Pasta alla norcina: la ricetta del primo piatto umbro tipico di Norcia

Pasta alla norcina: la ricetta del primo piatto umbro tipico di Norcia

La pasta alla norcina è piatto tipico della cucina umbra che si prepara con salsiccia di Norcia sbriciolata in padella con olio e cipolla, panna fresca, tartufo e pecorino. Si prepara di solito con pasta corta: penne, rigatoni, pici, strangozzi, ma ne esiste anche una versione con la pasta lunga, spaghetti o tagliatelle, che si realizza solo con tartufo nero, aglio e acciughe, a cui è possibile aggiungere i funghi. Noi prepareremo la prima versione con salsiccia e panna, cremosa e ricca di gusto. Se non trovate le salsicce di Norcia potete utilizzare la classica salsiccia di maiale, il sapore finale sarà però meno aromatico: l’appellativo “alla norcina” deriva infatti proprio dall’utilizzo delle salsicce dei maestri norcini. Me ecco come preparare questo primo piatto ideale per il pranzo della domenica che conquisterà tutti.

Come preparare la pasta alla norcina.

Spellate e sbriciolate le salsicce.(1) In una padella grande fate soffriggere la cipolla tritata con un filo d’olio.(2) Aggiungete poi le salsicce, fate rosolare per alcuni minuti e sfumate con il vino bianco. aggiungendo anche un po’ di sale.(3)

Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata. Unite la panna alla salsiccia, mescolate, grattugiate il tartufo(4) e aggiungete il pepe. Scolate la pasta al dente e aggiungetela al sughetto di panna e salsiccia, fate saltare per almeno un minuto.(5) Una volta pronta servite la pasta alla norcina con scaglie di tartufo e pecorino o parmigiano grattugiato e servite ben calda.(6)

Consigli.

Se non avete il tartufo nero, scorzone o invernale, potete utilizzare un olio aromatizzato al tartufo: il sapore sarà meno intenso, ma la pasta alla norcina sarà comunque ottima.

Nella nostra ricetta abbiamo utilizzato la cipolla ma, se preferite, potete anche utilizzare l’aglio.

Prima di grattugiare il tartufo lavatelo sotto acqua corrente con uno spazzolino morbido e asciugatelo bene, prima di utilizzarlo.

Al posto della panna potete utilizzare anche una delicata crema di ricotta: mettete la ricotta in una ciotola, ammorbiditela con un cucchiaio di legno, aggiungete olio, sale e pepe e mescolate.

Chi preferisce potrà spolverare la pasta alla norcina con del prezzemolo tritato, per donare ancora più sapore al piatto.

Come conservare la pasta alla norcina.

Potete conservare la pasta alla norcina in frigo per 1 giorno in un contenitore ermetico.

Fonte: Pasta alla norcina: la ricetta del primo piatto umbro tipico di Norcia

Le trasformazioni positive indotte dal vapore

Le trasformazioni positive indotte dal vapore
Scritto da Giuseppe Capano il Nell’ultima ricetta che ho pubblicato per arrivare al gratificante risultato finale era presente un passaggio in apparenza secondario e che in realtà si è rivelato e si rivela sempre come estremamente importante ai fini del buon esito dell’ultima parte della preparazione.
Come mi è capitato di verificare spesso il vapore è un elemento estremamente positivo in cucina e con esso possiamo modulare al meglio passaggi e elaborazioni presenti all’interno di una ricetta, si tratta di vantaggi importanti e concreti che portano diversi benefici.

