Cupcake mimosa: la ricetta dei dolcetti delicati per la festa della donna

Cupcake mimosa: la ricetta dei dolcetti delicati per la festa della donna

Facile 1h Per 4 persone kcal 210

ingredienti

  • Farina tipo 00 100 g • 517 kcal
  • Burro 60 g • 750 kcal
  • Zucchero 50 g • 470 kcal
  • Succo di ananas 1/2 bicchiere
  • Latte 2 cucchiai • 49 kcal
  • Panna montata q.b.
  • Lievito in polvere per dolci 1/2 bustina
  • Banana 60 g • 65 kcal

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

I cupcake mimosa sono dei dolcetti sfiziosi a base di pan di Spagna e ricoperti di panna e briciole di muffin. La ricetta è semplicissima da fare ed è l’ideale per la festa della donna perché veloce e golosa. Sono la variante mignon della famosa torta mimosa e sono arricchiti da una crema profumata all’ananas.

Come preparare i cupcake mimosa.

Lavorate lo zucchero con il burro morbido e la banana schiacciata (1). Allungate con il latte (2) e, per ultimi, aggiungete la farina e il lievito (3).

Mescolate fino ad ottenere un impasto liscio (4) e versate nei pirottini (5). Cuocete in modalità statica i cupcake a 180° per 20/30 minuti.

Quando saranno cotti togliete dagli stampi (7). Tagliate la parte superficiale dei cupcake, svuotate la mollica e lasciatela da parte (8). Mettete la panna, che avrete allungato con il succo d’ananas, nei cupcake (9).

Rimettete il cappello dei cupcake (10) farcite con la panna montata (11) e sbriciolate sopra la mollica dei muffin (12).

Consigli.

I cupcake mimosa sono molto leggeri per l’assenza di uova, ma se vi piace l’idea classica dei mini pan di Spagna farciti aggiungetene due all’impasto.

Nella versione tradizionale della torta si prepara un pan di Spagna farcito con crema e ricoperto da panna montata. Il segreto per ottenere l’effetto mimosa sta nel ricoprire la superficie del dolce con le briciole dell’impasto. Fate lo stesso con i cupcake. Quando allungate la panna con il succo di ananas (potete usare anche fette di ananas frullata) mescolate il composto dal basso verso l’alto e, se serve, montate nuovamente per un effetto compatto.

Varianti.

Come la torta, anche i cupcake mimosa si possono cucinare in tanti altri modi. Per i più golosi si consiglia la versione al cioccolato e, nel periodo estivo, preparate le tortine con le fragole.

Conservazione.

I cupcake mimosa si conservano in frigorifero per massimo due giorni dal giorno della preparazione.

Fonte: Cupcake mimosa: la ricetta dei dolcetti delicati per la festa della donna

Pesche all’alchermes: la ricetta delle finte pesche dolci morbide e deliziose

Pesche all’alchermes: la ricetta delle finte pesche dolci morbide e deliziose

Le finte pesche all’alchermes sono dei dolcetti davvero squisiti e molto belli da vedere: due semisfere di morbida pasta biscotto ripiene di crema pasticcera, marmellata, cioccolato o nutella, come nella nostra ricetta. Una volta cotte in forno e farcite saranno poi tuffate prima nell’alchermes, e poi nello zucchero. Per rendere il dolce simile alle pesche vere, potete poi aggiungere delle foglioline verdi di zucchero: l’effetto scenico è garantito.

Come preparare le pesche all’alchermes.

Mettete in una ciotola ampia la farina, lo zucchero, il lievito in polvere, il burro a pezzetti, le uova e la buccia di limone.(1) Impastate con la planetaria o a mano, e aggiungete il latte, fino ad ottenere un impasto morbido.(2) Con le mani leggermente infarinate, prelevate dei pezzetti di impasto e formate delle palline: più piccole saranno e più finte pesche potrete realizzare. Sistematele man mano su una leccarda rivestita con carta forno, distanziandole bene tra loro.(3) Cuocete in forno già caldo a 180° per 20 minuti: l’impasto dovrà restare chiaro.

