DiVin Ottobre 2017 | Itinerarinelgusto

DiVin Ottobre 2017 | Itinerarinelgusto

CON DIVIN OTTOBRE L’AUTUNNO COLORA LA STRADA DEL VINO E DEI SAPORI DEL TRENTINO

Al via la XII edizione della rassegna di iniziative organizzate da più di cinquanta soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nei weekend dei mesi di ottobre. Quattordici gli appuntamenti in programma, da Trento alla Vallagarina, dal Valsugana al Lago di Garda, dalle Giudicarie alla Valle di Cembra, passando per la Piana Rotaliana.

Abbandonarsi ai vigneti d’autunno, rapiti dai giochi di colore che solo questa stagione sa disegnare nelle valli trentine, degustare le specialità del territorio guidati dall’esperienza dei contadini e dalla poesia della musica, respirare i profumi delle castagne arrosto e rivivere le tradizioni più radicate, riscaldandosi dai primi freddi davanti al fuoco di un camino.

Questo il mood che riunisce le iniziative di “DiVin Ottobre – L’autunno colora la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino“, rassegna di eventi inserita nel calendario delle manifestazioni enologiche provinciali e organizzata dai soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nei fine settimana di ottobre. In programma, trekking nella natura, degustazioni guidate, laboratori, menù creativi e molto altro: un viaggio di gusto – che tocca Trento, Vallagarina, Piana Rotaliana, Valsugana, Lago di Garda, Giudicarie, Valle di Cembra, Piana Rotaliana – perfetto per tutti i target, dalle famiglie, alle coppie, ai gruppi di amici.

Si parte sabato 7 ottobre con ben tre appuntamenti:
· A Mori, a partire dalle ore 11.00, presso la Cantina Mori Colli Zugna, è in programma Autunno in cantina, una passeggiata alla scoperta dei vigneti e delle principali produzioni del territorio, la visita alla barricaia e alla bottaia della cantina e, al termine, un brindisi in enoteca in abbinata ad un pranzo proposto dal Locale Tipico Maso Palù a base di prodotti locali della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino tra cui quelli dell’Azienda Agricola Zanghielli Maurizio.

· A Grumes di Altavalle, dalle 14.30 alle 18.30, Storie d’autunno e di territorio, un pomeriggio alla scoperta del Sentiero dei Vecchi Mestieri tra antichi e suggestivi opifici – il mulino, la segheria veneziana, la fucina del fabbro – che raccontano storie di vita e di territorio, fino a raggiungere l’Azienda Agricola Giove, che coltiva piante officinali, aromatiche e piccoli frutti, e chiudere con un aperitivo al Green Grill-Info e sapori con i vini dell’Azienda Agricola Pojer e Sandri e prodotti locali.

· A Tenno, dalle 17.30 alle 20.30, Passato presente e futuro, full immersion nello splendido scenario naturale della zona del Garda e delle sue eccellenze: si parte da Canale di Tenno per una passeggiata tra gli oliveti, pronti alla imminente raccolta, per poi passare alla visita del Museo degli attrezzi agricoli e approdare infine nella cantina di Agraria Riva del Garda per un aperitivo assolutamente esclusivo. In degustazione, le annate 2016 di Chardonnay Lorè e Gewürztraminer La Prèa, abbinati a gustosi finger food realizzati con i prodotti di Azienda Agricola Troticoltura Armanini e di Panificio Pasticceria Tecchiolli.

Il terzo fine settimana, come ormai da tradizione, è dedicato alla Valle di Cembra con la quarta edizione di Caneve Aperte a Cembra Lisignago. A partire dalle ore 16.00, e fino alle 21.30, si potrà iniziare il percorso, che prevede una cena itinerante in nove tappe volta alla promozione dei prodotti locali a km zero, accompagnato da musica folk, rock, corni svizzeri e canti della tradizione montanara. Di caneva in caneva, lungo un percorso enogastronomico dall’aperitivo al dolce, l’ospite percorrerà tutte le strade più caratteristiche del centro storico di Cembra. In ogni antico avvolto verrà accolto dai Cembrani D.O.C. per una degustazione guidata di vino, spumante, birra artigianale e grappa accompagnata dai prodotti tipici del territorio.

Venerdì 20 ottobre, protagonista la Piana Rotaliana:
· le Cantine Monfort di Lavis danno appuntamento dalle 17.00 alle 21.00 per Degusta l’autunno, proponendo in degustazione castagne della Cooperativa Castanicoltori del Trentino-Alto Adige, birra artigianale di Mastro Rebuf e vini di loro produzione. E per chi vorrà fermarsi per cena, un caldo piatto di orzet.
· le Cantine Mezzacorona-Rotari di San Michele all’Adige aprono le porte alle ore 18.00 per Autunno in barricaia, visita guidata tra le botti e le cisterne che accolgono l’annata 2017, al termine della quale vi sarà una degustazione nella nuova scenografica barricaia per scoprire le novità autunnali Mezzacorona abbinate a formaggi locali. In assaggio, il suadente Castel Firmian Marzemino Trentino doc Superiore 2016 e l’elegante Castel Firmian Moscato Rosa “Daben” Trentino doc 2016. Un aperitivo altamente esclusivo, riservato ad un massimo di 30 persone.

Sabato 21, dalle 15.00 alle 22.00, e domenica 22 ottobre, dalle 10.00 alle 18.00, invece, si passa in Valsugana e, precisamente, a Centa San Nicolò, dove è in programma la Festa della Castagna, con tante attività pensate per grandi e piccini, tra laboratori, passeggiate alla scoperta del castagneto, mercatini per acquistare i prodotti tipici di Cooperativa Castanicoltori del Trentino-Alto Adige ed altri produttori locali e tanto altro.