Intanto per prima cosa dobbiamo con probabilità sgombrare la mente dal pensiero che il vapore riguardi solo la specifica cottura e li finisce.
Questa visione è troppo limitativa e ci toglie la possibilità di usare la creatività in maniera trasversale alle altre procedure di cucina e cotture.
L’aspetto molto interessante è invece quello delle trasformazioni positive che il passaggio attraverso una fonte di vapore induce negli alimenti.
Nel caso dei finocchi in gratin appena presentati il gusto arriva, come è facile intuire, dalla presenza contemporanea di tre importanti apporti sensoriali.
La buccia dell’arancia, l’olio di oliva di qualità nel quale viene infusa e lasciata espandersi al massimo, i pistacchi ridotti in granella fine.
Ma tutti questi ingredienti poco hanno a che fare con la consistenza dei finocchi che diventa esclusiva grazia al preliminare passaggio al vapore.
È elusivamente questo che prepara il terreno alla buona riuscita della dolce e lieve gratinatura che avviene a una temperatura inusualmente bassa per i gratin classici.
Il motivo come ho scritto in precedenza era la volontà di tutelare dal calore del forno i preziosi pistacchi rendendo i finocchi sufficientemente morbidi e lievemente croccanti.
Il solo passaggio al forno, anche se più prolungato e per più tempo, non avrebbe consentito di arrivare al risultato finale decisamente di buon livello.
E il segreto sta proprio nel ruolo del vapore che come dimostra questa ricetta è appunto più interessante come supporto migliorativo a una bella cottura finale che di solito è però molto invadente richiedendo anche un discreto quantitativo di grassi che qui è stato invece molto limitato!!!

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Tags: cucina a vapore, vapore
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Fonte: Le trasformazioni positive indotte dal vapore

Broccoli in padella: la ricetta del contorno invernale facile e veloce

Broccoli in padella: la ricetta del contorno invernale facile e veloce

Facile 30min Per 4 persone kcal 150

ingredienti

  • Broccoli 1 Kg
  • Aglio 2 spicchi • 90 kcal
  • Olio extravergine di oliva 4 cucchiai • 270 kcal
  • Sale marino q.b. • 1 kcal

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

I broccoli in padella sono il contorno ideale da preparare nei mesi freddi, quando l’ortaggio giunge a maturazione, ottimi per accompagnare secondi piatti, soprattutto a base di carne. Realizzarli è davvero semplice: vi basterà lessarli leggermente per poi passarli in padella con aglio e olio e servirli ben caldi. Potete poi arricchirli aggiungendo un po’ di peperoncino o qualche acciuga, per renderli ancora più saporiti. Ecco come preparali in poco tempo.

Come preparare i broccoli in padella.

Mondate i broccoli eliminando le foglie e i gambi e selezionando solo le cime.(1) Fateli sbollentare in una pentola con acqua salata per circa 5 minuti a fuoco moderato: la breve cottura permetterà di conservare i broccoli sodi e brillanti. Una volta pronti scolateli. Mettete in una padella l’olio extravergine d’oliva e gli spicchi d’aglio e fate soffriggere.(2) Qaundo l’aglio sarà ben dorato unite i broccoli tagliati in piccoli pezzi, aggiungete il sale, coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco lento per 20 minuti circa, rigirandoli delicatamente di tanto in tanto: assicuratevi che siano croccanti e che le cimette non si siano disfatte. I vostri broccoli in padella sono pronti per essere serviti come contorno per i vostri secondi piatti.(3)

Consigli.

Per mitigare l’odore intenso dei broccoli, quando li sbollentate aggiungete all’acqua poche gocce di limone.

Se volete donare un sapore più intenso ai vostri broccoli in padella, aggiungete il peperoncino piccante, come nei broccoli alla romana: mettetelo in padella insieme all’aglio, prima di aggiungere le cime di broccoli leggermente lessate. Utilizzate lo stesso procedimento se volete aggiungere qualche filetto di acciuga. Chi preferisce potrà spolverare i broccoli in cottura con un po’ di pepe.

Varianti.

Se volete preparare i broccoli in padella senza lessarli, la ricetta ideale è quella dei broccoli strascinati: in questo caso li preparerete direttamente saltati in padella a crudo, saranno quindi più sodi e compatti. Una volta lavati e puliti i broccoli, tagliateli in tante cime piccole. In una padella fate soffriggere l’aglio e, se preferite, anche il peperoncino. Quando l’aglio si sarà imbiondito eliminatelo e aggiungete le cime dei broccoli, aggiustate di sale e fate cuocere con il coperchio a fiamma lenta fino a cottura. Se volete potete aggiungere un bicchiere d’acqua, facendo cuocere a fuoco vivo per circa 20 minuti.

Come conservare i broccoli in padella.

Potete conservare i broccoli in padella per 1 giorno in frigorifero coperti con pellicola trasparente o all’interno di un contenitore ermetico. Prima di consumarli riscaldateli nel forno a microonde e, se necessario, aggiungete un po’ di olio.

