Olio e condimenti tra cultura e cucina

Olio e condimenti tra cultura e cucina
Scritto da Giuseppe Capano il Ritorna anche quest’anno a Milano il bellissimo appuntamento con il mondo affascinante dell’olio che mi vede coinvolto attivamente fin dalla prima edizione nell’ormai lontano 2012 su un progetto che ha poi avuto molteplici diramazioni culturali.
La settima edizione di Olio Officina Festival è in programma dal’1 al 3 febbraio 2018 sempre nelle sale dello storico Palazzo delle Stelline nel centro della città di Milano, un luogo accogliente e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

Il sottotitolo del festival, Condimenti per il palato & per la mente, chiarisce meglio la sua missione: puntare all’affermazione di una solida cultura dell’olio, nonché dell’aceto e di ogni altro condimento, oltre alla valorizzazione di una sana e corretta dieta alimentare intesa quale presidio di medicina preventiva e fonte di benessere.
In pratica una riformulazione dell’abituale approccio con i grassi, e, più in generale, con i condimenti in cucina che ricordo sono l’anima di gran parte delle ricette e dei piatti.
Ma la particolarità di questo festival è il vedere mescolati aspetti strettamente pratici di chi ha a che fare con la cucina, di chi si occupa di analisi e ricerca tecnica professionale, di chi produce e vende, di chi con i condimenti fa alta cultura a 360 gradi.
Il tema portante di questa edizione è “Io sono un albero” da cui si deduce come massima attenzione sarà data agli olivi insieme a tanti altri temi estremamente interessanti e qualificanti.
Tra questi si inserisce anche la mia presenza e il mio intervento di sabato 3 febbraio in mattinata per 2 distinte occasioni di confronto.
Nella prima alle ore 10.15 racconterò brevemente le mie riflessioni sul tema “Cosa succede quando l’olio incontra il cibo?” partendo dai temi affrontati in un mio amato libro scritto insieme a Luigi Caricato, ideatore del festival, “ Olio: crudo e cotto”.
Libro che se volete potete trovare comodamente a disposizione per l’acquisto nel sito dell’editore, con invio gratuito a casa, a questo indirizzo.
Dunque primo appuntamento con l’importanza di conoscere i profili sensoriali degli extra vergini prima di utilizzare l’olio in cucina, a crudo e in cottura.
Più tardi invece alle ore 12.30 in occasione di uno speciale collegamento con la Spagna parteciperò a un confronto sul tema “Dal panel test degli oli al panel test per approntare un codice degli abbinamenti”.
Un tentativo a più voci per andare oltre l’assaggio degli oli fine a se stesso, pensando all’olio extra vergine di oliva applicato ai vari alimenti.
Se sabato siete a Milano pensateci a fare un salto, potremmo anche scambiare due chiacchiere personalmente!!!

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Tags: festival, food festival, olio e salute, olio extravergine d’oliva, olio in cucina
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Fonte: Olio e condimenti tra cultura e cucina

Zuppa di legumi misti: la ricetta del primo piatto sano e nutriente

Zuppa di legumi misti: la ricetta del primo piatto sano e nutriente

La zuppa di legumi è un primo piatto nutriente e sano, una minestra da gustare calda nelle rigide giornate invernali, o tiepida durante tutto l’anno e da consumare anche come piatto unico, accompagnato magari da croccanti crostini di pane. La zuppa di legumi si prepara con fagioli di diverse tipologie come borlotti, all’occhio, cannellini, neri, oltre a piselli, lenticchie verdi e rosse, ceci, fave, ed è solitamente arricchita con verdure e, in molti casi, anche con cereali, soprattutto orzo perlato e farro. La cottura può avvenire sia nel brodo vegetale che con l’acqua, potete poi aggiungere spezie, erbe aromatiche, formaggio e anche pancetta, se volete rendere la vostra zuppa di legumi ancora più gustosa. Nella nostra ricetta abbiamo utilizzato un legumi misti secchi, che spesso troverete in vendita con all’interno anche orzo o altri cereali. Ma ecco come procedere con la preparazione.

Come preparare la zuppa di legumi.

Mettete i legumi in ammollo in acqua fredda la sera prima. Al mattino preparate il brodo vegetale, sciacquate i legumi sotto acqua corrente, scolateli bene e metteteli da parte. Nel frattempo preparate un trito con aglio, cipolla, carota e sedano e fate soffriggere con due cucchiai di olio.(1) Dopo 5 minuti aggiungete i legumi, mescolate per un paio di minuti (2) e aggiungete poi il brodo vegetale. Unite poi i pomodori spellati e tagliati a cubetti, le erbe aromatiche: timo, alloro, rosmarino, salvia o le spezie che preferite,il sale, e portate a bollore la zuppa, facendo cuocere lentamente a fuoco basso, con il coperchio, per un’ora. Se necessario, aggiungete altro brodo durante la cottura. A mezz’ora dalla cottura unite le patate sbucciate e tagliate a cubetti. Una volta pronta la zuppa di legumi aggiungete l’olio e servite ben calda.(3)

Consigli.

Se volete preparare una zuppa di legumi e orzo o di legumi e farro vi basterà aggiungerli in pentola pochi minuti dopo aver inserito i legumi. Se comprate un misto legumi e cereali allora fate cuocere tutto insieme o seguite le istruzioni riportate sulla confezione.