Ultimo weekend, infine, con sette appuntamenti:
· Venerdì 27 ottobre, dalle 17.30 alle 20.00, presso l’Orrido di Ponte Alto, si svolge l’Orrido Aperitivo, ovvero una visita a cura dell’Ecomuseo dell’Argentario alla scoperta del canyon scavato dal Fersina, con una cascata di oltre 40 m, opere idrauliche del 1500 e una delle più antiche centrali idroelettriche d’Europa, seguita da un aperitivo dove i prodotti trentini di Azienda Agricola Maso Bergamini, Cà dei Baghi e Maso Martis incontreranno i sapori emiliani.

· Venerdì 27 ottobre, alle ore 20.00, la Cantina La Vis a Lavis organizza Fermenti e profumi d’autunno, visita in cantina tra il profumo dei mosti degustando alcune “nuove primizie” direttamente dalla vasca, abbinate a prodotti del territorio, con castagnata finale. Interpreti d’eccezione: i salumi della Macelleria Zanotelli di Cembra e una zuppa del ristorante Maso Franch di Giovo.

· Da venerdì 27 a domenica 29 ottobre, a Isera, è tempo di La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera, un weekend, organizzato dal Comune di Isera in collaborazione con le aziende locali, tra cui Cantina d’isera, Casa del Vino della Vallagarina e Locanda delle Tre Chiavi, dedicato al vitigno simbolo della Vallagarina, il Marzemino. Nel corso della tre giorni si susseguiranno momenti tecnici, come il concorso La Vigna Eccellente, nato nel 2000 per premiare il miglior vigneto di Marzemino, ad iniziative dedicate al grande pubblico, come le performance di teatro itinerante Sapere di vino o Che sapore di vino per illustrare l’avvincente storia del Marzemino, menù a tema, enotour in vigneto e degustazioni presso il Piano Nobile di Palazzo de Probizer dove saranno allestiti banchi di assaggio di tutti i Marzemino del Trentino, abbinati da prodotti food della Vallagarina.

· Da venerdì 27 a domenica 29 ottobre, a Campo Lomaso di Lomaso Terme, la  Festa della Patata, sagra promossa da l’APT Terme di Comano Dolomiti di Brenta per rendere onore a questo prodotti di montagna dalla lunga tradizione. Un alimento che verrà declinato in innumerevoli piatti, dall’antipasto al dolce. In programma, durante tutto il weekend, il mercatino dove acquistare i diversi tipi di patata coltivati in questo territorio e porte aperte alla COPAG-Cooperativa Produttori Agricoli Giudicariesi.

· Sabato 28 ottobre, alla Cantina Mori Colli Zugna di Mori, dalle ore 15.00, è in programma Acqua, Vino e Amore, esclusiva degustazione di Victoriae, l’orange wine della Cantina Mori Colli Zugna che è stato coccolato dalle silenziose acque del lago Tramonto per nove mesi e che verrà abbinato a finger food realizzati con i prodotti di Caseificio Sociale di Sabbionara, Macelleria Zenatti e Panificio Moderno. Il tasting sarà preceduto da una visita guidata lungo il percorso che dai vigneti di Bronner impiantati sul tetto della cantina porta le uve fino alle anfore in cui il vino riposa e si affina e dalla vendita all’asta di parte del prezioso tesoro emerso dal lago: 6 bottiglie e un’anfora di Victoriae. Il ricavato verrà destinato ad una speciale raccolta fondi pro ADO “Casa del Sollievo” per pazienti con neoplasie e malattie croniche.

· Sabato 28 e domenica 29 ottobre, ad Avio, va in scena la seconda edizione di Agrifest, un’iniziativa a cura del Comune di Avio per offrire al mondo dell’agricoltura un palcoscenico dove mettersi in mostra. Una festa, ma anche un’occasione di confronto tra esperienze diverse, che farà avvicinare il pubblico all’affascinante e faticoso mondo di contadini e allevatori.

· Sabato 28 e domenica 29 ottobre, infine, a Roncegno Terme, sarà la volta di Viticoltura nella storia, eroi di un tempo passato, inserito nell’ambito della tradizionale Festa della Castagna organizzata dalla Proloco di Roncegno. Presso Villa Weiz verrà ospitata un’esposizione dedicata alla viticoltura e, alle ore 17.00 del sabato, avrà luogo una degustazione intitolata “Il terroir del castagno ed il gusto del vino“, in cui alcuni ecotipi di marroni trentini saranno abbinati ad alcuni selezionati prodotti enologici di Azienda Agricola Biologica Vallarom, Azienda Agricola La Cadalora, Azienda Agricola Francesco Poli, Azienda Agricola Zeni Roberto, Cantine Monfort, Società Agricola Pelz, Vivallis, varietà antiche legati a contesti storici del passato.

Dettagli su location, prezzi e prenotazioni o ulteriori informazioni sulla pagina dedicata del sito della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino (tastetrentino.it/divinottobre).

Per ulteriori informazioni:

info@stradavinotrentino.com

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Fonte: DiVin Ottobre 2017 | Itinerarinelgusto

Pasta e fagioli: la ricetta di un classico della cucina italiana

Pasta e fagioli: la ricetta di un classico della cucina italiana

Facile 1h Per 4 persone kcal 120

ingredienti

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Pasta e fagioli, basta solo dire il nome di questo primo piatto per far illuminare gli occhi di qualsiasi italiano. Un piatto umile che subisce delle variazioni di ingredienti a seconda della regione in cui vi trovate. Potete trovare, infatti, del lardo o delle tagliatelle al posto della pasta corta a seconda delle varianti regionali ma, a prescindere di chi sia la paternità, la pasta e fagioli è un piatto irrinunciabile e fantastico, da provare a cucinare almeno una volta.