Fonte: Broccoli in padella: la ricetta del contorno invernale facile e veloce

Alette di pollo al forno: la ricetta facile con deliziosa panatura aromatica

Alette di pollo al forno: la ricetta facile con deliziosa panatura aromatica

Le alette di pollo al forno sono un secondo piatto delizioso e croccante, da accompagnare con le salse che preferite. Prepararle è davvero semplice: vi basterà realizzare un mix con pangrattato, erbe aromatiche, aglio in polvere e paprika affumicata, nel quale impanare le alette di pollo. Dopo mezz’ora di cottura in forno saranno pronte per essere portate in tavola morbide dentro e croccanti fuori: servitele poi con il contorno e le salsine che più vi piacciono. Ecco come prepararle in modo facile e veloce per una cenetta sfiziosa.

Come preparare le alette di pollo al forno.

Lavate le alette di pollo sotto acqua corrente e tamponatele con un panno pulito per eliminare l’acqua in eccesso.(1) Preparate ora la panatura: in una ciotola grande mettete il pangrattato, le erbe aromatiche a scelta: rosmarino, timo, maggiorana, salvia, la paprika, l’aglio, il sale e il pepe e mescolate.(2) Passate le alette di pollo nel mix di pangrattato e spezie e adagiatele in una teglia rivestita con carta forno. Cuocete in forno già caldo a 200° per mezz’ora circa: negli ultimi 5 minuti azionate il grill, le alette saranno così pi dorare e croccanti. Le vostre alette sono pronte per essere portate in tavola.(3) Servitele con salse a piacere accompagnate da insalata o patate al forno.

Consigli.

Per far legare al meglio la panatura alle alette di pollo, potete spennellarle con olio d’oliva prima di passarle nel mix di pangrattato aromatico: fate attenzione a ricoprirle in modo uniforme.

Potete impanare le alette di pollo anche in anticipo, e poi cuocerle al bisogno: mettetele il frigo ben coperte per 2 giorni al massimo. Sistematele poi sulla leccarda e cuocetele in forno.

In merito alle erbe aromatiche, potete utilizzare anche dei mix già pronti per insaporire le carni a cui aggiungere magari solo del rosmarino fresco tritato, oltre a paprika e aglio liofilizzato.

Accompagnate le alette di pollo al forno con un’insalata mista o con patate al forno o fritte.

Se preferite cucinare il pollo al forno potete preparare anche le cosce di pollo impanate, richiederanno un po’ più di cottura, ma saranno comunque delizose e croccanti.

Varianti.

In alternativa potete preparare le alette di pollo piccanti, sempre da cuocere al forno. Al posto del mix di pangrattato e erbe aromatiche, preparate un condimento con olio extravergine d’oliva, paprika forte, peperoncino in polvere, sale e spezie. Mettete le alette di pollo nella salsina che avete preparato e rigiratele per bene per farle insaporire. Adagiatele poi sulla griglia del forno: ponete sotto la leccarda ricoperta con carta forno per non sporcare. Cuocete a 200° per 35-40 minuti, controllando ogni tanto la cottura.

Fonte: Alette di pollo al forno: la ricetta facile con deliziosa panatura aromatica

Ciaramicola: la ricetta del soffice dolce pasquale tipico di Perugia

Ciaramicola: la ricetta del soffice dolce pasquale tipico di Perugia

La ciaramicola è un dolce tipico di Pasqua che si prepara in Umbria, in particolare a Perugia: una soffice ciambella di colore rosso, dato dall’aggiunta di Alchermes, ricoperta con bianca meringa, per riprendete i colori tipici della città umbra, e decorata con confettini colorati. Si tratta di una sorta di pizza sbattuta e si narra che, in passato, fosse il dolce che le promesse spose regalavano al futuro marito, in occasione di Pasqua. La ciaramicola ha quasi sempre  la forma di una ciambella, all’interno della quale è possibile realizzare una croce, con la stessa pasta, e aggiungere cinque protuberanze, che rappresentano i rioni di Perugia: chi preferisce, però, può prepararla anche nella classica forma rotonda.

Ciaramicola: storia e curiosità.