Una volta che le semisfere saranno cotte,(4) premete la base con il pollice, per ottenere un piccolo solco, oppure scavate leggeremente con un cucchiaino, e spalmateci sopra un cucchiaino di nutella. Richiudete con un’altra semisfera, fate aderire bene. Una volta pronte bagnatele nell’alchermes, immergendole ed estraendole velocemente, e poi passatele nello zucchero.(5) Prima di servirle poggiatele su dei pirottini di carta. Le vostre pesche dolci all’alchermes sono pronte per essere gustate.(6)

Consigli.

Oltre alla buccia di limone potete aggiungere anche una bustina di vanillina all’impasto, così da renderlo più aromatico.

Per ottenere dei gusci già concavi, potete inserire, all’interno delle palline d’impasto, dei mezzi gusci di noce interi, che eliminerete dopo la cottura: in questo modo avrete le vostre finte pesche già pronte per la farcitura.

Potete preparare e cuocere l’impasto anche in anticipo, magari il giorno prima, conservando i gusci sotto una campana di vetro: meglio però farcire le pesche dolci al momento di servirle.

Le finte pesche all’alchermes sono ottime anche per un buffet, o nei giorni di festa, ideali da preparare per Natale, Carnevale o Pasqua, ma anche per la festa della mamma.

Per rendere più realistiche le vostre finte pesche all’alchermes, potete aggiungere delle foglioline di menta di zucchero, oppure potete scegliere quelle di ostia.

Le pesche all’alchermes si possono realizzare in diverse dimensioni: piccole come una nocciola, medie come una noce oppure più grandi: dipende da quante ne volete ottenere.

Se volete far mangiare le peschine dolci anche ai bambini, al posto dell’alchermes utilizzare il latte, a cui aggiungerete del colorante alimentare rosso, oppure dello sciroppo alla fragola o all’amarena. Se invece volete realizzarele di diversi colori, potete diluire poche gocce di colorante alimentare, dei colori che preferite, nell’acqua o in una bagna alcolica.

Come conservare le pesche all’alchermes.

Potete conservare le pesche all’alchermes per 2-3 giorni, all’interno di contenitori di latta per biscotti o sotto una campana di vetro, protette dall’aria.

Fonte: Pesche all’alchermes: la ricetta delle finte pesche dolci morbide e deliziose

Salsicce e friarielli: la ricetta tipica napoletana dal gusto unico

Salsicce e friarielli: la ricetta tipica napoletana dal gusto unico

Salsiccia e friarielli è una pietanza classica della cucina napoletana, un piatto semplice ma ricco di gusto. I friarielli sono una verdura tipicamente campana, si tratta in realtà delle infiorescenze delle cime di rapa, e hanno un gusto leggermente amarognolo. A Napoli, e in tutta la Campania, l’abbinamento salsicce e friarielli è qualcosa di unico: si gustano insieme al piatto, ma anche come ripieno per il panino, o meglio, il “cuzzetiello” di pane, ma anche per farcire la pizza. Un’unione davvero felice, insomma, che deve essere provata almeno una volta. Ma ecco come preparare questo piatto semplice e gustoso per una cena dal sapore unico e speciale.

Come preparare salsicce e friarielli.

Cominciate a mondare i friarielli: eliminate i gambi, le foglie più dure e quelle rovinate,(1) lavateli sotto acqua corrente e metteteli in una scolapasta ad asciugare. Adagiate le salsicce in una padella con un po’ di acqua. Trascorsi una decina di minuti punzecchiatele con i rebbi della forchetta, togliete l’acqua in eccesso e aggiungete un po’ di olio extravergine d’oliva. Dopo pochi minuti sfumate con il vino bianco e lasciate rosolare per altri 10 minuti. In un’altra padella mettete l’olio, rosolate uno spicchio d’aglio e aggiungete il peperoncino. Mettete i friarielli in padella, aggiungete il sale e fate cuocere con il coperchio. Non appena si saranno ammorbiditi, continuate la cottura senza coperchio a fuoco vivo per 5 minuti. Una volta pronti, aggiungete nella padella con i friarielli le salsicce (2) e fate insaporire a fuoco medio per alcuni minuti. Salcicce e friarielli sono pronti per essere portate in tavola ben caldi.(3)

Consigli.