Come preparare la pasta e fagioli.

Lavate le verdure che serviranno per il soffritto. In un tagliere affettate il sedano, la carota e la cipolla (1). In una pentola con i bordi alti mettete l’olio a fiamma dolce e versate dentro gli ingredienti per il soffritto (2).  Aggiungete un pizzico di sale. Tagliuzzate il prosciutto crudo (3). 

e aggiungetelo agli altri ingredienti quando il soffritto sarà ben rosolato (4) e mescolate. Aggiungete il sugo di pomodoro (5), girate ancora un poco e coprite. Prendete parte del soffritto e mettete in una ciotola. Frullate con un minipimer (6).

Aggiungete i fagioli (7) che avrete lasciato in ammollo il giorno prima e cotto dopo ore. A questo punto mettete la pasta corta (8), l’acqua, il rosmarino (9) e girate. 

Aggiungete mezzo bicchiere d’acqua quando pensate che l’acqua stia finendo e la crema frullata (10) . Quando la ricetta sarà quasi pronta aggiungete a filo l’olio d’oliva (11). Spegnete il fuoco e fate riposare cinque minuti. Servite in un piatto fondo (12) e gustate la vostra pasta e fagioli. 

Consigli.

Nella ricetta classica si aggiunge il lardo. In questo caso ho usato un prosciutto crudo molto saporito e quindi l’uso del lardo era del tutto inadatto. La forma migliore di pasta da usare sono i ditaloni. Per essere sicuri che la pasta e fagioli abbia un gusto cremoso e perfetto assaggiate mano mano con un cucchiaio, facendo attenzione a non scottarvi.

Varianti.

Ancora ci si chiede se sia uguale cucinare la pasta e fagioli con fagioli in scatola o con quelli secchi: la risposta è scontata, i legumi secchi hanno un gusto insostituibile. È anche vero che questi sono più lunghi da preparare e se non avete i legumi già pronti dal giorno prima potete ovviare con quelli in scatola, magari facendoli scolare in un colapasta per bene. In Italia ci sono due varianti molto famose: la pasta e fagioli alla napoletana e la pasta e fagioli alla veneta. La prima prevede l’uso di pasta mista mentre la seconda quella all’uovo.

Fonte: Pasta e fagioli: la ricetta di un classico della cucina italiana

Viaggiare a metano con una Seat: quanto si risparmia ogni giorno

Viaggiare a metano con una Seat: quanto si risparmia ogni giorno

Seat ci mostra quanto è possibile risparmiare in un anno usando un’auto a metano per le attività quotidiane. E si inquina pure meno…

Scegliendo una vettura alimentata a metano si può risparmiare molto sul carburante e, quasi sempre, evitare i blocchi del traffico imposti dai Comuni per migliorare la qualità dell’aria delle nostre città. Questo perché, oltre ad essere economico, il metano inquina molto meno di diesel e benzina ed emette meno CO2 per ogni chilometro percorso.

Lo sa bene Seat, che ha nella sua gamma anche veicoli a metano, ma purtroppo non se ne sono accorti molti potenziali clienti. Per superare questo problema di comunicazione Seat ha deciso di realizzare un breve video in cui Juan Galera, proprietario di una Seat Leon TGI a metano, ci mostra la sua vita quotidiana a bordo della sua auto.

Juan è un giovane contabile, padre di due figli, possessore di una Seat a metano da un anno. Percorre circa 50 km al giorno per le sue attività quotidiane: accompagnare i figli a scuola, andare al lavoro etc etc. Come un po’ tutti noi, ogni tanto Juan porta la famiglia fuori città per il week end. Una vita normalissima, uno stile di utilizzo dell’auto assolutamente comune in Europa.

Quanto risparmia Juan in un anno, rispetto alla sua vecchia auto diesel? Un bel po’, circa 1.000 euro l’anno, visto che nella sola settimana mostrata nel video ha percorso 300 km spendendo 13 euro di metano.

Ovviamente molto dipende dallo stile di guida e, almeno a vedere il video pubblicato da Seat, Juan è proprio un bravo ragazzo quando sta al volante. Tuttavia è indubbio che, ambiente a parte, il risparmio passando al metano c’è e si sente in tasca.

E poi ci sono altri vantaggi: “Ho un’auto ecologica, sono libero di circolare in città anche in caso di restrizioni del traffico dovute all’inquinamento, e risparmio 20€ di rifornimento a settimana – spiega il buon Juan – Nel mio caso, contando i tragitti di ogni giorno da casa a scuola, gli spostamenti per le riunioni di lavoro e i giri del fine settimana, questo equivale un risparmio del 30% al chilometro rispetto al Diesel che avevo fino all’anno scorso“.

In più Juan ha ricevuto un contributo di 3.000 euro all’acquisto, dato che il metano è classificato come carburante a basse emissioni di CO2. Ancora, tornando alla quotidianità del contabile metanizzato: “Può sembrare sorprendente, ma non ho percepito alcuna differenza. Di fatto, il motore utilizza il gas finché non termina, per poi passare alla benzina. E quando succede, l’unica cosa che noti è la luce verde che si accende. Con i due depositi puoi percorrere fino a 1.300 km senza fermarsi“.

Juan ha anche la comodità di avere un distributore di metano a dieci minuti dall’ufficio. Ogni volta che va a fare rifornimento mette nel serbatoio 15 kg di gas, spendendo 13 euro circa, e quando deve fare viaggi lunghi guarda in anticipo la mappa dei distributori di metano.