Se non avete tempo di preparare il brodo vegetale, potete cuocere la zuppa di legumi aggiungendo l’acqua.

Se non volete che le erbe aromatiche si disperdano nella zuppa, legatele intere con uno spago per alimenti, ed eliminatele a fine cottura.

Per rendere più gustosa e croccante la vostra zuppa di legumi, potete aggiungere 100 gr di pancetta da soffriggere con la cipolla, e anche delle croste di formaggio, da aggiungere al tegame durante la cottura.

Accompagnate la zuppa di legumi con dei crostini di pane, soprattutto se volete consumarla come piatto unico.

Fate attenzione a non esagerare con la quantità di lenticchie, in quanto il loro sapore tende a coprire quello degli altri legumi e delle verdure. Inoltre, se decidete di utilizzare le cicerchie, sappiate che queste necessitano di tempi lunghi di preparazione, che possono superare le 24 ore.

La zuppa di legumi è una ricetta molto versatile, oltre a scegliere i legumi che preferite, potete aggiungere cereali ma anche tante verdure di stagione, così da adattare la vostra minestra al periodo in cui la prepararete. Quindi zucca, patate, funghi, cavolo, ecc…

Come conservare la zuppa di legumi.

Potete conservare la zuppa di legumi in frigo per 2 giorni al massimo all’interno di un contenitore con chiusura ermetica.

Fonte: Zuppa di legumi misti: la ricetta del primo piatto sano e nutriente

Zuppa di legumi misti: la ricetta del primo piatto sano e nutriente

Zuppa di legumi misti: la ricetta del primo piatto sano e nutriente

La zuppa di legumi è un primo piatto nutriente e sano, una minestra da gustare calda nelle rigide giornate invernali, o tiepida durante tutto l’anno e da consumare anche come piatto unico, accompagnato magari da croccanti crostini di pane. La zuppa di legumi si prepara con fagioli di diverse tipologie come borlotti, all’occhio, cannellini, neri, oltre a piselli, lenticchie verdi e rosse, ceci, fave, ed è solitamente arricchita con verdure e, in molti casi, anche con cereali, soprattutto orzo perlato e farro. La cottura può avvenire sia nel brodo vegetale che con l’acqua, potete poi aggiungere spezie, erbe aromatiche, formaggio e anche pancetta, se volete rendere la vostra zuppa di legumi ancora più gustosa. Nella nostra ricetta abbiamo utilizzato un legumi misti secchi, che spesso troverete in vendita con all’interno anche orzo o altri cereali. Ma ecco come procedere con la preparazione.

Come preparare la zuppa di legumi.

Mettete i legumi in ammollo in acqua fredda la sera prima. Al mattino preparate il brodo vegetale, sciacquate i legumi sotto acqua corrente, scolateli bene e metteteli da parte. Nel frattempo preparate un trito con aglio, cipolla, carota e sedano e fate soffriggere con due cucchiai di olio.(1) Dopo 5 minuti aggiungete i legumi, mescolate per un paio di minuti (2) e aggiungete poi il brodo vegetale. Unite poi i pomodori spellati e tagliati a cubetti, le erbe aromatiche: timo, alloro, rosmarino, salvia o le spezie che preferite,il sale, e portate a bollore la zuppa, facendo cuocere lentamente a fuoco basso, con il coperchio, per un’ora. Se necessario, aggiungete altro brodo durante la cottura. A mezz’ora dalla cottura unite le patate sbucciate e tagliate a cubetti. Una volta pronta la zuppa di legumi aggiungete l’olio e servite ben calda.(3)

Consigli.

Se volete preparare una zuppa di legumi e orzo o di legumi e farro vi basterà aggiungerli in pentola pochi minuti dopo aver inserito i legumi. Se comprate un misto legumi e cereali allora fate cuocere tutto insieme o seguite le istruzioni riportate sulla confezione.

Se non avete tempo di preparare il brodo vegetale, potete cuocere la zuppa di legumi aggiungendo l’acqua.

Se non volete che le erbe aromatiche si disperdano nella zuppa, legatele intere con uno spago per alimenti, ed eliminatele a fine cottura.

Per rendere più gustosa e croccante la vostra zuppa di legumi, potete aggiungere 100 gr di pancetta da soffriggere con la cipolla, e anche delle croste di formaggio, da aggiungere al tegame durante la cottura.

Accompagnate la zuppa di legumi con dei crostini di pane, soprattutto se volete consumarla come piatto unico.

Fate attenzione a non esagerare con la quantità di lenticchie, in quanto il loro sapore tende a coprire quello degli altri legumi e delle verdure. Inoltre, se decidete di utilizzare le cicerchie, sappiate che queste necessitano di tempi lunghi di preparazione, che possono superare le 24 ore.

La zuppa di legumi è una ricetta molto versatile, oltre a scegliere i legumi che preferite, potete aggiungere cereali ma anche tante verdure di stagione, così da adattare la vostra minestra al periodo in cui la prepararete. Quindi zucca, patate, funghi, cavolo, ecc…

Come conservare la zuppa di legumi.

Potete conservare la zuppa di legumi in frigo per 2 giorni al massimo all’interno di un contenitore con chiusura ermetica.

Fonte: Zuppa di legumi misti: la ricetta del primo piatto sano e nutriente

Come scegliere le forbici per potature

Come scegliere le forbici per potature

Esistono diverse tecniche di taglio e scegliere le giuste forbici per potature non è così semplice come possa apparire.

