Geco: 7 cose che non sapevi su questo affascinante rettile

Geco: 7 cose che non sapevi su questo affascinante rettile

Il geco è un rettile di dimensioni piuttosto piccole appartenente alla famiglia delle lucertole. Ama mimetizzarsi nell’ambiente in cui vive, allo scopo di catturare le prede e nel contempo difendersi da altri predatori. Le sue zampe sono forti e hanno un potere speciale che gli permette di camminare su ogni superficie verticale e orizzontale. Una singola zampa può sostenere un peso pari a 20 volte quello del geco.

Tipico abitante della fascia costiera mediterranea, dal Portogallo fino alle isole Greche, e dell’Africa settentrionale. In Italia è presente un pò in tutte le zone costiere. La si può trovare in pietraie, cave, muretti a secco, cumuli di legna. é anche molto frequente in ambienti antropizzati quali coltivi ed abitazioni umane.

Il colore della pelle del geco varia dal grigio, al maculato, ai colori brillanti e variopinti o è addirittura in grado di cambiare per mimetizzarsi con l’ambiente che li circonda e sfuggire ai predatori.

Il Geco è un animale rapido, veloce, agile ed un ottimo arrampicatore. Si nutre di insetti di svariati ordini quali Coleotteri, Ditteri, Imenotteri, Isopodi, Lepidotteri, Scorpioni ecc. che caccia all’agguato e cattura con la lingua vischiosa. Viene predato da serpenti arboricoli e terricoli, da alcune specie di rapaci diurni e notturni e da mammiferi quali riccio, genetta ed alcune specie di mustelidi.

Avete trovato un geco in casa? Non spaventatevi, non è un animale pericoloso. Il geco è da sempre considerato simbolo della adattabilità e della forza di sopravvivenza, ragione per cui lo si trova anche nel mondo dell’arte ed è un classico diseno nel mondo dei tatoo. Se però avete un geco in casa e volete farlo uscire, fate molta attenzione perchè potreste inavvertitamente fargli male. Utilizzate un pezzo di cartone, fatelo salire ed accompagnatelo all’esterno della vostra abitazione, posandolo su una pietra, un albero o tra qualche rovo.

Geco: 7 cose che (forse) non sapevi su questo straordinario rettile.

1. E’ l’unico rettile che emette un suono

I gechi, a differenza degli altri rettili presenti in natura, sono gli unici che riescono ad emettere un verso, un vero e proprio suono, che emettono quando si trovano in pericolo, I maschi di questa specie utilizzano questa funzione vocale anche quando intendono richiamare l’attenzione delle femmine.

2. Le femmine di geco si fecondano senza il maschio

Le femmine del geco sono in grado di fecondarsi senza il maschio grazie ad un processo definito di partenogenesi.

3. Divoratore di zanzare

Il geco è il predatore ideale per scacciare insetti vari tra cui le zanzare, il che significa che se in estate doveste trovare un geco nel vostro giardino, fareste meglio a non allontanarlo.

4. Si amputano volontariamente la coda

Grazie ad un processo di autotomia, mediante la contrazione di muscoli appositi, è in grado di amputarsi volontariamente la coda. L’autotomia gli ritorna utile per distrarre i predatori e quindi liberarsi di loro senza correre il rischio di essere mangiato. La coda successivamente ricresce velocemente e della stessa lunghezza.

5. Ogni pelo delle sue zampe può sostenere il peso di una formica

La caratteristica principale del geco è la sua capacità di aderire a una grande varietà di superfici, senza la necessità di usare secrezioni adesive. Questo è possibile grazie ad un tipo di legame elettrico, detto “forza di Van der Waals” (si verifica quando gli elettroni di un atomo creano un campo magnetico che stimola e attrae gli elettroni di un atomo vicino), un’attrazione che si verifica tra le molecole dei peli che ha sui palmi delle zampe e la superficie sullla quale si posiziona. Ognuno di questi peli della zampa può sostenere il peso di una formica.

6. Il geco “diventa robot” e cammina sugli specchi

Nel 2003, l’Università di Manchester ha sviluppato il primo nastro adesivo basato sulla riproduzione sintetica delle setole presenti sotto le zampe. Tre anni più tardi, lo stesso processo ha permesso alla Stenford University di costruire Stickybot, il primo geco robot in grado di camminare su vetri e specchi. Anche il Pentagono si è interessato a questi prototipi per sviluppare guanti e scarpe che permettano di arrampicarsi su ogni superficie.

7. Nelle sue zampe, ci sono 14000 setole per millimetro quadrato

Le setole presenti sotto le zampe del geco sono incredibilmente concentrate nei pochi millimetri quadrati delle sue piccole zampe.  Sono circa 14000 setole per millimetro quadrato, distribuite in centinaia di direzioni le cui estremità sono larghe 0,2 micromeri.