La ciaramicola è un dolce nato come inno a Perugia, in quanto rappresenta i 5 rioni della città: Porta Sole, Porta Sant’Angelo, Porta Susanna, Porta Eburnea e Porta San Pietro. I colori del dolce, il rosso e il bianco, fanno proprio riferimento ai rioni e allo stemma della città. La ciaramicola si presenta quindi rossa all’interno a bianca all’esterno, con l’aggiunta di confettini colorati. Il nome del dolce deriverebbe per alcuni da “ciara”, cioè chiara, come quella della meringa che la ricopre, per altri invece da “ciarapica”, termine dialettale umbro per indicare la cinciallegra, uccellino dai tanti colori che annuncia con il suo canto l’arrivo della primavera, il significato del nome non è quindi chiaro: c’è anche chi associa il nome ciaramicola a “ciaramella”, data la forma circolare del dolce. In passato era tradizione preparare la ciaramicola in casa con lo strutto al posto del burro, ed era il dolce che le fidanzate portavano ai loro futuri mariti in occasione delle festività pasquali.

Come preparare la ciaramicola.

Mettete in una terrina le uova con lo zucchero.(1) Montatele bene fino ad ottenere un composto spumoso.(2)Unite ora il burro fuso e l’alchermes e continuate a mescolare con un frullino. Aggiungete poi la farina setacciata, il lievito in polvere e la buccia di limone, e montate fino a realizzare un composto omogeneo. Versatelo in uno stampo a ciambella precedentemente imburrato e infarinato (3) e cuocete in forno già caldo a 180° per circa 35-40 minuti, in base alla potenza del forno.

Ora preparate la meringa: montate gli albumi a neve e aggiungete lo zucchero. Continuate a montare fino a realizzare un composto ben sodo. Una volta cotta la ciaramicola, sfornatela, adagiatela su una base resistente al calore, ricopritela, ancora calda, con la meringa e aggiungete i confettini colorati.(4) Infornate ancora a 100° per 10-15 minuti: la meringa deve ascigarsi senza però ingiallire. Adagiatela ora su un piatto da portata,(5) lasciate intiepidire e servite.(6)

Consigli.

Se volete donare un colore più intenso alla vostra ciaramicola, oltre all’alchermes, liquore dalle note pesca che si utilizza spesso per la bagna dei dolci, e che dona sfumature scarlatte, potete aggiungere un po’ di colorante alimentare rosa.

Al posto dell’alchermes potete utilizzare anche il rosolio o il mistrà, liquore al sapore di anice.

Se utilizzate il forno in modalità ventilato, cuocete la ciaramicola a 160° per 30 minuti circa.

Se volete dare alla ciaramicola la forma tradizionale, con le 5 protuberanze che rappresentano i rioni di Perugia, procedete in questo modo: prendete 1/3 dell’impasto, allungatelo con le mani in modo da formare un cilindro di 5 cm di diametro, unite le due estremità a formare una ciambella. Adagiatela su una leccarda imburrata e con metà della pasta rimasta formate due cilindri sottili che disporrete a croce sulla ciambella. Suddividete il restanto impasto in 5 parti e realizzate le sfere: disponetene 4 per ogni punto di unione della croce e una al centro. Su ogni sfera praticate due tagli e infornate a 180° per 35 minuti.

Come conservare la ciaramicola.

Potete conservare la ciaramicola fino a 7 giorni sotto una campana di vetro. Fate però attenzione a non far prendere aria dalla base, in quanto il dolce potrebbe seccarsi e diventare duro.

Fonte: Ciaramicola: la ricetta del soffice dolce pasquale tipico di Perugia

Ciaramicola: la ricetta del soffice dolce pasquale tipico di Perugia

Ciaramicola: la ricetta del soffice dolce pasquale tipico di Perugia

La ciaramicola è un dolce tipico di Pasqua che si prepara in Umbria, in particolare a Perugia: una soffice ciambella di colore rosso, dato dall’aggiunta di Alchermes, ricoperta con bianca meringa, per riprendete i colori tipici della città umbra, e decorata con confettini colorati. Si tratta di una sorta di pizza sbattuta e si narra che, in passato, fosse il dolce che le promesse spose regalavano al futuro marito, in occasione di Pasqua. La ciaramicola ha quasi sempre  la forma di una ciambella, all’interno della quale è possibile realizzare una croce, con la stessa pasta, e aggiungere cinque protuberanze, che rappresentano i rioni di Perugia: chi preferisce, però, può prepararla anche nella classica forma rotonda.