Spesso si fa molta confusione fra i vari modelli di forbici per potature e si corre il rischio di acquistare un prodotto non adeguato alle proprie esigenze o al proprio grado di esperienza.

Potare le piante significa prendersi cura della loro crescita e consentirne uno sviluppo sano e rigoglioso. Sia essa intensa o minima, la potatura è altresì indispensabile per la prevenzione di molte malattie che possono colpire le piante o per conferire un aspetto ornamentale al proprio giardino.

In commercio, specialmente online, su Gogoverde.it si possono scegliere moltissime forbici per potature, ma il primo passa da compiere è quello comprendere le differenze tra le varie forbici per potature, in modo da poterle adattare all’uso a cui sono destinate, alla grandezza della propria mano, al proprio livello di esperienza e naturalmente al prezzo che si è disposti a spendere.

Forbici per potature a cricchetto o a doppio taglio

Quando bisogna scegliere una forbice per potature occorre aver chiara la differenza tra i due modelli più comuni.

A tal fine, è bene capire da distinzione fra forbici per potature a cricchetto e forbici per potature a doppio taglio.

Le prime sono forbici molto versatili e principalmente adatte per il taglio di rami duri e secchi. Il meccanismo a cricchetto consente di distribuire la forza durante l’operazione di taglio, in modo da renderlo agevole e da non richiedere eccessiva pressione. Per tali ragioni la forbice a cricchetto viene rivolta alle donne, a coloro che non dispongono di molta forza ed in generale a chi non pratica potature impegnative ed in maniera professionale.

Inoltre, le forbici a cricchetto sono più economiche ed ideali per molte specie, come alberi da frutto, piante legnose ma anche quelle più delicate come ortensie o glicine.

Diversamente, le forbici per potature a doppio taglio consentono di eseguire potature nette, conformate al tipo ramo, così da assicurare una veloce cicatrizzazione. Questo tipo di forbice viene maggiormente rivolta per uso più professionale e si presta molto bene per le potature su piante boschive o per realizzazioni ornamentali.

Le Forbici Elettriche per Potatura: un concentrato di tecnologia

Le forbici elettriche di norma vengono utilizzate per tagliare rami anche consistenti (fino a 3 – 3,5 cm circa) con un minimo sforzo, riducendo di molto i tempi di lavoro rispetto alla potatura manuale, diminuendo anche la fatica da parte dell’operatore, particolare non di poco conto.

Infatti in passato, con altre tipologie di forbici, era sovente che si manifestasse il problema del tunnel metacarpale. Con le forbici elettriche questo problema non si manifesta.

Caratteristiche Tecniche

Un paio di forbici elettriche professionali possono pesare mediamente 800-1000gr, mentre la batteria, che viene trasportata in uno specifico gilet, zaino o marsupio (di norma fornito in dotazione), si ricarica in 5-6 ore e consente di lavorare per circa 2 giornate.

Alcuni modelli sono ideati affinché la batteria sia inserita in un’apposita custodia da fissare al cinturone.

Alcuni modelli prevedono diverse modalità di utilizzo:

  • “servo assistita”, che predilige il controllo del taglio;
  • “ad impulsi” che preferisce la velocità di esecuzione e quindi il volume di lavoro sarà maggiore.

Grazie alla possibilità di cambiare le testine da taglio, ogni lavoro sarà certosino e con il minimo sforzo.

Potature con forbici ad aria compressa

In alcuni casi la potatura intensa richiede forbici particolari, dotate di un apposito sistema pneumatico. Questo è il caso delle forbici ad aria compressa, molto in uso nel caso di potature su vigneti, edere o ulivi.

Il vantaggio di questo genere di forbici è quello di permettere il taglio di rami alti senza l’impiego di scale, visto che possono essere raccordate con tubi telescopici.

Tuttavia, queste forbici presentano il disagio del rumore e della costante compressione, per cui necessitano un motocompressore portatile.

Il modello in questione, così come per le forbici elettriche, è rivolto a chi esegue lunghe potature professionali e ha la necessità di velocizzare il proprio lavoro.

Inoltre, le forbici per potature ad aria compressa sono ideali per giardini verticali, per varie piante rampicanti e pergolati.

Esse richiedono una certa dose di esperienza e la dovuta attenzione, poiché non è infrequente che in caso di potature su frutteti o alberi di ulivo possano incastrarsi su rami già recisi.

Fonte: Come scegliere le forbici per potature

Come scegliere le forbici per potature

Come scegliere le forbici per potature

Esistono diverse tecniche di taglio e scegliere le giuste forbici per potature non è così semplice come possa apparire.

Spesso si fa molta confusione fra i vari modelli di forbici per potature e si corre il rischio di acquistare un prodotto non adeguato alle proprie esigenze o al proprio grado di esperienza.

Potare le piante significa prendersi cura della loro crescita e consentirne uno sviluppo sano e rigoglioso. Sia essa intensa o minima, la potatura è altresì indispensabile per la prevenzione di molte malattie che possono colpire le piante o per conferire un aspetto ornamentale al proprio giardino.

In commercio, specialmente online, su Gogoverde.it si possono scegliere moltissime forbici per potature, ma il primo passa da compiere è quello comprendere le differenze tra le varie forbici per potature, in modo da poterle adattare all’uso a cui sono destinate, alla grandezza della propria mano, al proprio livello di esperienza e naturalmente al prezzo che si è disposti a spendere.