Fonte: Geco: 7 cose che non sapevi su questo affascinante rettile

Risotto ai funghi porcini e zafferano: la ricetta del primo piatto profumato

Risotto ai funghi porcini e zafferano: la ricetta del primo piatto profumato

Il risotto ai funghi porcini e zafferano è un primo piatto dal sapore delicato e molto gustoso: i funghi porcini, con il loro sapore unico, donano ancora più gusto al risotto con lo zafferano, oltre ad un aroma inconfondibile. Una pietanza ideale per l’autunno, da preparare per una cena o un pranzo in famiglia o con gli amici. Preparare questo risotto è davvero semplice: una volta cotti i funghi in padella, vi basterà tostare il riso con cipolla e olio facendo sfumare un bicchiere di vino bianco, aggiungete man mano il brodo caldo e, a metà cottura, unite lo zafferano. Ultimata la cottura del riso aggiungete il parmigiano grattugiato, il prezzemolo tritato e i funghi porcini, amalgamate e servite caldo. Ma ecco tutti i passaggi per realizzare la ricetta alla perfezione.

Come preparare il risotto ai funghi porcini e zafferano.

Prima di realizzare la ricetta preparate il brodo vegetale che vi servirà per la cottura del riso. Dedicatevi ai funghi: eliminate la terra dal gambo con un coltellino, puliteli delicatamente con un panno umido e tagliateli a fette. Mettete sul fuoco una padella con l’olio e uno spicchio d’aglio e lasciatelo imbiondire. Aggiungete poi i funghi mescolando con un cucchiaio di legno in modo delicato per non romperli.(1) Verso fine cottura aggiungete un po’ di sale e prezzemolo tritato e lasciate insaporire per altri 5 minuti. In una casseruola mettete l’olio e la cipolla tritata (2) e fatela imbiondire. Aggiungete poi il riso, fatelo tostare e sfumatelo con il vino bianco.(3)

Una volta che il vino sarà evaporato cominciate ad aggiungere il brodo e mescolate continuamente, aggiungendo altro brodo caldo per completare la cottura. Sciogliete lo zafferano in un po’ di brodo e versatelo nel riso a fine cottura, mescolando bene. Una volta cotto il riso aggiungete il parmigiano grattugiato,(4) mantecate e unite il prezzemolo (5) e i funghi porcini. Mescolate ancora per amalgamare al meglio i sapori. Servite il vostro risotto ai funghi porcini e zafferano ben caldi, aggiungendo magari un’altra spolverata di prezzemolo e del parmigiano in scaglie.(6)

Consigli.

Per realizzare questa ricetta è importante utilizzare funghi porcini di ottima qualità, da cuocere velocemente in padella, per mantenerne la consistenza e il profumo.

Potete preparare questo risotto anche con i funghi porcini secchi: per 4 persone ve ne occorreranno 2 bustine. Ammorbidite i funghi secchi in acqua tiepida, poi strizzateli e tritateli con la cipolla. Fate rosolare in una padella con dell’olio o con il burro, aggiungete il riso, fatelo tostare e poi aggungete il brodo bollente, nel quale avrete sciolto lo zafferano e portate il riso a cottura.

Al posto del brodo vegetale potete utilizzare anche il brodo di carne, anche se è preferibile quello vegetale, dal sapore più delicato.

Il riso migliore per preparare il risotto ai funghi porcini e zafferano è il carnaroli, perché ricco di amido ma, in alternativa, potete utilizzare anche il riso arborio.

Come conservare il risotto ai funghi porcini e zafferano.

Il risotto ai funghi porcini e zafferano va consumato al momento, potete però conservarlo per un giorno in frigo all’interno di un contenitore ermetico.

Fonte: Risotto ai funghi porcini e zafferano: la ricetta del primo piatto profumato

Torta al pistacchio: la ricetta del dolce irresistibile per le feste

Torta al pistacchio: la ricetta del dolce irresistibile per le feste

Facile 1h Per 8 persone kcal 350

ingredienti

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

La torta al pistacchio è un dolce morbidissimo a base di pistacchi, uova, farina, zucchero e burro servito sia da solo che accompagnato da crema al cioccolato e perfetto ad ogni ora grazie alla sua semplicità e l’irresistibile sapore dei pistacchi.