La gamma a metano di Seat è appena stata allargata: dopo la Leon e la Mii, ora anche Ibiza e Arona stanno arrivando sul mercato in versione TGI: entro metà 2018 i modelli Seat a metano saranno, così, quattro.

Fonte: Viaggiare a metano con una Seat: quanto si risparmia ogni giorno

Agar-agar: cos’è, proprietà, come si usa e dove si compra

Agar-agar: cos’è, proprietà, come si usa e dove si compra

L’agar-agar è un gelificante naturale ricavato dalle alghe rosse. In Giappone – nome “kanten” – è molto usato per la preparazione di gelatine per dolci. Si tratta di un prodotto totalmente vegetale che, avendo un sapore praticamente neutro, si presta per ogni preparazione senza compromettere il sapore del prodotto finale.

L’agar-agar è noto anche come agar, dal nome malese delle alghe rosse. Si tratta di è un polisaccaride usato come gelificante naturale e ricavato da alghe rosse appartenenti a diversi generi, tra i quali Gelidium, Gracilaria, Gelidiella, Pterocladia, Sphaerococcus.

Dal punto di vista chimico è un polimero costituito principalmente da unità di D-galattosio (è quindi detto poligalattoside). Il galattosio è uno dei due componenti del lattosio, lo zucchero presente anche nel latte; infatti il lattosio è per definizione un disaccaride formato da una molecola di α-glucosio e una di β-galattosio.

Come riconoscere l’agar-agar in etichetta

L’agar-agar viene usato anche nella grande distribuzione per la preparazione di budini e di altri prodotti trasformati e viene considerato e riportato in etichetta come additivo alimentare. Lo riconoscete con il codice E406 sull’etichetta degli ingredienti.

Proprietà agar-agar

Viene considerato adatto a coloro che desiderano mantenere sotto controllo il proprio peso, in quanto non richiede l’aggiunta di zuccheri nella preparazione di gelatine o al fine di addensare confetture e marmellate. In Giappone viene utilizzato da secoli per via delle proprietà dimagranti ad esso attribuite.

All’agar agar sono attribuite proprietà lassative e depurative. Esso riesce a contribuire ai processi di eliminazione delle tossine posti in atto dall’organismo. In Oriente è ritenuto un valido aiuto per combattere il diabete e per favorire la regolarità intestinale e considerato un coadiuvante adatto a migliorare le situazioni di stitichezza.

L’agar agar contiene calcio, ferro e vitamine del gruppo A, B, C, E e K, a fronte di un ridotto apporto calorico. È naturalmente privo di glutine.

Per cosa si usa?

L’agar può essere usato in ogni tipo di preparazione che prevede l’uso della gelatina, come gelatine di frutta, mousse al cioccolato, marmellate, panna cotta, budini, aspic di verdure, sformati di verdure o legumi e la copertura della frutta nelle crostate.

Come si usa l’agar-agar

State preparando un budino, una mousse al cioccolato o una crostata e non sapete come usare l’agar-agar?

Niente di più facile. L’agar-agar viene commercializzato in tre forme diverse: in fiocchi, in fili ed in polvere. La forma più concentrata e facile da usare  è quella in polvere. Con l’agar-agar potete trasformare un qualsiasi liquido in gelatina. Il procedimento è molto semplice. Versatelo all’interno di liquidi bollenti (acqua, latte di soia, di riso o di mandorla, succhi di frutta) e mescolate per un paio di minuti.

La gelificazione avviene ad una temperatura compresa tra 30 e 40 gradi e quindi il liquido su cui stiamo lavorando va lasciato riposare fino a quando non si avvicinerà ad una temperatura di poco superiore a quella ambiente. Una volta gelificato, trasferite in frigorifero.

Dosi per usare l’agar-agar

La dose indicativa è di 2 cucchiaini di agar-agar in polvere per litro di liquido (acqua, succo, bevanda di soia).

Se siete abituati a usare la gelatina in fogli, sappiate che un cucchiaino di agar agar in polvere corrisponde a 6 fogli di gelatina.

Agar-agar meglio della colla di pesce?

La colla di pesce è realizzata mediante lo scioglimento via idrolisi e successiva evaporazione di tessuti connettivi animali, come la cotenna di maiale o di altri animali da reddito. Per cui per coloro che seguono una dieta vegetariana, vegana e priva di crudeltà, è bene sostituire la gelatina in fogli o la colla di pesce con l’agar-agar.

Agar agar dove si compra

Lo trovate in vendita nella maggior parte delle erboristerie e dei negozi di prodotti naturali e biologici. È anche reperibile in numerosi store online nelle sue diverse versioni.

Fonte: Agar-agar: cos’è, proprietà, come si usa e dove si compra

Quiche alla zucca e ricotta: la ricetta della torta salata con la zucca

Quiche alla zucca e ricotta: la ricetta della torta salata con la zucca

La quiche o torta salata alla zucca e ricotta è una ricetta semplice e genuina: un guscio di pasta brisè con un ripieno delicato e cremoso a base di zucca, ricotta e formaggio. Si presenta come un’ottima idea svuotafrigo, per utilizzare la ricotta o il formaggio avanzato, insieme ad una purea di zucca, che è un must della cucina autunnale. Nella ricetta che vi propongo ho aggiunto al ripieno il fiordilatte, ma potete scegliere anche la scamorza o un altro tipo di formaggio che non sia acquoso, perché potrebbe rilasciare liquidi in cottura. Un’alternativa originale, se volete stupire gli invitati a cena, è quella di realizzare tante piccole quiche alla zucca, per servire dei finger food perfetti per l’aperitivo.

Come preparare la quiche alla zucca e ricotta.