Forbici per potature a cricchetto o a doppio taglio

Quando bisogna scegliere una forbice per potature occorre aver chiara la differenza tra i due modelli più comuni.

A tal fine, è bene capire da distinzione fra forbici per potature a cricchetto e forbici per potature a doppio taglio.

Le prime sono forbici molto versatili e principalmente adatte per il taglio di rami duri e secchi. Il meccanismo a cricchetto consente di distribuire la forza durante l’operazione di taglio, in modo da renderlo agevole e da non richiedere eccessiva pressione. Per tali ragioni la forbice a cricchetto viene rivolta alle donne, a coloro che non dispongono di molta forza ed in generale a chi non pratica potature impegnative ed in maniera professionale.

Inoltre, le forbici a cricchetto sono più economiche ed ideali per molte specie, come alberi da frutto, piante legnose ma anche quelle più delicate come ortensie o glicine.

Diversamente, le forbici per potature a doppio taglio consentono di eseguire potature nette, conformate al tipo ramo, così da assicurare una veloce cicatrizzazione. Questo tipo di forbice viene maggiormente rivolta per uso più professionale e si presta molto bene per le potature su piante boschive o per realizzazioni ornamentali.

Le Forbici Elettriche per Potatura: un concentrato di tecnologia

Le forbici elettriche di norma vengono utilizzate per tagliare rami anche consistenti (fino a 3 – 3,5 cm circa) con un minimo sforzo, riducendo di molto i tempi di lavoro rispetto alla potatura manuale, diminuendo anche la fatica da parte dell’operatore, particolare non di poco conto.

Infatti in passato, con altre tipologie di forbici, era sovente che si manifestasse il problema del tunnel metacarpale. Con le forbici elettriche questo problema non si manifesta.

Caratteristiche Tecniche

Un paio di forbici elettriche professionali possono pesare mediamente 800-1000gr, mentre la batteria, che viene trasportata in uno specifico gilet, zaino o marsupio (di norma fornito in dotazione), si ricarica in 5-6 ore e consente di lavorare per circa 2 giornate.

Alcuni modelli sono ideati affinché la batteria sia inserita in un’apposita custodia da fissare al cinturone.

Alcuni modelli prevedono diverse modalità di utilizzo:

  • “servo assistita”, che predilige il controllo del taglio;
  • “ad impulsi” che preferisce la velocità di esecuzione e quindi il volume di lavoro sarà maggiore.

Grazie alla possibilità di cambiare le testine da taglio, ogni lavoro sarà certosino e con il minimo sforzo.

Potature con forbici ad aria compressa

In alcuni casi la potatura intensa richiede forbici particolari, dotate di un apposito sistema pneumatico. Questo è il caso delle forbici ad aria compressa, molto in uso nel caso di potature su vigneti, edere o ulivi.

Il vantaggio di questo genere di forbici è quello di permettere il taglio di rami alti senza l’impiego di scale, visto che possono essere raccordate con tubi telescopici.

Tuttavia, queste forbici presentano il disagio del rumore e della costante compressione, per cui necessitano un motocompressore portatile.

Il modello in questione, così come per le forbici elettriche, è rivolto a chi esegue lunghe potature professionali e ha la necessità di velocizzare il proprio lavoro.

Inoltre, le forbici per potature ad aria compressa sono ideali per giardini verticali, per varie piante rampicanti e pergolati.

Esse richiedono una certa dose di esperienza e la dovuta attenzione, poiché non è infrequente che in caso di potature su frutteti o alberi di ulivo possano incastrarsi su rami già recisi.

Fonte: Come scegliere le forbici per potature

Vino Rosso: Proprietà e Benefici – Mr. Loto

Vino Rosso: Proprietà e Benefici – Mr. Loto

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Vino Rosso proprietà

Vino Rosso

Gli  ultimi studi in materia hanno dimostrato più volte che il suo consumo moderato riduce il rischio di diverse malattie. Tra queste ci sono sicuramente quelle legate al cuore. Tuttavia la linea che divide il consumo moderato da quello eccessivo è molto sottile.

Esistono ormai numerose ricerche svolte sulle proprietà del vino rosso. Queste dimostrano e confermano che, se assunto in quantità moderate, il vino rosso ha effetti benefici sulla salute.

Un bicchiere durante i pasti è sufficiente a produrre effetti benefici sulla nostra salute.

Se si eccede però nella quantità, oltre i 350 millilitri per intenderci, gli effetti negativi dell’etanolo potrebbero avere il sopravvento. In questo modo verrebbero meno gli effetti benefici del vino rosso.

Indice

Ovviamente sono molto importanti le qualità delle uve ed i processi produttivi. Questi influiscono in modo decisivo sulle proprietà del vino rosso che andremo a consumare. Motivo questo per prediligere, oltre ad un moderato consumo, la scelta di un vino di qualità.