Sbucciate i pistacchi, rimuovete per quanto possibile la pellicina e mettete da parte in una ciotola (1). Separate i tuorli dagli albumi e mescolate i primi con lo zucchero fino ad ottenere un composto liscio e cremoso (2). Tritate a questo punto finemente i pistacchi ed aggiungeteli al composto di tuorli continuando a mescolare con la frusta fino ad incorporarli completamente (3)

Incorporate man mano anche la farina setacciata ed il lievito e mescolate finché non otterrete un composto omogeneo (4). Montate gli albumi a neve ed incorporateli man mano al composto di tuorli aiutandovi con una marisa o con un mestolo di legno  e attuando movimenti dal basso verso l’alto (5). Trasferite il tutto all’interno di uno stampo imburato ed infarinato e cuocete a 170°C per circa 40 minuti (6).

Consigli di preparazione.

La torta al pistacchio è semplice da preparare e richiede pochi ingredienti ma ha comunque bisogno di qualche piccolo accorgimento se vorrete un dolce morbido e ben lievitato ad ogni preparazione

  • Utilizzate uova a temperatura ambiente per evitare temperature differenti con gli altri ingredienti.
  • Separate con cura i tuorli dagli albumi.
  • Mescolate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso in modo da sciogliere i cristalli di zucchero all’interno.
  • Setacciate la farina per evitare la formazione di grumi all’interno dell’impasto.
  • Incorporate la farina poco alla volta in modo che venga assorbita dall’impasto evitando anche in questo caso la formazione di grumi.
  • Montate a neve ferma gli albumi: una prova per coraggiosi è rivoltare la ciotola sopra il capo, infatti se il composto è ben montato non si staccherà da quest’ultima.
  • Incorporate gli albumi montati a neve con movimenti dal basso verso l’alto in modo da non smontare l’impasto ed incorporando al tempo stesso aria.
  • Non aprite il forno fino a completa colorazione, quindi immergete uno stuzzicadenti al centro del dolce: se ne verrà fuori pulito allora la torta sarà cotta alla perfezione.

Conservazione.

Potete conservare la torta al pistacchio per circa 3 giorni tenendola coperta (ancor meglio se chiusa in un sacchetto) e in un luogo fresco ed asciutto.

Fonte: Torta al pistacchio: la ricetta del dolce irresistibile per le feste

Come togliere i punti neri con 3 metodi infallibili

Come togliere i punti neri con 3 metodi infallibili

punti neri, chiamati anche comedoni aperti, sono uno degli inestetismi più diffusi e riguardano tutte le fasce d’età, in particolar modo gli adolescenti. Si tratta di impurità della pelle che si formano a causa del grasso. Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo provato a sbarazzarcene con qualche rimedio casalingo. Abbiamo quindi scoperto che spremerli, soprattutto se ostici, rischia di diventare una tortura e di peggiorare l’infiammazione. Ecco come togliere i punti neri con dei metodi efficaci.

Cosa sono i punti neri

Si tratta di impurità della pelle e sono causati dalla dilatazione dei comedoni chiusi che sono composti da sebo, cheratina e anche a volte alcuni microorganismi che si accumulano nell’interno dei follicoli piliferi. Quando questi comedoni si aprono, l’ossidazione, legata allo spostamento di cellule con melanina, formano un “cappello scuro” tipico del punto nero. Il colore, a differenza di quanto siamo portati a immaginare, non è quindi causato da sporcizia.

Come si formano i punti neri

I punti neri sono strettamente correlati all’attività ormonale del testosterone che esercita la sua azione sulle ghiandole sebacee aumentando la secrezione di sebo che, a sua volta, favorisce l’ostruzione dei pori e quindi la formazione di punti neri. È per questo motivo che i punti neri sono molto più frequenti tra gli adolescenti e su chi ha la pelle grassa. Anche una pelle non particolarmente curata e pulita può portare alla formazione di punti neri. L’applicazione di make up su una pelle grassa, non particolarmente pulita, peggiora la situazione. I punti in cui tipicamente si formano i punti neri sono il naso, la fronte e il mento.

Prevenire la comparsa dei punti neri

Una pelle non particolarmente pulita, insieme a smog, stress e make up, peggiorano la situazione e possono predisporre un ambiente favorevole alla formazione dei punti neri. La prima cosa da fare, se hai la pelle grassa e sei predisposto alla formazione di questi inestetismi, è essenziale la pulizia regolare del viso e l’utilizzo degli scrub naturali.

Eliminare i punti neri è un’impresa che richiede tempo e costanza ma anche buona volontà nel cambiare il proprio stile di vita. Non dimenticarti che la pelle esprime il tuo stile di vita. Sarebbe quindi meglio:

  • Mangiare sano;
  • Bere due litri di acqua al giorno;
  • Non fumare;
  • Dormire a sufficienza;
  • Fare attività fisica;

Come eliminare i punti neri con metodi naturali

Se vuoi togliere punti neri, occorre innanzitutto dire che se i punti neri sono molti e se tendono facilmente all’infiammazione, è necessario consultare un dermatologo. Come detto nell’introduzione, evita di strizzare, stuzzicare o far scoppiare i punti neri. Mai accanirsi. Questo può causare infiammazione e infezione. Se vuoi sapere come togliere punti neri con dei rimedi naturali efficaci, qui sotto troverai l’elenco. Il consiglio è quello di provare un solo metodo per volta.