Lavate e tagliate a cubetti la zucca, cuocetela in padella con un po’ d’olio, aglio (1) e aggiungete un bicchiere d’acqua ed il rosmarino. Fate cuocere con il coperchio per circa 20 minuti, finché la zucca non sarà ammorbidita (2). Una volta cotta, spegnete il fuoco,  e frullate la zucca con il mixer a immersione (3).

In una ciotola, mescolate l’uovo con il parmigiano grattugiato(4), aggiungete la ricotta, la purea di zucca ed amalgamate gli ingredienti(5). Srotolate la pasta brisè con la sua carta forno su di una teglia rotonda. Sul fondo della pasta brisè posizionate il fiordilatte tagliato a cubetti (6).

Versate il ripieno alla zucca e ricotta e richiudete i bordi della pasta brisè (7). Spennellateli con un po’ di latte (8)e poi infornate in forno ventilato a 170 ° per 40 minuti. Una volta sfornata la vostra quiche alla zucca e ricotta, fatela freddare prima di tagliarla a fette (9).

Consigli.

  • La purea di zucca non deve risultare troppo liquida, perché altrimenti la pasta brisè, trattenendo i liquidi, non riuscirebbe a cuocere per bene.
  • Al posto della ricotta, potete utilizzare la robiola o un formaggio cremoso. Inoltre, per dare carattere al ripieno, potete aggiungere qualche cucchiaio di gorgonzola.
  • Se preferite, invece della pasta brisè potete utilizzare la pasta sfoglia.

Varianti.

Quiche alla zucca e bieta.

Per realizzare la torta salata con zucca e bieta vi occorrono pochi e semplici ingredienti: 1 rotolo di pasta brisè o pasta sfoglia, 400 gr di zucca tagliata a pezzi, 200 gr di bietole, 2 uova, 30 gr di parmigiano grattugiato, 50 ml di latte, olio evo q.b., 1 spicchio d’aglio. Fate rosolare lo spicchio d’aglio in padella con un po’ d’olio. Aggiungete la zucca, un bicchiere d’acqua, e fate cuocere per circa 30 minuti. Mentre la zucca si ammorbidisce, fate cuocere la bieta in padella con un filo d’olio per circa 10 minuti. Scolate l’acqua in eccesso, e condite con il sale. Una volta cotta la zucca, frullatela con il mixer ad immersione. A questo punto, in una ciotola a parte, rompete le uova, aggiungete il parmigiano, sale, pepe, il latte e la purea di zucca, dopodiché mescolate. Stendete la pasta brisè con la sua carta forno sul fondo di una teglia rotonda, posizionate sul fondo la bieta, aggiungete la purea di zucca. Richiudete i bordi della pasta brisè, spennellateli con un po’ di latte e fate cuocere in forno a 170°per 40 minuti.

Fonte: Quiche alla zucca e ricotta: la ricetta della torta salata con la zucca

Crostata di pere: la ricetta del dolce morbido

Crostata di pere: la ricetta del dolce morbido

Facile 45min Per 10 persone kcal 244

ingredienti

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

La crostata di pere è un dolce da colazione e merenda molto invitante e genuino. In assoluto si può dire che, come tutte le crostate, rappresenta l’Italia in tutta la sua bellezza. Si usano, infatti, una confettura di marmellata fatta in casa e la frutta dell’orto per guarnire per preparare una squisitezza che vi conquisterà proprio per la semplicità. 

Come preparare le crostata di pere.

Mettete la farina a fontana in un contenitore (1) e aggiungete il burro tagliato a pezzetti ed ammorbidito (2). Mettete lo zucchero (3). 

Aggiungete i tuorli (4) e la scorza di limone grattugiata (5). Lavorate con le mani (6) prima nel contenitore poi trasferitevi nel piano di lavoro. 

Formate una palla che farete riposare in frigorifero per 30 minuti. Riprendete la frolla e stendetela in un piano su carta forno (7). Con l’aiuto di un mattarello infarinato stendete la pasta (8) e rendetela sottile (9). 

Imburrate uno stampo per crostata e rovesciate la frolla distesa (10) aiutandovi a staccarla con la carta forno (11). Tagliate i bordi in eccesso (12). 

Bucherellate con una forchetta la base della crostata (13) e aggiungete la marmellata (14). Fate uno strato di confettura e livellate con una spatola se la superficie vi sembra non omogenea (15). 

Intanto lavate le pere e dividetele prima a metà (16) e poi a fette sottili (17) ricordandovi di sbucciarle. Cospargete la crostata con la frutta tagliata (18). 

Cercate di dare un senso ordinato alla vostra crostata seguendo la stessa linea con le fettine di pere (19). Cospargete con lo zucchero (20) e infornate a 180° per 40 minuti (21). 

Consigli.

Non lavorate troppo a lungo la frolla perché il burro si scalda facilmente con le mani e se poi in casa fa caldo dovrete stare ancora più attenti. Inoltre potete decorare la vostra crostata di pere anche con zucchero a velo in superficie quando è già calda in modo che lo assorbirà subito. Ovviamente dovrete evitare di spolverizzare con zucchero semolato prima della cottura.

Varianti.

Ci sono molte altre soluzioni per gustare questo dolce: per esempio è ottima la crostata di pere e ricotta come la rinomata pere e cioccolato. Se siete amanti delle creme allora potete sostituire la marmellata con una pasticciera semplice al limone.

Conservazione.

La crostata di pere si conserva per massimo due o tre giorni in frigorifero, meglio se conservata in un contenitore ermetico per alimenti.