Composizione Chimica

Composizione chimica per 100 g di Vino rosso

Acqua g 87,5
Zuccheri g 0,6
Proteine g 0,7
Carboidrati g 2,6
Ceneri g 0,3
Minerali
Calcio mg 8
Sodio mg 4
Fosforo mg 20
Potassio mg 123
Zinco mg 0,1
Fluoro mcg 101
Rame mg 0,01
Manganese mg 0,1
Ferro mg 0,6
Magnesio mg 12
Vitamine
Vitamina A IU 2
B1 mg 0,004
B2 mg 0,03
B3 mg 0,2
B5 mg 0,03
B6 mg 0,06
Vitamina K mcg 0,4
Vitamina J mg 5,3
Luteina Zeaxantina mcg 6
Beta Carotene mcg 1
Folati mcg 1

Il vino rosso da tavola contiene ovviamente anche alcool, la sua quantità varia in base alla tipologia di vino. Secondo uno studio del 2011 si ritiene addirittura che l’alcool stesso sia il responsabile di alcuni benefici sulla salute.

Calorie  

100 ml di questa bevanda alcolica hanno una resa calorica pari ad 85 kcal.

Vino Rosso: Proprietà e Benefici 

Proprietà Antiossidanti

Una delle proprietà maggiormente conosciute di questa bevanda alcolica è quella antiossidante. È ormai appurato e dimostrato che queste proprietà sono molto maggiori nel vino rosso rispetto a quello bianco.

I composti antiossidanti presenti nella bevanda sono il resveratrolo, la catechina, l’epicatechina e le proantocianidine.

Secondo recenti studi le proantocianidine possono ridurre il danno ossidativo nel nostro organismo. Oltre a questo la loro attività può aiutare a prevenire malattie cardiache e tumori. Per approfondire l’argomento puoi consultare questi studi: 1 –2 – 3

Il resveratrolo si trova nella buccia dell’uva. Il composto viene prodotto dalla pianta in risposta ad infezioni o a lesioni. Vedi studio.

Questo composto antiossidante è stato collegato a molti benefici per la salute. Alcuni di questi sono la lotta all’infiammazione, la prevenzione delle malattie cardiache e dei tumori. Malgrado questo bisogna sottolineare che il contenuto di resveratrolo nel vino rosso è piuttosto basso.

Per ottenere la quantità usata negli esperimenti bisognerebbe bere alcune bottiglie di vino al giorno, il che è improponibile. Quindi se si vuole assumere resveratrolo in dosi corrette bisogna ricorrere agli integratori.

Antitumorale

Sono molti gli studi che suggeriscono che gli antiossidanti presenti in questa bevanda alcolica aiutano a prevenire diversi tipi di tumore. In particolare si fa riferimento al tumore alla prostata, alle ovaie ed al colon. 1 – 2

Un moderato consumo di vino rosso è in grado di ridurre del 50 % il rischio di sviluppare tumori intestinali. Questo è quanto affermato da ricercatori dell’Università di Leicester, in Inghilterra, durante un simposio su Resveratrolo e salute.

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Depressione

Un team di ricercatori provenienti da diverse università spagnole ha pubblicato su BMC Medicine i risultati di uno studio sul vino rosso. Lo studio sostiene che bere regolarmente vino con moderazione abbassa notevolmente il rischio di sviluppare la depressione.

La sostanza maggiormente responsabile di questi benefici è sempre il resveratrolo. Come abbiamo visto trattasi di una molecola presente nella buccia dell’acino di uva e di conseguenza presente anche nel vino rosso dopo la fermentazione.

Uno studio dimostra che chi beve dai 2 ai 7 bicchieri di vino rosso a settimana ha meno probabilità di diventare depresso. Lo studio è stato condotto su persone di mezz’età ed anziani. Per un ulteriore approfondimento consulta questo studio.

Colesterolo

Il resveratrolo presente nel vino rosso abbassa i livelli di colesterolo cattivo LDL nel sangue. Previene quindi la formazione di pericolosi coaguli di sangue nei vasi sanguigni.

Secondo uno studio pubblicato sull’ European Journal of Clinical Nutrition bere vino rosso aumenta i livelli di colesterolo buono HDL nel sangue. I partecipanti allo studio hanno visto salire i loro livelli dall’ 11 al 16 %.

Un altro studio condotto presso la Curtin University in Australia sostiene che bere moderatamente questa bevanda alcolica riduce i livelli di colesterolo cattivo LDL. Le conseguenze sono un ridotto rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Sistema Cardiovascolare

Il resveratrolo è anche in grado di contrastare e prevenire malattie come l’arteriosclerosi, l’infarto, l’ictus o l’angina pectoris. Possiamo quindi considerare il resveratrolo come una sostanza protettiva del sistema cardiovascolare, soprattutto in ambito preventivo.

Per approfondire le proprietà ed i benefici che il resveratrolo ha sul cuore puoi consultare questo studio in lingua inglese.

Malattie Cardiache e Ictus

Ci sono diversi studi che suggeriscono che piccole quantità di vino rosso inducono maggiori benefici rispetto a tutte le altre bevande alcoliche. 1 – 2

Vino rosso: proprietà e benefici

Le persone che bevono 150 ml di vino rosso la giorno sembrano avere un rischio ridotto del 32 % di sviluppare malattie cardiache. Al contrario, secondo recenti studi, una quantità maggior sembra aumentare il rischio di molto. Puoi consultare anche questo studio sugli effetti dell’abuso di alcool sulla salute.

Piccole quantità bevute durante i pasti invece aiuta a ridurre il rischio di malattie cardiache. Gli studi suggeriscono che il danno ossidativo può essere ridotto addirittura del 50 %. Per approfondire consulta anche questo studio in lingua inglese.