1. Maschera con argilla

L’argilla verde o bianca è un prodotto cosmetico che si può acquistare con facilità nelle erboristerie o nelle farmacie specializzate in prodotti naturali. Usarla per rimuoverli i punti neri è semplice. Basta miscelare la polvere di argilla con dell’acqua e con qualche goccia di succo di limone e stendere l’impasto sul viso, quindi aspettare una ventina di minuti e rimuoverlo con acqua calda. Metodo fenomenale.

2. Vapore e cerotto

Il vapore serve per aprire i pori. Inutile strizzarli se prima non agevoliamo la fuoriuscita. Come se stessi facendo dei suffumigi, basta tenere il viso su una ciotola di acqua bollente per 10-15 minuti, tenendo un asciugamano sulla testa. Una volta aperto i pori, prova a eliminarli con i cerotti per punti neri. Dopo aver concluso il trattamento, sciacqua il viso con acqua fredda per fare in modo che i pori si restringano e non si accumuli molto sporco.

3. Usa l’estrattore di comedoni

L’estrattore di comedoni è una pinzetta apposita per i punti neri, dotata all’estremità di un anello. Questa è adatta per rimuovere gli esemplari più grossi. In commercio ne esistono diversi tipi, per ogni tipo di comedono, ma anche in kit completi con estrattori di varie forme e misure. Utilizzare queste pinzette è molto semplice ed è meglio preparare la pelle utilizzando il precedente metodo con il vapore.

come togliere i punti neri

Prima cosa da fare è sterilizzare l’estrattore. Farete lo stesso al termine del trattamento. In questo modo eviterete di portare dei batteri all’interno della pelle. Mettete l’estremità con l’anello più grande sul punto nero, e spingete fino a quando il suo foro non sarà riempito di impurità. In base alla sua profondità, potrete regolare la pressione necessaria, rendendola più o meno forte.

Fonte: Come togliere i punti neri con 3 metodi infallibili

Pasta ricotta e noci: la ricetta di un primo primo veloce ed irresistibile

Pasta ricotta e noci: la ricetta di un primo primo veloce ed irresistibile

Facile 20min Per 4 persone kcal 450

ingredienti

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

La pasta ricotta e noci è un primo piatto a base di pasta, ricotta, noci e pepe. Una ricetta pratica ed estremamente veloce per un primo piatto goloso e di effetto, semplice e veloce da preparare. Perfetta, quindi, per un pranzo domenicale o se avete ospiti a cena grazie al suo risultato garantito con il minimo sforzo.

Trasferite la ricotta all’interno di una ciotola capiente e, con l’aiuto di un cucchiaio o di una marisa, mantecatela con movimenti rapidi in modo da renderla cremosa. Aggiungete il sale, il pepe e le noci sbriciolate grossolanamente con le mani (1). Lavorate il composto fino ad ottenere una crema omogenea e nel mentre mettete a cuocere la pasta in abbondante acqua salata (2). Scolate la pasta al dente, conservate l’acqua di cottura e versatene un mestolo abbondante all’interno della ciotola con la ricotta. Trasferitevi anche la pasta, mantecando rapidamente con l’aiuto di un cucchiaio o di un mestolo e servite con un filo di olio extravergine d’oliva, un giro di pepe nero e l’aggiunta di qualche noce tostata (3).

Consigli di preparazione.

La ricetta della pasta con ricotta e noci è davvero semplice da preparare e richiede solo qualche piccolo accorgimento per ottenere un ottimo risultato ad ogni preparazione

  • Mantecate la ricotta in modo da renderla cremosa ed omogenea.
  • Sbriciolate le noci grossolanamente in modo da mantenere una consistenza croccante all’interno della ricetta e tostatele prima in una padella antiaderente se necessario.
  • Assaggiate il composto per saggiarne la sapidità, aggiungendo a piacimento del formaggio ma facendo poi attenzione alla quantità di sale nell’acqua di cottura.
  • Ricordatevi di conservare l’acqua di cottura per mantecare la pasta con la crema di ricotta: l’amido rilasciato dalla pasta all’interno dell’acqua infatti aiuterà a legare la pasta con la crema rendendo il composto cremoso ed avvolgente.
  • Aggiungete anche qui a piacimento del parmigiano o del pecorino sia per arricchire il gusto sia per aiutare a far legare meglio il composto con la pasta, stando sempre attenti al grado di sapidità ed assaggiando spesso.

