusto cremoso e perfetto assaggiate mano mano con un cucchiaio, facendo attenzione a non scottarvi.

Varianti.

Ancora ci si chiede se sia uguale cucinare la pasta e fagioli con fagioli in scatola o con quelli secchi: la risposta è scontata, i legumi secchi hanno un gusto insostituibile. È anche vero che questi sono più lunghi da preparare e se non avete i legumi già pronti dal giorno prima potete ovviare con quelli in scatola, magari facendoli scolare in un colapasta per bene. In Italia ci sono due varianti molto famose: la pasta e fagioli alla napoletana e la pasta e fagioli alla veneta. La prima prevede l’uso di pasta mista mentre la seconda quella all’uovo.

Fonte: Pasta e fagioli: la ricetta di un classico della cucina italiana