Ciaramicola: storia e curiosità.

La ciaramicola è un dolce nato come inno a Perugia, in quanto rappresenta i 5 rioni della città: Porta Sole, Porta Sant’Angelo, Porta Susanna, Porta Eburnea e Porta San Pietro. I colori del dolce, il rosso e il bianco, fanno proprio riferimento ai rioni e allo stemma della città. La ciaramicola si presenta quindi rossa all’interno a bianca all’esterno, con l’aggiunta di confettini colorati. Il nome del dolce deriverebbe per alcuni da “ciara”, cioè chiara, come quella della meringa che la ricopre, per altri invece da “ciarapica”, termine dialettale umbro per indicare la cinciallegra, uccellino dai tanti colori che annuncia con il suo canto l’arrivo della primavera, il significato del nome non è quindi chiaro: c’è anche chi associa il nome ciaramicola a “ciaramella”, data la forma circolare del dolce. In passato era tradizione preparare la ciaramicola in casa con lo strutto al posto del burro, ed era il dolce che le fidanzate portavano ai loro futuri mariti in occasione delle festività pasquali.

Come preparare la ciaramicola.

Mettete in una terrina le uova con lo zucchero.(1) Montatele bene fino ad ottenere un composto spumoso.(2)Unite ora il burro fuso e l’alchermes e continuate a mescolare con un frullino. Aggiungete poi la farina setacciata, il lievito in polvere e la buccia di limone, e montate fino a realizzare un composto omogeneo. Versatelo in uno stampo a ciambella precedentemente imburrato e infarinato (3) e cuocete in forno già caldo a 180° per circa 35-40 minuti, in base alla potenza del forno.

Ora preparate la meringa: montate gli albumi a neve e aggiungete lo zucchero. Continuate a montare fino a realizzare un composto ben sodo. Una volta cotta la ciaramicola, sfornatela, adagiatela su una base resistente al calore, ricopritela, ancora calda, con la meringa e aggiungete i confettini colorati.(4) Infornate ancora a 100° per 10-15 minuti: la meringa deve ascigarsi senza però ingiallire. Adagiatela ora su un piatto da portata,(5) lasciate intiepidire e servite.(6)

Consigli.

Se volete donare un colore più intenso alla vostra ciaramicola, oltre all’alchermes, liquore dalle note pesca che si utilizza spesso per la bagna dei dolci, e che dona sfumature scarlatte, potete aggiungere un po’ di colorante alimentare rosa.

Al posto dell’alchermes potete utilizzare anche il rosolio o il mistrà, liquore al sapore di anice.

Se utilizzate il forno in modalità ventilato, cuocete la ciaramicola a 160° per 30 minuti circa.

Se volete dare alla ciaramicola la forma tradizionale, con le 5 protuberanze che rappresentano i rioni di Perugia, procedete in questo modo: prendete 1/3 dell’impasto, allungatelo con le mani in modo da formare un cilindro di 5 cm di diametro, unite le due estremità a formare una ciambella. Adagiatela su una leccarda imburrata e con metà della pasta rimasta formate due cilindri sottili che disporrete a croce sulla ciambella. Suddividete il restanto impasto in 5 parti e realizzate le sfere: disponetene 4 per ogni punto di unione della croce e una al centro. Su ogni sfera praticate due tagli e infornate a 180° per 35 minuti.

Come conservare la ciaramicola.

Potete conservare la ciaramicola fino a 7 giorni sotto una campana di vetro. Fate però attenzione a non far prendere aria dalla base, in quanto il dolce potrebbe seccarsi e diventare duro.

Fonte: Ciaramicola: la ricetta del soffice dolce pasquale tipico di Perugia

Frittata di maccheroni: la ricetta classica della tradizione napoletana

Frittata di maccheroni: la ricetta classica della tradizione napoletana

La frittata di maccheroni è una tipica preparazione napoletana conosciuta anche come frittata di pasta o frittata di spaghetti, un piatto unico sostanzioso e davvero squisito. Una ricetta tanto cara alle mamme e alle nonne campane che può essere bianca o rossa, cioè con o senza pomodoro. La si prepara solitamente con la pasta avanzata del giorno prima a cui aggiungere uova, formaggio, soprattutto scamorza o caciocavallo, pancetta, prosciutto o con ciò che avete in frigo, ma si può realizzare anche con la pasta appena scolata. Per la preparazione potete inoltre utilizzare sia la pasta corta: maccheroni, rigatoni, penne, che la pasta lunga, solitamente spaghetti, vermicelli o bucatini. La frittata di pasta può essere gustata calda, ma è ottima anche fredda: viene spesso preparata in occasione di picnic, gite fuori porta o al mare: molti napoletani, infatti, amano gustarla in estate, come pranzo da godersi in spiaggia.