Conservazione.

Come per ogni buon primo piatto è sempre consigliato consumare la pasta con ricotta e noci immediatamente dopo la sua preparazione, considerando anche l’utilizzo della ricotta. Potete in alternativa comunque conservarla per un giorno al massimo tenendola coperta e ad una temperatura di circa 8-10°C.

Fonte: Pasta ricotta e noci: la ricetta di un primo primo veloce ed irresistibile

Bacalà in agrodolce – presentazione a Milano Golosa | Itinerarinelgusto

Bacalà in agrodolce – presentazione a Milano Golosa | Itinerarinelgusto

La Giardiniera di Morgan non è solo verdura: nasce il Bacalà in Agrodolce. Si tratta dell’ultima creazione di Morgan Pasqual che, nel suo laboratorio artigianale a Malo (Vicenza), si è fatto conoscere per le verdure in agrodolce. Il nuovo prodotto prende ispirazione dalla ricetta tradizionale vicentina, che prevede l’utilizzo dello stoccafisso, e lo propone in una veste nuova in abbinamento a ceci, verdure, olive liguri e capperi di Pantelleria. Il Bacalà in Agrodolce sarà presentato in anteprima a Milano Golosa, dal 14 al 16 ottobre 2017 a Palazzo del Ghiaccio.

“Per questo nuovo prodotto sono partito – spiega Morgan Pasqual, fondatore della Giardiniera di Morgan – dalla città in cui ho scelto di vivere, Vicenza. Sono friulano, per lavoro ho viaggiato moltissimo e qui sono arrivato per amore. Il bacalà alla vicentina, nella sua ricetta originale, si scrive con una sola “c” e prevede l’utilizzo dello stoccafisso, il merluzzo essiccato. Ovviamente ci ho messo del mio: la freschezza di nuovi ingredienti come ceci, olive liguri e capperi di Pantelleria”.

La freschezza è una delle note che accomunano tutti i prodotti della linea La Giardinera di Morgan. Da qui la scelta di sostituire due ingredienti classici della ricetta tradizionale, come il latte e le cipolle, a favore di ceci bolliti, verdure agrodolci, olive liguri e capperi di Pantelleria. Come tutti gli altri prodotti creati dal laboratorio di Malo, anche la ricetta del bacalà utilizza solamente ingredienti a filiera certificata e di lavorazione artigianale. Il prodotto è pensato in abbinamento alla polenta abbrustolita o con un riso profumato, come l’orientale Basmati.
Perfetto per le tavole di Natale, sarà in distribuzione nei negozi specializzati da ottobre e presto disponibile anche nel nuovo shop on line.

La Giardiniera di Morgan nasce nel 2005 nel Ristorante 5 Sensi a Malo (Vicenza). L’idea è quella di accompagnare un piatto a base di maialino. La Giardiniera viene talmente apprezzata e richiesta dai clienti, che si fa strada ben presto l’idea di produrne una versione da asporto da portare a casa. Un prodotto artigianale che ha visto il suo successo crescere nel tempo, fino alla decisione, del 2012, di ricavare un apposito laboratorio specializzato dove produrre La Giardiniera di Morgan. Nelle 2013 chiude il Ristorante ma La Giardiniera anno dopo anno cresce e si moltiplica per cinque: una ricetta differente dedicata a ogni componente della famiglia Pasqual: Morgan, il papà, Luciana, la mamma, e i figli Giada Maria, Giovanni, Annapaola. Comune denominatore delle cinque varianti è la croccantezza, grazie alla selezione della materia prima e alla cottura separata di ogni singolo ortaggio. Accanto alla Giardiniera nascono altri prodotti in agrodolce, con edizioni limitate secondo la stagionalità.

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Fonte: Bacalà in agrodolce – presentazione a Milano Golosa | Itinerarinelgusto

Muffin di pizza: la ricetta dell’antipasto semplice e originale

Muffin di pizza: la ricetta dell’antipasto semplice e originale

I muffin di pizza sono un’idea sfiziosa per un antipasto originale e molto gustoso, ideali anche per un buffet, un’aperitivo o un picnic, grazie alla praticità della monoporzione. I pizza muffin sono morbidi, fragranti e con un cuore filante, sono infatti preparati con il classico impasto per pizza tagliato a pezzetti e poi amalgamato con salame, scamorza e parmigiano grattugiato e condito con pomodoro, olio, sale e basilico. Potete comprare l’impasto pronto oppure preparare un impasto per pizza veloce senza lievitazione, utilizzando il lievito istantaneo per torte salate al posto del lievito di birra. Un modo per preparare la classica pizza fatta in casa in modo diverso, per stupire i vostri ospiti con un antipasto rustico soffice e goloso. Ecco come prepararli!