Punzecchiare le salsicce in cottura, permette di liberarle dal grasso, ma le rende anche un po’ più dure. Se le volete gustare più morbide, potete anche evitare di punzecchiarle.

Per la buona riuscita del piatto cuocete accuratamente le salsicce, che dovranno essere morbide e succose. Inoltre, se potete, fatevi preparare dal vostro macellaio le salsicce “a punta di coltello”, come quelle napoletane: la carne contenuta nel budello con è macinata, bensì tagliata con il coltello in pezzetti grossolani e poi impastata con il vino o altri aromi, come il finocchietto, e poi insaccata.

Se preferite potete prima sbollentare i friarielli con una cottura veloce in acqua bollente, circa 2 minuti, e poi rosolarli in padella con aglio, olio e peperoncino: si manterranno morbidi e callosi e saranno un po’ meno amarognoli.

Fonte: Salsicce e friarielli: la ricetta tipica napoletana dal gusto unico

Mangiare di gusto e gioia grazie alle splendide fibre

Mangiare di gusto e gioia grazie alle splendide fibre
Scritto da Giuseppe Capano il Sto finendo di scrivere la seconda edizione di un mio fortunato libro sulla cucina a basso indice glicemico in cui alla luce dei più recenti studi, la prima edizione risale a circa 6 anni fa, rivediamo alcuni elementi di fondo insieme alla brava nutrizionista che collabora alla stesura.
In realtà non ci sono grandi sconvolgimenti o nuove teorie che cambiano di molto lo scenario alimentare, si precisano e inquadrano meglio però alcuni aspetti molto importanti che possono condizionare in positivo o negativo il livello glicemico.

Tra i tanti criteri da rispettare ne voglio subito illustrare uno che da sempre mi colpisce per la sua forza lapalissiana che incredibilmente abbiamo per lungo tempo dimenticato.
Potremmo scrivere intere pagine su tutti i criteri, ma in questo caso non stareste leggendo un semplice blog per cui gli altri ve li lascio scoprire nel prossimo libro!!!
Qui brevemente vediamo invece il fondamentale e prezioso ruolo che hanno le fibre nel saper compensare al meglio gli squilibri glicemici portati dagli alimenti.
Questo avviene indistintamente sia se seguiamo una dieta corretta, sia se non la seguiamo e portiamo all’organismo un carico glicemico pesante.
Nel primo caso le fibre consentono di avere margini maggiori, lo possiamo capire meglio con un esempio molto attinente a quella che per noi Italiani è un abitudine imprescindibile a tavola, la pasta.
Nello scenario di una buona dieta a basso indice glicemico purtroppo questo tipo di alimento deve essere attentamente limitato e nei casi più estremi eliminato, il suo impatto è infatti molto forte.
Abbiamo però dalla nostra il ruolo attivo delle fibre che rallentano l’influenza glicemica del cibo una volta entrato nell’organismo.
Quindi possiamo avere margini migliori se la pasta che consumiamo è integrale e ricca di fibre di suo e se a queste fibre native sommiamo quelle del condimento.
Ad esempio invece di una semplice salsa al pomodoro un accompagnamento ricco di verdure e ortaggi stagionali in abbondanza, il che consente anche di limitare il quantitativo di pasta a persona lasciando prevalere quello degli ortaggi.
Altri accorgimenti possiamo poi adottare e magari ve li racconterò man mano, ma già questo ci lascia capire come la strada per controllare la glicemia, restare in ottima salute e mangiare di gusto e gioia è una bellissima realtà che ognuno di noi può vivere pienamente.
Grazie anche alle splendide fibre!!!