Come preparare la frittata di maccheroni.

Se non avete la pasta avanzata del giorno prima, cuocete gli spaghetti o i maccheroni in abbondante acqua salata.(1) Nel frattempo sbattete le uova con sale, pepe e parmigiano grattugiato.(2) Una volta cotta la pasta, che dovrà essere al dente, conditela con il burro e fatela raffreddare. Versateci poi sopra le uova sbattute e amalgamate bene.(3)

Tagliate la pancetta a dadini (4) e aggiungetela alla pasta, unite anche la smamorza, sempre tagliats a pezzetti, e mescolate.(5) Scaldate l’olio in una padella antiaderente, versateci pasta e cuocete a fuoco basso: non appena il composto sarà compatto, e sopra si sarà formata una crosticina dorata, girate la frittata con l’aiuto di un coperchio oppure di un piatto piano: fate cuocere almeno 5 minuti per lato, un paio di minuti in più se la frittata è particolarmente alta. Una volta pronta adagiata la frittata di maccheroni sulla carta assorbente, lasciate intiepidire, tagliatela a fette e servite subito, oppure fredda.(6)

Consigli.

Per la preparazione della frittata di pasta potete ovviamente variare gli ingredienti utilizzando al posto della pancetta, il prosciutto cotto, il salame, i wurstel e sostituendo la scamorza con caciocavallo, mozzarella, provola affumicata, emmental, ecc…Chi preferisce potrà invece gustarla senza l’aggiunta di altri ingredienti, ma solo con uova, sale, pepe e parmigiano grattugiato.

Se decidete di prepararla, ma di non cuocerla subito, oppure se utilizzate la pasta condita del giorno prima, aggiungete agli ingredienti anche 50 ml di latte. Una volta mescolati tutti gli ingredienti coprite con la pellicola trasparente e conservate in frigo fino alla cottura. L’aggiunta di latte renderà la frittata di maccheroni più morbida.

Potete preparare la frittata di maccheroni anche in versione monoporzione, utilizzando un padellino piccolo.

Se non dovete mangiarla subito, tenetela in caldo avvolgendola nella carta alluminio, per conservarne il sapore e il profumo.

Se volete servire la frittata di maccheroni come antipasto o per un buffet, potete tagliarla in tanti quadratini: magari da portare in tavola su un tagliere, con delle forchettine di legno.

In alternativa potete preparare la ciambella di spaghetti, ideale soprattutto per chi preferisce al cottura al forno.

Come conservare la frittata di maccheroni.

Potete conservare la frittata di maccheroni in frigo, coperta con pellicola trasparente o in un contenitore ermetico per 2-3 giorni. Prima di consumarla riscaldatela oppure tiratela via dal frigo almeno mezz’ora prima di consumarla: il frigo tende infatti ad indurirla.

Fonte: Frittata di maccheroni: la ricetta classica della tradizione napoletana

Fiadoni: la ricetta originale del fagottino abruzzese al formaggio

Fiadoni: la ricetta originale del fagottino abruzzese al formaggio

Facile 1h Per 6 persone kcal 380

ingredienti

  • Farina tipo 00 300 gr • 517 kcal
  • Uova 2 • 470 kcal
  • Olio extravergine di oliva 60 ml • 270 kcal
  • Vino bianco 60 ml • 65 kcal
  • Rigatino 100 gr
  • Pecorino romano 70 gr

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

I fiadoni sono dei morbidi e gustosi fagottini tipici della tradizione abruzzese a base di farina, uova, olio e vino bianco con una farcitura composta da formaggi a pasta dura come il rigatino e il pecorino e che, generalmente, viene servito durante le feste pasquali.