Come preparare i pizza muffin.

Con un paio di forbici tagliate l’impasto per pizza in tanti piccoli stracotti.(1) Aggiungete giusto una manciata di farina e unite man mano il salame, il parmigiano grattugiato e la scamorza,(2) che potete anche sostituire con la provola o la mozzarella. Mescolate energicamente fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti.(3)

Ora riempite i pirottini, o una teglia per muffin, precedentemente imburrati, con l’impasto. Aggiungete poi pomodorini pelati, uno per ogni muffin, il basilico e l’origano.(4) Concludete con un filo d’olio e un pizzico di sale. Infornate a 190 gradi per 30 minuti. I vostri muffin pizza sono pronti. (5) Fateli intiepidire e serviteli morbidi e fragranti (6) per deliziare i vostri ospiti.

Consigli.

Se volete preparare a casa l’impasto senza lievitazione ecco come procedere: mettete in una ciotola 250 gr di farina, 1 bustina di lievito istantaneo per torte salate, 1 pizzico di zucchero, 130 ml di acqua e 30 ml di olio, impastate con le mani o utilizzate una planetaria, aggiungete il sale e lavorate l’impasto fino ad ottenere un composto morbido. Se avete tempo potete sostituire il lievito istantaneo con il lievito di birra: in questo caso l’impasto dovrà lievitare per 2 ore, se ne utilizzate 15 gr., e per 1 ora se ne utilizzate 25 gr.

Potete farcire i vostri muffin di pizza come più vi piace, magari utilizzando anche le verdure di stagione e i formaggi che preferite, così da preparare una ricetta diversa ogni volta, ma sempre gustosa.

Varianti.

Se amate i muffin salati potete poi realizzare molte ricette per deliziare i vostri ospiti: i muffin con formaggio e verdure  oppure con ricotta e zucchine, per un antipasto vegetariano morbido e gustoso. Molto deliziosi anche i muffin con pomodorini e acciughe con il loro sapore rustico e irresistibile.

Come conservare i muffin di pizza.

Potete conservare i muffin di pizza per 2 giorni in un contenitore ermetico. Prima di servirli riscaldateli in forno tradizionale o a microonde per renderli morbidi e filanti.

Fonte: Muffin di pizza: la ricetta dell’antipasto semplice e originale

Le 9 migliori piante da appartamento

Le 9 migliori piante da appartamento

Le piante non solo ci danno idea di un ambiente più sano, fresco e naturale, ma diventano dei veri e propri complementi di arredo, valorizzano l’ambiente in cui viviamo, rendendolo piacevole, accogliente e perfino più elegante. Le piante da appartamento rendono l’ambiente più sano, purificando l’aria che respiriamo. Prendersene cura può addirittura avere un effetto rilassante e anti stress. Vediamo quali sono le migliori piante da interno, che cambieranno aspetto alla vostra casa.

Prima di vedere quali sono le migliori piante da appartamento, è importante identificare quali sono gli spazi della nostra casa nei quali abbiamo intenzione di collocare le piante, l’esposizione delle nostre finestre e il tempo libero che abbiamo a disposizione da dedicare alla cura di questa piante da appartamento. Prendersi cura delle principali piante d’appartamento non è difficile, basta rispettare delle semplici regole per tenere in vita e in salute le piante.

La luce

La luce è un elemento fondamentale. La pianta d’appartamento ha bisogno di molta luce, non diretta. Posizionate quindi le piante in prossimità delle finestre esposte a est, sud o ovest.

La temperatura

La temperatura ideale è 20 gradi nel periodo caldo e non al di sotto dei 15 gradi in inverno. Non posizionate le piante nelle zone dove c’è corrente o inprossimità di finestre che in inverno aprite spesso. Gli sbalzi termici potrebbero far soffrire le piante.

L’umidità

La maggior parte delle piante d’appartamento sono piante tropicali. Mettete nei sottovasi dell’argilla imbevuta di acqua che, evaporando, crea umidità intorno alle piante. In estate, vaporizzate regolarmente le foglie con uno spruzzino.

L’acqua

Non annaffiate le piante troppo spesso, annaffiatele solo quando la terra è asciutta, evitando l’acqua con troppo calcare. Per evitarne il ristagno d’acqua, che potrebbe far marcire la pianta, non lasciate a lungo il sottovaso colmo di acqua. Utilizzate l’argilla espansa tra il vaso e il terriccio.

La puilizia

Aiutandovi con delle cesoie, eliminate rami morti, foglie secche o rovinate e fiori appassiti. Tenete anche pulite le foglie dalla polvere, aiutandovi con un panno umido.