Fibra cavolo 518

Tags: cucina e salute, fibre, glicemia, indice glicemico, salute
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Fonte: Mangiare di gusto e gioia grazie alle splendide fibre

Frittelle di mais: la ricetta del’antipasto sfizioso e veloce

Frittelle di mais: la ricetta del’antipasto sfizioso e veloce

Facile 30min Per 8 persone kcal 450

ingredienti

  • Mais 300 gr • 90 kcal
  • Farina tipo 00 100 gr • 517 kcal
  • Latte 140 ml • 49 kcal
  • Uova 2
  • Parmigiano grattugiato 50 gr • 374 kcal
  • Sale marino q.b. • 1 kcal
  • Pepe nero q.b.
  • Erba cipollina q.b. • 30 kcal
  • Prezzemolo tritato q.b.
  • Olio di semi q.b.

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Le frittelle di mais sono un antipasto sfizioso e facile da preparare, una ricetta veloce realizzata con una pastella a base di farina, latte, uova e erbe aromatiche a cui viene poi aggiunto il mais precotto. Le frittelle vengono poi fritte in olio bollente e servite calde o tiepide. Una ricetta ideale anche per un aperitivo o una cena dell’ultimo minuto, un’idea gustoso ottima anche per chi segue una dieta vegetariana. Ecco come prepararle in pochissimo tempo!

Come preparare le frittelle di mais.

Preparate la pastella: in una ciotola sbattete le uova, aggiungete poi la farina un poco alla volta, unite il latte amalgamate tutti gli ingredienti fino a realizzare una pastella liscia e senza grumi.(1) Sciacquate il mais precotto (2) e scolatelo. Ora aggiungetelo alla pastella insieme a sale, pepe, parmigiano grattugiato, erba cipollina e prezzemolo tritati, mescolate e fate riposare in frigo, coperto con pellicola trasparente, per almeno 15 minuti. Trascorso il tempo necessario fate scaldare l’olio in una padella e versate il composto con un cucchiaio. Friggete le frittele per un paio di minuti per lato, o fino a quando non saranno dorate. Una volta pronte adagiatele su un foglio di carta da cucina, fatele intiepidire e servitele. Le vostre frittelle di mais sono pronte per essere portate in tavola.(3)

Consigli.

Cuocete sempre le frittelle di mais poche alla volta, per non far abbassare troppo la temperatura dell’olio. Ciò garantirà frittelle dorate e croccanti al punto giuto.

Potete aromatizzare le frittele di mais come più vi piace, sostituendo l’erba cipollina e il prezzemolo con il basilico, oppure aggiungendo spezie come il cumino, il coriandolo, ecc…così da personalizzarle in base ai vostri gusti.

Se preferite potete preparare delle frittelle di mais senza latte: vi basterà sostituirlo con la panna da cucina o con lo yogurt bianco. Otterrete così una pastella più densa e corposa.

Le frittelle di mais sono ottime se accompagnate dalla salsa guacamole, una salsa messicana a base di avocado che renderà il vostro piatto ancora più saporito.

Come conservare le frittelle di mais.

Potete conservare le frittelle di mais in frigo per 2 giorni al massimo all’interno di un contenitore ermetico. Prima di consumarle riscaldatele per alcuni secondi nel forno a microonde. Se volete consumarle fredde lasciatele fuori dal frigo almeno mezz’ora prima di mangiarle.