La ricerca inoltre sostiene che gli anziani possono beneficiare ancora di più da un moderato consumo di vino.

Ulteriori ricerche dimostrano che il consumo di un paio di bicchieri al giorno di vino rosso può ridurre il rischio di ictus negli uomini di mezz’età.

Per concludere ci sono molti studi che dimostrano che i bevitori moderati di vino rosso hanno un minor rischio di morte per malattie cardiache rispetto a chi non beve. 1 – 2 –

Vino Rosso e Germi

Altri studi compiuti sulle sue proprietà hanno evidenziato come quest’ultimo abbia anche proprietà battericide. Sembra infatti che l’assunzione moderata sia in grado di attaccare germi come quello della salmonella o come quello della sono i polifenoli.

Le Dosi Consigliate

Se ami bere questa bevanda alcolica ricavata dall’uva e se non superi la quantità consigliata non ti devi preoccupare.

  • Donne: la dose consigliata è un bicchiere, massimo uno e mezzo al giorno
  • Uomini: in questo caso il limite massimo al giorno è fissato a 2 bicchieri.

Alcune fonti consigliano anche di fare un paio di giorni a settimana di riposo senza quindi bere alcool.

Curiosità

Vino rosso: proprietà e benefici

Pare che già gli antichi egizi nel 3150 a.C. producessero il vino e ne bevessero in buona quantità esaltandone gli effetti.

Nel 2008, in Italia, si è registrato un incremento produttivo di vino rosso del 5% rispetto all’anno precedente. Si è raggiunta così la quantità di 45 milioni di ettolitri di vino prodotto. È stato superato anche il primato da sempre detenuto dalla Francia.

Questa bevanda ovviamente fa bene a patto che non si superino le dosi consigliate. Queste consistono in 1, massimo 2 bicchieri al giorno e preferibilmente durante i pasti.

Anche la Coldiretti conferma le proprietà ed i suoi effetti benefici benefici sulla salute. Molti studi scientifici ne comprovano ormai le proprietà antiossidanti e protettive del sistema cardiovascolare e circolatorio.

Il vino, o nettare di Bacco, è la bevanda più antica del mondo. Da subito gli uomini capirono che il succo ottenuto dalla fermentazione dell’uva produceva una bevanda dal gusto gradevole ed inebriante.

Forse Non Sapevi Che

Si narra addirittura che il primo ubriaco nella storia dell’umanità fosse Noè. Nella Bibbia infatti si racconta di come Noè, dopo il diluvio universale, piantò una vigna e ne produsse in seguito del vino con cui si ubriacò.

Negli ultimi tempi si è arrivati ad una singolare conclusione. La maggior longevità dei monaci dei monasteri di tutta Europa rispetto al resto delle popolazioni è dovuta principalmente al moderato consumo di vino rosso.

I ricercatori della Loyola University Medical Center invece sono giunti alla conclusione che un moderato consumo di vino rosso è in grado di ridurre il rischi di sviluppare la demenza.

C’è uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition che ha preso in considerazione soggetti provenienti dall’Italia e dal Belgio. Questo studio sostiene che il vino rosso è la bevanda alcolica che più delle altre è in grado di innalzare i livelli di acidi grassi Omega-3.

Aggiornamento:

È recente la notizia di uno studio condotto su questa bevanda. Pare che berne un bicchiere prima di fumare protegga l’organismo dai danni del fumo. Per approfondire l’argomento visita questa pagina.

Vino rosso: Proprietà e Benefici

Ultimo aggiornamento 29/01/2018

Disclaimer:

Questa non è una testata medica, le informazioni fornite da questo sito hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di altri operatori sanitari abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non consentono di acquisire la necessaria esperienza e manualità per la loro pratica o il loro uso. Se ti sono state prescritte delle cure mediche ti invito a non interromperle né modificarle, perché tutti i suggerimenti che trovi su www.mr-loto.it devono essere sempre e comunque confrontati con il parere del tuo medico curante.

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Fonte: Vino Rosso: Proprietà e Benefici – Mr. Loto

Cupcake mimosa: la ricetta dei dolcetti delicati per la festa della donna

Cupcake mimosa: la ricetta dei dolcetti delicati per la festa della donna

Facile 1h Per 4 persone kcal 210

ingredienti

  • Farina tipo 00 100 g • 517 kcal
  • Burro 60 g • 750 kcal
  • Zucchero 50 g • 470 kcal
  • Succo di ananas 1/2 bicchiere
  • Latte 2 cucchiai • 49 kcal
  • Panna montata q.b.
  • Lievito in polvere per dolci 1/2 bustina
  • Banana 60 g • 65 kcal

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

I cupcake mimosa sono dei dolcetti sfiziosi a base di pan di Spagna e ricoperti di panna e briciole di muffin. La ricetta è semplicissima da fare ed è l’ideale per la festa della donna perché veloce e golosa. Sono la variante mignon della famosa torta mimosa e sono arricchiti da una crema profumata all’ananas.

Come preparare i cupcake mimosa.

Lavorate lo zucchero con il burro morbido e la banana schiacciata (1). Allungate con il latte (2) e, per ultimi, aggiungete la farina e il lievito (3).

Mescolate fino ad ottenere un impasto liscio (4) e versate nei pirottini (5). Cuocete in modalità statica i cupcake a 180° per 20/30 minuti.