Il fertilizzante

Utilizzate il fertilizzante liquido aggiunto all’acqua con cui annaffiate ogni 15 giorni fra aprile e settembre.

Il rinvaso

Ogni due o tre anni, alla fine dell’inverno, e dipendentemente dalle condizioni della pianta, è consigliabile effettuare un rinvaso. Seglietene un vaso di 2-3 cm più grande del precedente.

10 piante d’appartamento

Ecco le 9 migliori piante d’appartamento.

1. Ficus Benjamin

Se avete spazio, questa è una delle piante ornamentali da appartamento più belle. Il Ficus Benjamin può arrivare a 2 metri di altezza e sviluppa radici numerose.

2. Sanseveria trifasciata

Necessita di posizioni luminose, ma non tollera la luce diretta del sole; teme il freddo, quindi si può portare all’esterno in primavera e in estate, mentre per il resto dell’anno vanno tenute in casa. Queste piante sono comunque poco esigenti e crescono bene anche all’ombra.

3. Kentia

Questya pianta, se coltivata in casa, può raggiungere anche i tre metri di altezza, anche se la sua crescita è molto lenta. Queste piante sono poco esigenti, sopravvivono anche in condizioni non ottimali: sopportano l’ombra e i periodi di siccità

4. Pothos

Questa è una pianta molto comune negli appartamenti perchè facile da coltivare e una buona capacità di adattamento. Nella coltivazione domestica raramente superano i 2 metri. Andateci piano con l’acqua, dato che le radici tendono a marcire rapidamente.

5. Dieffenbachia

Questa è una pianta molto bella, ma velenosa. Indossate guanti quando pulite le foglie o quando la spostate. Raggiunge un metro e mezzo di altezza e fiorisce raramente se coltivata in vaso, in compenso ha uno sviluppo pieno e ampio ma non eccessivo.

6. Spatifillo o Spatiphyllum

Pianta molto bella e dalla crescita veloce che possiede lunghe foglie di colore verde brillante, lucide, leggermente arcuate e appuntite. Nelle giuste condizioni ha una fioritura duratura. In natura cresce sugli argini di stagni e corsi d’acqua, richiede quindi annaffiature regolari.

7. Orchidea

Le orchidee sono piante affascinanti per la loro provenienza e per le bellissime infiorescenze. Le temperature minime di crescita devono essere di almeno 18-20 °C e per questo vanno tenute al caldo durante i mesi invernali. Mantenete un’elevata umidità intorno alla pianta con frequenti vaporizzazioni delle foglie e del fusto. Un altro fattore importante per queste piante è la luce poichè si tratta di piante che hanno bisogno di luce (mai diretta) e preferiscono luce diffusa.

8. Tronchetto della felicità

Questa pianta, chiamata anche yucca, ha l’aspetto simile ad una palma, con un fusto legnoso e le foglie verdi solo sull’estremità superiore. Si adatta perfettamente ad un arredamento etnico. Inoltre è molto longeva e facile da coltivare. Può raggiungere tre metri d’altezza.

9. Pianta del ragno

È una pianta da appartamento molto popolare, anche se originariamente nativa delle zone tropicali dell’Africa. Ha delle caratteristiche foglie dalla forma allungata di colore verde rigate di bianco, che crescono a grappolo. È perfetta per decorare una mensola, perchè formerà una piacevolissima cascata verso il basso.

Fonte: Le 9 migliori piante da appartamento

Legumi Che Passione! | Itinerarinelgusto

Legumi Che Passione! | Itinerarinelgusto

La manifestazione si terrà a Stra, nella Riviera del Brenta, in provincia di Venezia, martedì 31 ottobre e mercoledì 1 novembre. Promossa dal Comune di Stra e organizzata da Veneto a Tavola in collaborazione con la Condotta Slow Food Riviera del Brenta.

Martedì sera, 31 ottobre, presso le Scuole Elementari di Stra, serata cultural-gastronomica “TERRA SANTI E CONTADINI”, tra storie e tradizioni contadine legate alle Festività dei Morti, con piccoli assaggi dei legumi più rappresentativi e simbolici. A cura di Veneto a Tavola.