Fonte: Crostata di pere: la ricetta del dolce morbido

Melanzana sott’olio: 3 ricette per questa classica conserva

Melanzana sott’olio: 3 ricette per questa classica conserva

La melanzana sott’olio è una delle conserve maggiormente preparata e diffusa in tutta Italia. Si tratta di una ricetta classica, che permette di conservare le melanzane per tutto l’inverno, e di gustarle per tutto l’anno. La ricetta è semplice, anche se ogni regione ha la sua tradizione e il suo modo per mettere le melanzane sott’olio.

La melanzana sott’olio è un antipasto molto gustoso e versatile, che si presta molto bene anche come contorno o farcitura per bruschette. Si tratta di una tipica preparazione casalinga dal gusto unico e irresistibile che ha fatto la storia nel Sud Italia, dove la pianta cresce rigogliosa e abbondante. Tra le più apprezzate, ci sono le melanzane sott’olio alla calabrese e le melanzane sott’olio alla napoletana.

Come per ogni conserva preparata in casa, bisogna avere molta pazienza e prestare attenzione a ogni fase di lavoro, per evitare il rischio di contaminazioni da botulino.

Quale melanzane scegliere per fare la conserva

Le melanzane più adatte per fare la conserva sott’olio sono quelle più mature e senza semi. Per fare la conserva sott’olio vanno bene sia quelle tonde, più dolci, oppure quelle allungate, che si rivelano un po’ più piccanti delle prime.

Come sterilizzare i barattoli

Per quanto riguarda la sterilizzazione, come ben sapete, non si deve scherzare, in quanto si rischiano intossicazioni molto pericolose.

  1. Assicuratevi dunque di aver ben sterilizzato in acqua bollente per almeno un’ora i vostri barattoli e di aver comprato tappi nuovi;
  2. Quando i barattoli saranno sterilizzati, lasciateli asciugare su un canovaccio pulito e poi riempiteli subito con le melanzane;
  3. Una volta riempiti, chiudeteli con i tappi a vite e rimetteteli in una pentola capiente piena d’acqua, avvolti da stracci, e lasciateli bollire per 30 minuti.
  4. Lasciateli raffreddare nell’acqua e poi asciugateli, verificando che il tappo faccia il classico “click clack”, segno di un sottovuoto avvenuto correttamente;

3 ricette per preparare la melanzana sott’olio

Ricetta melanzane sott’olio

Ingredienti:

  • Melanzane;
  • Sale grosso;
  • Aceto,
  • Aglio;
  • Olio;
  • Menta;
  • Peperoncino;

Preparazione:

  1. Mondate le melanzane e tagliatele a listarelle, quindi sistematele in una ciotola. Cospargetele con il sale grosso e lasciatele riposare per circa 8 ore.
  2. Private le melanzane dell’acqua che avranno rilasciato e strizzatele.
  3. Portate ad ebollizione acqua e aceto e cuocete le melanzane per poco più di 2 minuti.
  4. Lasciatele raffreddare e strizzatele nuovamente.
  5. Preparate gli ingredienti per condirle: aglio, olio, menta e peperoncino.
  6. Sterilizzate i vasetti di vetro e sistemate le melanzane al loro interno. Aggiungete infine l’olio extravergine, il peperoncino, l’aglio e la menta.

Melanzane sott’olio alla calabrese

Ingredienti:

  • 3 chili di melanzane lunghe nere;
  • 5 spicchi d’aglio;
  • Origano;
  • Peperoncino fresco a pezzetti;
  • 2 Litri di aceto di vino bianco;
  • 75 gr. di sale fino;
  • Olio extravergine di oliva:

Preparazione:

  1. Mondate le melanzane e tagliatele a fette alte 4-5 mm nel senso della lunghezza e dividerle a metà nel senso della larghezza. Ritagliarle a listarelle. Salarle accuratamente con sale fino avendo cura che tutti i pezzi siano raggiunti dal sale;
  2. Mettete le melanzane in uno scolapasta, copritele con un piatto o un coperchio, e metteteci sopra un peso;
  3. Lasciatele spurgare per 24 ore;
  4. Strizzare bene le melanzane, mettetele in una pentola e coprirle con l’aceto bianco;
  5. Lasciare di nuovo 24 ore a riposare;
  6. Strizzatele molto bene e mettetele in uno scolapasta coperte con un piatto o un coperchio ed un peso sopra;
  7. Lasciare così per qualche ora per eliminare l’aceto in eccesso;
  8. Mettete le melanzane in una insalatiera capiente e conditele con aglio, peperoncino e origano. Mescolate per bene;
  9. Dopo aver sterilizzato i barattoli, invasate immettendo nel barattolo piccole quantità per volta, avendo cura di premere molto bene le melanzane prima di mettere le successive;
  10. Coprite le melanzane alla calabrese con dell’ olio extravergine di oliva e chiudere con il coperchio.

Melanzane sott’olio alla napoletana

Ingredienti:

  • Melanzane;
  • 1 Peperone piccolo;
  • Aglio;
  • Origano fresco;
  • Acqua q.b.;
  • Aceto di vino bianco q.b.;
  • Olio extravergine di oliva q.b.