Quando saranno cotti togliete dagli stampi (7). Tagliate la parte superficiale dei cupcake, svuotate la mollica e lasciatela da parte (8). Mettete la panna, che avrete allungato con il succo d’ananas, nei cupcake (9).

Rimettete il cappello dei cupcake (10) farcite con la panna montata (11) e sbriciolate sopra la mollica dei muffin (12).

Consigli.

I cupcake mimosa sono molto leggeri per l’assenza di uova, ma se vi piace l’idea classica dei mini pan di Spagna farciti aggiungetene due all’impasto.

Nella versione tradizionale della torta si prepara un pan di Spagna farcito con crema e ricoperto da panna montata. Il segreto per ottenere l’effetto mimosa sta nel ricoprire la superficie del dolce con le briciole dell’impasto. Fate lo stesso con i cupcake. Quando allungate la panna con il succo di ananas (potete usare anche fette di ananas frullata) mescolate il composto dal basso verso l’alto e, se serve, montate nuovamente per un effetto compatto.

Varianti.

Come la torta, anche i cupcake mimosa si possono cucinare in tanti altri modi. Per i più golosi si consiglia la versione al cioccolato e, nel periodo estivo, preparate le tortine con le fragole.

Conservazione.

I cupcake mimosa si conservano in frigorifero per massimo due giorni dal giorno della preparazione.

Fonte: Cupcake mimosa: la ricetta dei dolcetti delicati per la festa della donna

Pesche all’alchermes: la ricetta delle finte pesche dolci morbide e deliziose

Pesche all’alchermes: la ricetta delle finte pesche dolci morbide e deliziose

Le finte pesche all’alchermes sono dei dolcetti davvero squisiti e molto belli da vedere: due semisfere di morbida pasta biscotto ripiene di crema pasticcera, marmellata, cioccolato o nutella, come nella nostra ricetta. Una volta cotte in forno e farcite saranno poi tuffate prima nell’alchermes, e poi nello zucchero. Per rendere il dolce simile alle pesche vere, potete poi aggiungere delle foglioline verdi di zucchero: l’effetto scenico è garantito.

Come preparare le pesche all’alchermes.

Mettete in una ciotola ampia la farina, lo zucchero, il lievito in polvere, il burro a pezzetti, le uova e la buccia di limone.(1) Impastate con la planetaria o a mano, e aggiungete il latte, fino ad ottenere un impasto morbido.(2) Con le mani leggermente infarinate, prelevate dei pezzetti di impasto e formate delle palline: più piccole saranno e più finte pesche potrete realizzare. Sistematele man mano su una leccarda rivestita con carta forno, distanziandole bene tra loro.(3) Cuocete in forno già caldo a 180° per 20 minuti: l’impasto dovrà restare chiaro.

Una volta che le semisfere saranno cotte,(4) premete la base con il pollice, per ottenere un piccolo solco, oppure scavate leggeremente con un cucchiaino, e spalmateci sopra un cucchiaino di nutella. Richiudete con un’altra semisfera, fate aderire bene. Una volta pronte bagnatele nell’alchermes, immergendole ed estraendole velocemente, e poi passatele nello zucchero.(5) Prima di servirle poggiatele su dei pirottini di carta. Le vostre pesche dolci all’alchermes sono pronte per essere gustate.(6)

Consigli.

Oltre alla buccia di limone potete aggiungere anche una bustina di vanillina all’impasto, così da renderlo più aromatico.

Per ottenere dei gusci già concavi, potete inserire, all’interno delle palline d’impasto, dei mezzi gusci di noce interi, che eliminerete dopo la cottura: in questo modo avrete le vostre finte pesche già pronte per la farcitura.

Potete preparare e cuocere l’impasto anche in anticipo, magari il giorno prima, conservando i gusci sotto una campana di vetro: meglio però farcire le pesche dolci al momento di servirle.

Le finte pesche all’alchermes sono ottime anche per un buffet, o nei giorni di festa, ideali da preparare per Natale, Carnevale o Pasqua, ma anche per la festa della mamma.

Per rendere più realistiche le vostre finte pesche all’alchermes, potete aggiungere delle foglioline di menta di zucchero, oppure potete scegliere quelle di ostia.

Le pesche all’alchermes si possono realizzare in diverse dimensioni: piccole come una nocciola, medie come una noce oppure più grandi: dipende da quante ne volete ottenere.

Se volete far mangiare le peschine dolci anche ai bambini, al posto dell’alchermes utilizzare il latte, a cui aggiungerete del colorante alimentare rosso, oppure dello sciroppo alla fragola o all’amarena. Se invece volete realizzarele di diversi colori, potete diluire poche gocce di colorante alimentare, dei colori che preferite, nell’acqua o in una bagna alcolica.

Come conservare le pesche all’alchermes.

Potete conservare le pesche all’alchermes per 2-3 giorni, all’interno di contenitori di latta per biscotti o sotto una campana di vetro, protette dall’aria.