Versate il primo uovo, la farina, l’olio extravergine d’oliva ed il vino bianco (1). Iniziate ad amalgamare gli ingredienti e, quando l’impasto inizierà a stare insieme, trasferitevi su un piano leggermente infarinato e continuate a lavorare fino ad ottenere un impasto liscio (2). Fate riposare l’impasto per almeno mezz’ora. Nel frattempo, occupatevi del ripieno: tagliate a cubetti molto piccoli il rigatino (in alternativa potete utilizzare un altro formaggio a pasta dura) e grattugiate il pecorino romano all’interno di una ciotola (3).

Aggiungete il secondo uovo ed un pizzico di pepe. Mescolate fino ad ottenere un composto cremoso e leggermente grossolano (4). Stendete a questo punto l’impasto su un piano da lavoro leggermente infarinato fino a raggiungere lo spessore di circa un millimetro (5). Ricavate dei cerchi di circa 6 centimetri di diametro, posizionate al centro il ripieno e richiudete come se fosse un raviolo aiutandovi a sigillare con le dita o con l’aiuto di una forchetta. Formate un piccolo buco sulla superficie con una forbice e infornate i fiadoni a 200 °C per circa 15 minuti. Sfornateli e servite ancora caldi (6).

Fonte: Fiadoni: la ricetta originale del fagottino abruzzese al formaggio

Mousse Oreo: la crema supergolosa facile da preparare

Mousse Oreo: la crema supergolosa facile da preparare

Facile 30min Per 4 persone kcal 410

ingredienti

  • Panna 400 ml • 335 kcal
  • Cioccolato bianco 200 gr • 532 kcal
  • Biscotti Oreo 25-30 • 500 kcal

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

La mousse Oreo è un dessert golosissimo a base dei famosi biscotti americani, si tratta di una crema davvero semplice da preparare che potete servire come dolce al cucchiaio o per farcire le vostre torte. Nella nostra ricetta abbiamo utilizzato solo panna, cioccolato bianco e i biscotti Oreo: alcuni saranno sbriciolati e altri faranno da guarnizione alla mousse. La preparazione ideale per concedersi un piccolo peccato di gola o per un dolce dell’ultimo minuto, per sorprendere i vostri ospiti: grandi e piccini ne andranno matti! Ma ecco come prepararla.

Come preparare la mousse Oreo.

Fate sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria o nel forno a microonde e mettetelo da parte. Ora tritate 10-12 biscotti Oreo (1) con un mortaio, un frullatore o un mix elettrico, fino a ridurli in polvere. Montate la panna con uno sbattitore e, non appena sarà ben ferma, aggiungete il cioccolato fuso e gli Oreo e mescolate con movimenti dal basso verso l’alto.(2) Mettete la mousse in coppe o calici di vetro e fate raffreddare in frigo almeno per mezz’ora. Prima di servire decorate le coppe con degli Oreo interi (3) e, se preferite, sbriciolatene un po’ sulla superficie. La vostra mousse Oreo è pronta per essere gustata in tutta la sua golosità.

Consigli.

Per una preparazione più corposa potete realizzare una ganache di cioccolato bianco: tritate 200 gr di cioccolato e fondetelo a bagnomaria, nel frattempo riscaldate 60 ml di latte con all’interno un baccello di vaniglia, e lasciatelo in infusione per circa 10 minuti, eliminate poi il baccello e unite il latte al cioccolato bianco fuso. Mescolate e lasciate raffreddare, unite poi 40 gr di zucchero a velo e 30 gr di fecola di patate e continuate ad amalgamare. Unite poi la ganache alla panna montata e procedere come da ricetta, aggiungendo gli oreo sbriciolati.

In alternativa al cioccolato bianco potete utilizzare il latte e la gelatina, o colla di pesce. Mettete 4 fogli di gelatina in acqua fredda e lasciate in ammollo per 5 minuti: in alternativa potete utilizzare 2 cucchiaini di gelatina in polvere. Nel frattempo riscaldate 100 ml di latte e aggiungetelo poi sui fogli di gelatina, mescolando fino a farli sciogliere: togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Aggiungete poi il tutto alla panna montata e ai biscotti oreo tritati, mescolate e mettete in frigo per 1-2 ore prima di servire.

Come conservare la mousse Oreo.