Preparazione:

  1. Lavare accuratamente le melanzane, asciugarle e privarle completamente della buccia. Tagliarle prima a fette di uno spessore non superiore a circa 1 cm, e poi successivamente a fiammifero;
  2. Ricoprire le meloanzane con abbondante sale grosso e chiuse all’interno di un canovaccio su cui verranno messi dei pesi;
  3. Attendere una notte e far spurgare le melanzane;
  4. Il giorno seguente, preparare una pentola con acqua e aceto e posizionarla sul fuoco;
  5. In attesa che inizi a bollire, lavare le melanzane precedentemente messe sotto sale, asciugarle con attenzione e calarle nell’acqua e aceto bollente. Lasciar cuocere per pochi minuti;
  6. Togliere le melanzane dal fuoco e disporle su un canovaccio. Ripetere l’operazione precedente in cui verranno disposte in un canovaccio che verrà chiuso con forza e su cui verranno poggiati nuovamente dei pesi; Attendere alcune ore che scolino;
  7. Una volta che le melanzane saranno totalmente asciutte, potrete suddividere i filetti nei vari vasetti di vetro, a cui viene aggiunto l’olio extravergine d’oliva, l’aglio, l’origano e dei filetti di peperone rosso, precedentemente tagliato a listarelle;
  8. I barattoli possono essere chiusi e messi in dispensa;

Fonte: Melanzana sott’olio: 3 ricette per questa classica conserva

Krapfen: la ricetta per prepararli morbidi

Krapfen: la ricetta per prepararli morbidi

Media 2h Per 12 persone kcal 380

ingredienti

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

I krapfen sono dei deliziosi dolci fritti della tradizione tedesca a base di farina, lievito, uova e zucchero, sono chiamati anche Berliner e possono essere anche farciti con marmellata o crema. In tante città italiane i krapfen sono conosciuti come bomboloni e sono i dolcetti del Carnevale o delle feste di compleanno ma, in realtà, è un dolce di origine austriaca nato intorno al ‘600. La ricetta tradizionale dei Krapfen prevede un ripieno di marmellata di albicocche, da aggiungere prima della frittura, ma ho preferito lasciarli vuoti ricoprendoli, semplicemente, di zucchero vanigliato.

In una ciotola capiente mescolate le uova fino ad ottenere un composto spumoso (1). In una planetaria versate la farina setacciata ed aggiungete lo zucchero vanigliato ed il lievito sbriciolato (2). Lavorate l’impasto versando una prima metà delle uova e facendola assorbire. Aggiungete la seconda metà ottenendo un composto molto umido a cui aggiungerete pezzetti di burro a temperatura ambiente (3).

Fate assorbire completamente il burro ottenendo un composto liscio e trasferitelo su un ripiano infarinato per terminarne la lavorazione e formare una sfera (4). Avvolgete l’impasto all’interno di un foglio di pellicola e lasciate riposare in frigorifero per almeno un’ora. Recuperate l’impasto e stendetelo con un mattarello su un piano infarinato fino ad ottenere uno spessore di circa due centimetri ricavandone le forme con un coppapasta (5). Lasciate riposare i krapfen per ancora almeno mezz’ora e cuoceteli in olio profondo a 160°C fino a completa doratura prima di servirli cosparsi di zucchero vanigliato (6).

Varianti.

Potete apportare diverse varianti ai krapfen farcendoli con crema pasticcera o panna, marmellate o confettura o per i più golosi potete farcirli con crema al cioccolato.

Consigli di preparazione.

Preparare i Krapfen può sembrare semplice ma bisogna seguire alcune linee guida per avere un dolce lievitato e cotto al punto giusto

  • Utilizzate le uova a temperatura ambiente e mescolatele per almeno un minuto in modo che incorporino più aria possibile favorendone la lievitazione.
  • Setacciate la farina in modo da evitare la formazione di grumi all’interno dell’impasto.
  • Aggiungete il burro ammorbidito a temperatura ambiente in modo che si amalgami facilmente all’impasto ed evitare una lavorazione eccessiva dello stesso.
  • Aggiungete il pizzico di sale solo alla fine: il sale infatti potrebbe rompere la maglia glutinica che si forma per rendere l’impasto elastico.
  • Terminate la lavorazione dell’impasto su un ripiano infarinato ma evitate di aggiungere troppa farina che lo renderebbe duro.
  • Se intendete farcire i krapfen potete stendere l’impasto ottenendo  uno spessore di due centimetri e farcirli con sac a poche a fine cottura o stenderli ottenendo uno spessore di un centimetro, farcire il centro e richiudere con un secondo disco di impasto per poi richiudere utilizzando un po’ d’acqua per far aderire i due strati e procedere alla cottura.
  • Fate attenzione alla temperatura dell’olio, che dovrà aggirarsi intorno ai 160°C, o rischierete di ottenere dei krapfen molto colorati all’esterno ma completamente crudi all’interno.

Conservazione.

Trattandosi di un prodotto fritto è sempre consigliabile consumarlo in giornata ma potete, comunque, conservare i vostri krapfen per un giorno tenendoli coperti in un luogo fresco ed asciutto.

Fonte: Krapfen: la ricetta per prepararli morbidi

Filetto di merluzzo in padella: la ricetta del secondo di pesce veloce e saporito

Filetto di merluzzo in padella: la ricetta del secondo di pesce veloce e saporito

I filetti di merluzzo in padella sono una ricetta sana e gustosa, un secondo piatto semplice e veloce da portare in tavola in meno di mezz’ora. Nella nostra ricetta prepareremo i filetti di merluzzo con farina e burro, insaporiti con prezzemolo tritato e sfumati con vino bianco secco, per renderli ancora più saporiti. Potete utilizzare sia il merluzzo fresco che quello surgelato anche se è consigliabile quello fresco in quanto più compatto. Ma ecco come realizzare questo delizioso secondo di pesce in poco tempo!

Come preparare il filetto di merluzzo in padella.

Passate i filetti di merluzzo nella farina, (1) alla quale avrete aggiunto un po’ di sale, e infarinate bene da entrambe i lati. In una padella mettete il burro e, quando sarà completametne sciolto, aggiungete gli spicchi d’aglio, fateli imbiondire e aggiungete i filetti di pesce per un paio di minuti da entrambe i lati. Aggiungete poi il vino bianco, il prezzemolo precedentemente tritato (2) sale e pepe, e fate cuocere a fuoco alto per alcuni minuti, fino a quando non si sarà creata una salsina cremosa. Una volta pronti adagiateli nel piatto e serviteli con un contorno di insalata, pomodori o con le verdure che preferite. I vostri filetti di merluzzo in padella sono pronti per essere gustati.(3)

Consigli.

