Esiste il Paradiso degli animali domestici?

Esiste il Paradiso degli animali domestici?

Una domanda fatidica e che inevitabilmente tutti si pongono, credenti e no, è: cosa c’è al di là della morte corporale? Cosa c’è dopo la morte? Esiste l’anima? Dove va a finire? Le religioni hanno risposto con varie teorie escatologiche e con la visione di un al di là – nella migliore delle ipotesi “paradisiaca” – in cui dolore e sofferenza sono annullati, si vive nella gioia e nell’amore eterno, ritrovando le emozioni e gli affetti più cari; negli “affetti” sono inclusi anche gli animali con cui abbiamo vissuto e condiviso tanti anni della nostra vita? Esiste un paradiso anche per gli animali? Quando un animale muore siamo sempre presi dall’attendere alle cose pratiche – dalla cremazione al trasporto dell’animale in un luogo di sepoltura o “smaltimento” (i cui argomenti puoi approfondire su Funeraliroma.it) – e relative spese per i servizi cimiteriali. Ma nell’elaborazione del lutto – perché tale è la perdita di un animale da compagnia – vi si include anche il pensare il proprio animale in una dimensione nella quale ritrovarlo alla nostra stessa morte, insieme agli altri affetti. La religione di stato in Italia è il Cattolicesimo, cosa prevede dunque la nostra religione a riguardo?

Gli animali vanno in Paradiso?

Il “credo” cristiano-cattolico non si sofferma sulla descrizione di un al di là, vero e proprio. L’esegesi biblica conduce alla deduzione che Dio ha fatto il Creato con tutte le sue creature, definendole cosa buona e giusta, e che ha posto l’uomo gerarchicamente al di sopra degli altri animali per custodirli, proteggerli e rispettarli. La “signoria” dell’uomo sugli altri esseri viventi non è però assoluta, poiché esige il rispetto di tutta la creazione. In questi termini, uomini e animali convivono sulla terra così come nel progetto di “salvezza finale”; come spiega San Paolo, la sorte dell’universo è legata all’uomo, quando alla fine dei tempi tutto sarà liberato dalla schiavitù e dalla caducità compresa la morte, quando si manifesterà la Gloria di Cristo nella condivisione di un mondo nuovo senza corruzione del corpo e dello spirito. Nel rapporto tra uomini e creazione – ivi inclusi gli animali – il Catechismo Cattolico (2415 – 2418) , però, stabilisce il primato dell’uomo nei termini seguenti: gli animali si devono amare, ma non possono diventare oggetto di un affetto superiore o sostitutivo rispetto a quello dovuto alle altre persone, pertanto non sarebbe corretto spendere per gli animali cifre esorbitanti o affetto spropositato che potrebbero essere destinati ad alleviare la povertà e la miseria umane.

All’interno della Chiesa ufficiale, le posizioni possono essere discordanti tra teologi, escatologi e gli stessi Papi. Per esempio, Papa Francesco citando, appunto l’Apostolo Paolo, ha affermato in un’udienza generale del 2014 che “un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo. È  bello pensare così, dà forza all'anima”.  Allo stesso modo San Giovanni Paolo II aveva parlato di soffio divino anche negli animali oltre che negli esseri umani; mentre il papa emerito Benedetto XVI – mantenendo una linea più tradizionale – ribadisce che mentre per le altre creature che non sono destinate all’eternità, la morte è la fine dell’esistenza sulla terra, per l’uomo segnato dal peccato si rischia la perdizione eterna se il Dio creatore non tende la sua mano.

La leggenda del Ponte dell’Arcobaleno

Un’antica e bella leggenda tramandata dalle tribù di indiani d’America parla del Ponte dell’Arcobaleno. È una visione che da sollievo a tutte le persone che hanno perso un animale di affezione a cui sono particolarmente legati: dopo la morte, gli animali si ritrovano tutti in un grande prato dove vivono felici e spensierati, dove non manca mai il cibo, l’acqua e il sole per riscaldarsi. Nel loro continuo divertimento, accade ogni tanto che all’improvviso per uno di loro, i sensi si acuiscono, gli occhi splendono, il corpo è in tensione e in cima ad una collina scorgono una figura alla quale corrono incontro con grande velocità perché in essa riconoscono il loro amico umano speciale. I due si incontrano in un abbraccio di gioia e insieme fiduciosi attraversano il Ponte dell’Arcobaleno per vivere sempre insieme. Eh sì, il Paradiso degli animali e degli uomini esiste …

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