Fonte: Frittelle di mais: la ricetta del’antipasto sfizioso e veloce

Wine&Siena, Capolavori del gusto 2018 | Itinerarinelgusto

Wine&Siena, Capolavori del gusto 2018 | Itinerarinelgusto

Degustare il vino sotto la Maestà di Simone Martini, nelle storiche stanze della sede della Banca Monte dei Paschi di Siena e del Grand Hotel Continental, Starhotels. Oltre 150 produttori si ritroveranno il 27-28 gennaio 2018 a Siena con un evento diffuso in location prestigiose che valorizza le eccellenze enologiche nella più medievale delle città italiane. La qualità totale è elemento centrale nonché la proposta variegata: ogni produttore presenterà fino a quattro vini ai visitatori. I visitatori potranno degustare oltre 500 vini.

Torna l’appuntamento di Wine&Siena per la sua terza edizione, una manifestazione dedicata alle eccellenze vitivinicole e culinarie, il primo grande evento dell’anno dedicato alla scoperta delle eccellenze enologiche che è firmato dagli ideatori del Merano WineFestival.

Grandi protagonisti, i prodotti vincitori The WineHunter Award, il premio di qualità certificata assegnato dalla commissione d’assaggio The WineHunter. A Wine&Siena saranno presenti solo produttori selezionati. Due giorni a passeggio nel Medio Evo, dunque, per scoprire i migliori produttori vitivinicoli italiani, artigiani del gusto, prodotti tipici di eccellenza, tutti selezionati per il livello qualitativo dei loro prodotti. L’esclusività della formula di Wine&Siena, infatti, consiste nel fatto che tutti i produttori sono stati selezionati tra i vincitori degli annuali The WineHunter Award. Questo evento si configura dunque come uno dei pochi, a livello nazionale, che garantisce una selezione qualitativa di prodotti e produttori presenti.

Anche quest’anno ci saranno masterclasses, showcooking, convegni con l’Università di Siena e momenti di approfondimento legato al Food. Quest’anno ci saranno anche ANAG Assaggiatori nazionali grappa, AICO Associazione Italiana Classe Optimist, UDB Unione Degustatori Birre, FISAR Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori, AIS Associazione Italiana Sommelier, ONAF Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio.

L’evento è ideato da Gourmet’s International, la struttura di selezione e valorizzazione di eccellenze che sta dietro al successo internazionale di manifestazioni quali il Merano WineFestival, e Confcommercio Siena. Insieme hanno attivato importanti collaborazioni. Sono organizzatori, oltre Confcommercio Siena, il Comune di Siena e la Camera di Commercio di Siena. Wine&Siena ha il fondamentale sostegno di Banca Monte dei Paschi di Siena, Grand Hotel Continental, Università di Siena, che hanno concesso spazi prestigiosi.

“Siena è una capitale del vino per qualità di prodotto e per numero di denominazioni di origine, in questo senso Confcommercio Siena continua a immaginare e impegnarsi su questo evento – dice Stefano Bernardini, presidente Confcommercio Siena – L’obiettivo è quello di continuare a scommettere, e far crescere, una grande opportunità. Che è quella di presentare e far vivere un territorio dove ci sono eccellenze in tutti i settori. Fondamentale, chiaramente, l’apporto dei soggetti che hanno partecipato e che continuano a dare la propria disponibilità”.

“Wine&Siena vuole continuare a promuovere e valorizzare il meglio della produzione italiana e sta diventando un appuntamento immancabile per addetti al settore e appassionati – dice
Helmuth Köcher The WineHunter e ideatore dell’iniziativa insieme a Andrea Vanni, Gourmet’s International, e Stefano Bernardini, presidente Confcommercio Siena – Tutto questo nello storico contesto della città di Siena, baricentro della realizzazione vitivinicola toscana, apprezzata in tutto il mondo”.

“Continuiamo a scegliere la Toscana, e Siena in particolare, perché questa realtà può senz’altro definirsi la capitale italiana del vino e la Toscana la regione più vocata d’Europa alla produzione vitivinicola d’eccellenza con le sue cinque le DOCG che tutelano i vini prodotti nelle varie micro e macro-aree”, spiega Andrea Vanni, promotore dell’iniziativa insieme al The WineHunter Helmuth Köcher.