Mercoledì 1° Novembre, in piazza Marconi, sarà allestita la mostra “LEGUMI D’ITALIA”, con oltre 250 varietà di legumi di ogni territorio italiano, alcune antiche e rare, tutti i Presidi Slow Food, con la possibilità, per gli appassionati, di ricevere o scambiare i semi per provare a coltivarli nel proprio orto.
La mostra mercato ospiterà una ventina di espositori con prodotti alimentari di varie regioni (ognuna anche con i legumi del proprio territorio), prodotti erboristici, salutistici, e di artigianato.
Si potranno inoltre degustare la tradizionale “Zuppa dei Morti”, che un tempo veniva offerta all’esterno delle chiese o nelle piazze del paese nel giorno della Commemorazione dei Defunti, preparata dai cuochi della Condotta Slow Food della Riviera del Brenta utilizzando alcuni legumi dei Presidi, ed altre proposte gastronomiche “da passeggio”.
Il laboratorio gratuito per i bambini “Conoscere i legumi attraverso il mosaico” servirà per sensibilizzare piccoli e grandi all’uso di questo alimento così importante per la nostra salute e per l’ambiente.

I legumi promuovono la biodiversità e riducono l’utilizzo dei pesticidi in agricoltura. Sono poveri di grassi e ricchi di fibre, ottima fonte proteica vegetale, e in abbinamento ai cereali raggiungono una composizione di aminoacidi essenziali paragonabili a quelli della carne.
Costano poco, sono molto nutrienti e facilmente conservabili: CONSUMIAMOLI.

INFO: Comune di Stra sociocultura@comune.stra.ve.it

Titolo dell’evento: Legumi Che Passione!

“Legumi Che Passione!” si terrà a Stra, nella Riviera del Brenta, in provincia di Venezia, martedì 31 ottobre e mercoledì 1 novembre 2017. Promossa dal Comune di Stra e organizzata da Veneto a Tavola in collaborazione con la Condotta Slow Food Riviera del Brenta.

Luogo: Piazza Marconi – Stra
Indirizzo: Stra (VE)

Organizzazione: Veneto a Tavola in collaborazione con la Condotta Slow Food Riviera del Brenta

Sito web per approfondire: http://www.comune.stra.ve.it

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Fonte: Legumi Che Passione! | Itinerarinelgusto

Funghi trifolati: la ricetta del contorno semplice e saporito

Funghi trifolati: la ricetta del contorno semplice e saporito

I funghi trifolati sono una ricetta classica della tradizione italiana, in particolare piemontese, un contorno facile da preparare, gustoso e leggero, da abbinare a piatti di carne bianca, cacciagione, ma ideali anche per condire un ottimo risotto o la polenta, prepararando così un buon piatto vegetariano. Nella nostra ricetta abbiamo utilizzato funghi misti: champignon, porcini, finferli, ma potete realizzare questa ricetta scegliendo anche una sola tipologia di funghi. Vi basterà soffriggere l’aglio in padella, cuocere i funghi, da far insaporire bene, e aggiungere poi del prezzemolo tritato e una manciata di pepe. Ma ecco come preparare questo contorno sfizioso e gustosissimo in poco tempo!

Come preparare i funghi trifolati in padella.

Preparate i funghi che vi occorrono per la preparazione,(1) puliteli, tagliando il gambo ed eliminando la parte terrosa, e strofinateli con un panno umido in modo da eliminare tutti i residui di terra. Ora tagliateli a fette,(2) lasciando interi solo i finferli. In una padella riscaldate l’olio con lo spicchio d’aglio diviso a metà (3) e fate rosolare fino a farlo dorare.

Togliete l’aglio e versate i funghi in padella, prima i porcini che hanno una cottura un po’ più lunga e poi il resto, unendo per ultimo i finferli.(4) Aggiungete il sale e il pepe (5) e cuocete per 3 o 4 minuti mescolando ogni tanto con una cucchiaio di legno. Ora aggiungete la noce di burro, mantecate, insaporite con il prezzemolo tritato e togliete dal fuoco. I vostri funghi trifolati sono pronti per essere serviti caldi o freddi.(6)

Consigli.

Potete preparare i funghi trifolati anche solo con gli champignon o i porcini. Altre tipologie di funghi adatte a questa ricetta sono anche i prataioli o i ferleghi. Se utilizzate i chiodini, ricordate di sbollentarli in padella per 15 minuti prima per eliminare le tossine. Procedete poi con la preparazione.

Al posto del pepe potete utilizzare il peperoncino da rosolare insieme all’aglio prima di cuocere i funghi.

Se non volete aggiungere il burro, potete utilizzare solo l’olio extravergine di oliva. Se preparate i funghi trifolati per condire riso o pasta, utilizzate un po’ di olio in più per creare il sughetto per il condimento.

La ricetta originale prevede l’utilizzo del tegame di coccio per la cottura dei funghi trifolati. Questo materiale, infatti, è in grado di mantenere l’aroma dei funghi conferendo ancora più sapore al piatto.

Come conservare i funghi trifolati.

Potete conservare i funghi trifolati in frigo per 3 giorni al massimo in un contenitore con chiusura ermetica.

Fonte: Funghi trifolati: la ricetta del contorno semplice e saporito