Fonte: Pesche all’alchermes: la ricetta delle finte pesche dolci morbide e deliziose

Salsicce e friarielli: la ricetta tipica napoletana dal gusto unico

Salsicce e friarielli: la ricetta tipica napoletana dal gusto unico

Salsiccia e friarielli è una pietanza classica della cucina napoletana, un piatto semplice ma ricco di gusto. I friarielli sono una verdura tipicamente campana, si tratta in realtà delle infiorescenze delle cime di rapa, e hanno un gusto leggermente amarognolo. A Napoli, e in tutta la Campania, l’abbinamento salsicce e friarielli è qualcosa di unico: si gustano insieme al piatto, ma anche come ripieno per il panino, o meglio, il “cuzzetiello” di pane, ma anche per farcire la pizza. Un’unione davvero felice, insomma, che deve essere provata almeno una volta. Ma ecco come preparare questo piatto semplice e gustoso per una cena dal sapore unico e speciale.

Come preparare salsicce e friarielli.

Cominciate a mondare i friarielli: eliminate i gambi, le foglie più dure e quelle rovinate,(1) lavateli sotto acqua corrente e metteteli in una scolapasta ad asciugare. Adagiate le salsicce in una padella con un po’ di acqua. Trascorsi una decina di minuti punzecchiatele con i rebbi della forchetta, togliete l’acqua in eccesso e aggiungete un po’ di olio extravergine d’oliva. Dopo pochi minuti sfumate con il vino bianco e lasciate rosolare per altri 10 minuti. In un’altra padella mettete l’olio, rosolate uno spicchio d’aglio e aggiungete il peperoncino. Mettete i friarielli in padella, aggiungete il sale e fate cuocere con il coperchio. Non appena si saranno ammorbiditi, continuate la cottura senza coperchio a fuoco vivo per 5 minuti. Una volta pronti, aggiungete nella padella con i friarielli le salsicce (2) e fate insaporire a fuoco medio per alcuni minuti. Salcicce e friarielli sono pronti per essere portate in tavola ben caldi.(3)

Consigli.

Punzecchiare le salsicce in cottura, permette di liberarle dal grasso, ma le rende anche un po’ più dure. Se le volete gustare più morbide, potete anche evitare di punzecchiarle.

Per la buona riuscita del piatto cuocete accuratamente le salsicce, che dovranno essere morbide e succose. Inoltre, se potete, fatevi preparare dal vostro macellaio le salsicce “a punta di coltello”, come quelle napoletane: la carne contenuta nel budello con è macinata, bensì tagliata con il coltello in pezzetti grossolani e poi impastata con il vino o altri aromi, come il finocchietto, e poi insaccata.

Se preferite potete prima sbollentare i friarielli con una cottura veloce in acqua bollente, circa 2 minuti, e poi rosolarli in padella con aglio, olio e peperoncino: si manterranno morbidi e callosi e saranno un po’ meno amarognoli.

Fonte: Salsicce e friarielli: la ricetta tipica napoletana dal gusto unico

Mangiare di gusto e gioia grazie alle splendide fibre

Mangiare di gusto e gioia grazie alle splendide fibre
Scritto da Giuseppe Capano il Sto finendo di scrivere la seconda edizione di un mio fortunato libro sulla cucina a basso indice glicemico in cui alla luce dei più recenti studi, la prima edizione risale a circa 6 anni fa, rivediamo alcuni elementi di fondo insieme alla brava nutrizionista che collabora alla stesura.
In realtà non ci sono grandi sconvolgimenti o nuove teorie che cambiano di molto lo scenario alimentare, si precisano e inquadrano meglio però alcuni aspetti molto importanti che possono condizionare in positivo o negativo il livello glicemico.

Tra i tanti criteri da rispettare ne voglio subito illustrare uno che da sempre mi colpisce per la sua forza lapalissiana che incredibilmente abbiamo per lungo tempo dimenticato.
Potremmo scrivere intere pagine su tutti i criteri, ma in questo caso non stareste leggendo un semplice blog per cui gli altri ve li lascio scoprire nel prossimo libro!!!
Qui brevemente vediamo invece il fondamentale e prezioso ruolo che hanno le fibre nel saper compensare al meglio gli squilibri glicemici portati dagli alimenti.
Questo avviene indistintamente sia se seguiamo una dieta corretta, sia se non la seguiamo e portiamo all’organismo un carico glicemico pesante.
Nel primo caso le fibre consentono di avere margini maggiori, lo possiamo capire meglio con un esempio molto attinente a quella che per noi Italiani è un abitudine imprescindibile a tavola, la pasta.
Nello scenario di una buona dieta a basso indice glicemico purtroppo questo tipo di alimento deve essere attentamente limitato e nei casi più estremi eliminato, il suo impatto è infatti molto forte.
Abbiamo però dalla nostra il ruolo attivo delle fibre che rallentano l’influenza glicemica del cibo una volta entrato nell’organismo.
Quindi possiamo avere margini migliori se la pasta che consumiamo è integrale e ricca di fibre di suo e se a queste fibre native sommiamo quelle del condimento.
Ad esempio invece di una semplice salsa al pomodoro un accompagnamento ricco di verdure e ortaggi stagionali in abbondanza, il che consente anche di limitare il quantitativo di pasta a persona lasciando prevalere quello degli ortaggi.
Altri accorgimenti possiamo poi adottare e magari ve li racconterò man mano, ma già questo ci lascia capire come la strada per controllare la glicemia, restare in ottima salute e mangiare di gusto e gioia è una bellissima realtà che ognuno di noi può vivere pienamente.
Grazie anche alle splendide fibre!!!

Fibra cavolo 518

Tags: cucina e salute, fibre, glicemia, indice glicemico, salute
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