La manifestazione

L’ingresso costa 45 euro, 30 per l’ingresso dalle 15. E’ possibile fare un abbonamento valido per l’ingresso sui due giorni al costo di 60 euro. Oltre alla possibilità di degustare i migliori prodotti del territorio durante i due giorni della manifestazione, il programma prevede il 26 gennaio, presso il Santa Chiara Lab dell’Università degli studi di Siena, il convegno “Wine Job, i professionisti al servizio delle eccellenze del territorio”, alle 10,30: questo è l’evento con cui di fatto prende il via Wine&Siena. Alle 20, la Small Plates Gala presso il Rettorato dell’Università di Siena (costo 50 euro). Sabato 27 gennaio, dalle 11 alle 19.30, si aprono i percorsi enogastronomici a Rocca Salimbeni, Grand Hotel Continental- Starhotels Collezione e a Palazzo Pubblico di Siena. Dal pomeriggio, showcooking al Consorzio Agrario: alle 13.30 “Focus sulla pasta” (costo 15 euro), alle 17 “Verticale di prosciutto e bollicine” (costo 20 euro), alle 20 “Chianina di sera” (costo 20 euro). Per info e prenotazioni è già possibile chiamare ai numeri 0577 2301 – 0577 230265. Sempre il 27 gennaio, alle 15.30, nell’Aula Magna del Rettorato il convegno “Wine Identity Il valore della sostenibilità” e dalle 14 alle 17, presso l’Aula Magna storica del Rettorato, le masterclasses dedicate al mondo del vino. Alle 20, presso l’Enoteca Italiana, la Cena di Gala in collaborazione con FIPE. Domenica 28 gennaio la manifestazione riaprirà alle 11 con i percorsi enogastronomici che si articolano nei palazzi storici protagonisti della manifestazione. Dalle 15 alle 17, masterclasses all’Aula Magna Storica del Rettorato.

La biglietteria e le proposte collegate all’evento Wine&Siena sono già prenotabili telefonando a Gourmet’s International al numero 0473 210011. Informazioni, biglietti prenotazioni sul sito ufficiale www.wineandsiena.it e www.vivaticket.it. Per informazioni è possibile chiamare anche Wein Vino Wine allo 0577 600392, in strada di Pescaia 67 a Siena. Hashtag della manifestazione: winesiena2018. La manifestazione è su Fb alla pagina WineHunter.

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Fonte: Wine&Siena, Capolavori del gusto 2018 | Itinerarinelgusto

I salumi senza conservanti: una scelta gustosa e salutare

salumi piacciono davvero a tutti, un prodotto ricco di gusto e di sapore, che inoltre risulta anche di semplice reperibilità e che alla fine non è poi così costoso. Accontentarsi però dei salumi che è possibile trovare direttamente al supermercato non è sempre consigliabile, è possibile infatti che portiate in questo modo in tavola dei prodotti privi di gusto, dalla consistenza non sempre invitante. Scegliere prodotti che siano un po’ più di nicchia è insomma di fondamentale importanza, per fare in modo che solo i migliori salumi possano arrivare nelle vostre case, ma anche per fare in modo che i produttori che scelgono di solcare la strada delle più antiche tradizioni abbiano la possibilità di portare avanti il loro lavoro al meglio, per fare insomma circolare quanto più possibile l’economia dei piccoli produttori.

Ma non è tutto. Scegliere infatti i migliori salumi che siano oggi disponibili sul mercato consente anche di portare in tavola prodotti privi di conservanti. Possiamo assicurarvi che i conservanti alterano il sapore del cibo e che solo scegliendo salumi quindi privi di conservanti è possibile portare in tavola il migliore gusto italiano. I conservanti inoltre non sono di certo salutari, prodotti spesso chimici che possono essere pericolosi nel lungo periodo per la salute e che in molti casi possono persino portare ad allergie di varia entità.