Potete conservare la mousse Oreo in frigo per 1 giorno, coperta con della pellicola trasparente. Per la guarnizione aspettata il momento di servirla.

Fonte: Mousse Oreo: la crema supergolosa facile da preparare

Il cavolfiore viola che diventa una buona vellutata

Il cavolfiore viola che diventa una buona vellutata
Scritto da Giuseppe Capano il Appena hanno visto sul banco del mercato un cavolfiore così colorato i bimbi non hanno voluto sentire storie e hanno preteso di portarselo a casa per preparare qualche manicaretto, o meglio per farlo preparare al cuoco di turno personale che hanno in casa!
In effetti abituati al cavolfiore normale di colore bianco o leggermente giallognolo il colore viola con tendenze rosa colpisce chiunque si trovi a passare di fronte e la voglia di saperne di più è forte, sia dal punto di vista della sua particolarità orticola, sia dal punto di vista del gusto.

Il cavolfiore arrivato a casa ha trovato per caso due compagni di un colore molto simile, il cavolo rosso e la cipolla rossa, così la voglia di sommare le loro caratteristiche è diventata scelta obbligata.
E siccome faceva un freddo non da poco, era ora di cena e non si aveva voglia di altro la trasformazione in una intrigante vellutata dal colore rosa viola è stato lo sbocco naturale.
Che poi ad aver avuto anche delle patate viola l’effetto sarebbe stato ancora più esplosivo in termini di colore finale, ma tutto sommato possiamo accontentarci.
Abbiamo poi accompagnato la nostra crema vellutata con due piacevoli elementi valorizzanti che hanno reso più buono il tutto.
I classici crostini di pane, nel nostro caso un’ottima pagnotta di pane toscano senza sale tagliato in cubetti, condito con olio sempre toscana e della maggiorana secca.
Insieme ho aggiunto all’ultimo dei semi di canapa decorticati che oltre ad aver portato delle super sostanze di salute hanno reso più carino il piatto finale con il loro effetto decorativo.
Detto questo passo subito alla ricetta facendo un percorso un po’ inverso rispetto al solito, delle qualità organolettiche e salutistiche del cavolfiore viola ne parlerò infatti nel prossimo post così se avete voglia potete gustare subito questa calda e confortevole crema vellutata!!!

Crema di cavolfiore viola con crostini

Crema di cavolfiore viola con crostini 518

Ingredienti per 4 persone circa:

  • 2 cipolle rosse,
  • 4 foglie di cavolo rosso,
  • 6-700 g di cavolfiore viola,
  • 2 piccole patate,
  • 4 foglie di alloro fresco,
  • 4 fette di pane toscano,
  • 2 cucchiai di semi di canapa decorticati,
  • maggiorana secca,
  • olio extravergine d’oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Sbucciare le cipolle rosse e affettarle finemente mettendole in una casseruola con 3 cucchiai di olio, coprirle e rosolarle a calore dolce per 10 minuti circa.
  2. Aggiungere le foglie di cavolo rosso lavate tagliate a fette e continuare la cottura a calore basso e pentola coperta per 5 minuti abbondanti.
  3. Nel frattempo pulire il cavolfiore viola dividendolo in piccole cimette o tagliandolo in pezzi, lavarlo con molta cura, pelare le patate, lavarle e tagliarle in fette spesse.
  4. Aggiungere le due verdure alla base insieme alle foglie di alloro fresco, lasciare insaporire altri 5 minuti, coprire con 1 l di acqua e cuocere in tutto per altri 25 minuti unendo poco sale.
  5. Tagliare il pane in cubetti, condirlo con un poco di olio e la maggiorana, stenderlo in una teglia e dorarlo nel forno caldo a 180 gradi per 10 minuti circa mescolandolo ogni tanto.
  6. Togliere le foglie di alloro dalle verdure cotte e frullare finemente fino a ottenere una crema vellutata da allungare eventualmente con altra acqua e regolare di sale.
  7. Distribuire nei piatti cospargendo la superficie con i semi di canapa e accompagnare con i crostini di pane dorati.

Tags: alloro, cavolfiore, cavolo rosso, cipolle rosse, maggiorana, olio extravergine d’oliva, pane, semi di canapa
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Fonte: Il cavolfiore viola che diventa una buona vellutata