Al posto del burro potete utilizzare l’olio extravergine di oliva, per rendere la ricetta più light.

Se utilizzate i filetti di merluzzo surgelati, fateli scongelare la sera prima in frigo, poi sciacquateli e asciugateli bene prima di utilizzarli, per evitare che si sfaldino durante la cottura.

Se preparate i filetti di merluzzo anche per i bambini evitate il vino bianco e il pepe. Magari aggiungete al prezzemolo delle olive bianche tritate che lo renderanno ancora più gustoso e gradito anche ai più piccoli.

Per ottenere dei filetti di merluzzo più croccanti utilizzate il burro chiarificato oppure, in alternativa, aggiungete al vostro burro 2 cucchiai di olio extravergine di oliva: in questo modo il pesce non si brucerà.

Varianti.

In alternativa potete preparare i filetti di merluzzo in padella con pomodorini vi basterà aggiungere alla ricetta pomodorini e olive: tagliate i pomodorini a spicchi e cuocereteli in padella con olio extravergine di oliva e uno spicchio d’aglio. Una volta pronti procedete con la preparazione del merluzzo: infarinate i filetti e fateli cuocere in padella con burro o olio, aggiungete i pomodorini, il sale, le olive nere e, se preferite, anche dei capperi dissalati. Sfumate con il vino bianco e cuocete fino a farlo evaporare, rigirate poi i filetti delicatamente e continuate la cottura per due o tre minuti, aggiungete infine prezzemolo e pepe e servite.

Al posto dei pomodorini potete utilizzare anche la passata di pomodoro per preparare degli ottimi filetti di merluzzo alla mediterranea. Fate cuocere i filetti di merluzzo in padella con un filo d’olio e una cipolla, precedentemente rosolata. Sfumate con il vino bianco e aggiungete poi 300 ml di passata di pomodoro, fate cuocere per 5 minuti e unite le olive nere, i capperi, il sale e l’origano e continuate la cottura per altri 10 minuti prima di servire.

Come conservare il filetto di merluzzo in padella.

Potete conservare il filetto di merluzzo in padella in frigo per 2 giorni al massimo coperti con pellicola trasparente o in un contenitore ermetico. Potete poi riscaldarlo leggermente in forno o gustarlo a temperatura ambiente.

Fonte: Filetto di merluzzo in padella: la ricetta del secondo di pesce veloce e saporito

Torta di biscotti: la ricetta del dolce goloso senza cottura

Torta di biscotti: la ricetta del dolce goloso senza cottura

Facile 30min Per 6 persone kcal 350

ingredienti

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

La torta di biscotti è un dolce freddo senza cottura molto facile e originale: si prepara in poco tempo, ma offre un risultato davvero incredibile. Un dessert golosissimo che potete realizzare con pochi e semplici ingredienti: biscotti secchi per la base e panna e mascarpone, aromatizzati con caffè e crema di nocciole, per creare una farcitura davvero irresistibile. Una volta pronta fatela raffreddare in frigo per 3 ore, guarnitela come più vi piace e servitela. Ecco come prepararla in modo facile e veloce!

Come preparare la torta di biscotti.

In una ciotola montate la panna e aggiungete il mascarpone, il caffè, il miele e la crema di nocciole.(1) Farcite i biscotti con uno strato di crema di nocciole e con la crema che avete prepararo creando una sorta di sandwich di biscotti.(2) Bagnateli nel latte e caffè freddo per qualche secondo e iniziate a disporli in modo verticale adagiandoli lungo il perimetro della tortiera con cerchio apribile. Terminato il primo giro continuate fino a riempire tutta la tortiera.(3)

Ricoprite ora la torta di biscotti con la crema di panna e mascarpone che avete realizzato e livellatela bene.(4) Mettete poi il dolce in frigo per almeno 3 ore. Trascorso il tempo necessario togliete il cerchio della tortiera e guarnite la vostra torta: se vi piace l’effetto che abbiamo realizzato vi basterà tagliare delle strisce di carta forno da mettere in modo alternato sulla torta e spolverarla poi con del cacao in polvere. Una volta terminato togliete delicatamente le striscioline di carta forno: la vostra torta di biscotti è pronta.(6) Potete gustarla subito o riporla in frigo fino al momento di servirla.

Consigli.

L’ideale sarebbe preparare la torta di biscotti il giorno prima: i biscotti saranno così più compatti e il vostro dessert sarà ancora più squisito.

Potete aromatizzare la crema di panna e mascarpone come più vi piace, aggiungendo magari del Marsala.

Per una preparazione ancora più semplice potete inzuppare ogni singolo biscotto nel latte e caffè, o solo nel latte, formare un primo strato, aggiungere la crema che avete preparato: dopo il secondo strato mettete una fila di biscotti in piedi intorno alla tortiera e continuare poi a fare uno strato di crema e uno di biscotti fino a terminare gli ingredienti. Infine guarnite come più vi piace, ad esempio con cacao in polvere o granella di nocciole. Per la farcitura potete utilizzare anche una squisita crema pasticcera: preparatela e fatela raffreddare prima di realizzare gli strati con i biscotti secchi.

Come conservare la torta di biscotti.

Potete conservare la torta di biscotti in frigo per 2 o 3 giorni in un contenitore con chiusura ermetica.

Fonte: Torta di biscotti: la ricetta del dolce goloso senza cottura