Scegliendo salumi senza conservanti avrete insomma la possibilità di portare sulle vostre tavole prodotti alimentari di alta qualità, gustosi e sicuri al cento per cento, che persino i vostri bambini più piccoli potranno gustare senza alcun tipo di timore. Ma dove acquistare prodotti di questa tipologia? Dobbiamo ammettere che non è semplice trovarli nei negozi cittadini, ma vi ricordiamo che avete sempre a disposizione il web, questo vasto spazio virtuale dove tutto diventa possibile e dove anche i prodotti di maggiore nicchia possono essere scovati senza alcun tipo di problema.Tra i molti e-commerce disponibili dobbiamo ricordare SaporideiSassi.it, un luogo di shopping di grande livello, dove trovare articoli alimentari ed enologici regionali, tra i migliori disponibili in Italia, ma anche prodotti che arrivano da molte altre parti del mondo e che hanno un sapore incredibile, prodotti pregiati, di nicchia, che arricchiscono le tavole in modo intenso. Così, oltre a scegliere i migliori salumi, avrete la possibilità di acquistare anche formaggi, pasta, creme spalmabili, condimenti, vini.

Ma come gustare al meglio questi salumi? Il modo migliore per gustare i salumi più buoni, gustosi e salutari è sicuramente fare un bel tagliere, da mangiare con del pane fresco, della focaccia o bruschette e accompagnando il tutto con un bicchiere di vino di alta qualità. I salumi però possono anche essere messi direttamente in un bel panino, per un pranzo veloce ma allo stesso tempo davvero ricco di gusto. E che cosa ne pensate di utilizzarli per dare vita a primi e secondi piatti originali, dal sapore unico e inconfondibile? Basta una piccola quantità di prodotto per riuscire a sentirvi dei veri e propri chef e replicare alcune delle ricette più interessanti, da quelle tipiche regionali a quelle che potete scoprire in TV dai cuochi più famosi del mondo intero.

Risotto alla verza: la ricetta del primo piatto ideale per l’inverno

Risotto alla verza: la ricetta del primo piatto ideale per l’inverno

Facile 1h Per 4 persone kcal 400

ingredienti

  • Cavolo verza 400 gr • 27 kcal
  • Riso carnaroli 320 gr
  • Scalogno 1 • 20 kcal
  • Brodo vegetale 1 litro • 11 kcal
  • Olio extravergine di oliva q.b. • 270 kcal
  • Sale marino q.b. • 1 kcal
  • Pepe nero q.b.
  • Parmigiano grattugiato q.b. • 374 kcal
  • Vino bianco 1/2 bicchiere • 65 kcal

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Il risotto con la verza è un primo piatto invernale a metà tra zuppa e minestra tipico della cucina povera, una ricetta molto diffusa al nord ma che si gusta in tutta Italia: a Napoli troviamo infatti il riso con la verza detto “virz e rise“. Per la buona riuscita di questa ricetta è importante che il cavolo verza sia fresco e croccante: una volta pulita e tagliata a striscioline, la verza viene fatta stufare in padella con olio e scalogno tritato, e stufata con il brodo. A parte viene poi tostato il riso che, una volta pronto, si aggiungerà alla verza e si proseguirà la cottura aggiungendo il brodo. Quando il risotto alla verza sarà pronto basterà aggiungere una manciata di parmigiano grattugiato e servire ben caldo: una pientanza nutriente e saporita ottima per riscaldare le fredde giornate invernali.

Come preparare il risotto alla verza.

Cominciate a preparare il brodo vegetale, passate poi alla pulizia della verza. Eliminate le foglie esterne, sfogliate la verza (1) e tagliate il torsolo. Ora tagliate le foglie in striscioline,(2) mettetele in un colino e sciacquatele. In una pentola fate scaldare l’olio e aggiungete lo scalogno tritato: fatelo stufare per 5 minuti circa.(3) Aggiungete poi la verza e lasciate cuocere per 5 minuti aggiungendo sale e pepe, coprite con il coperchio e fate stufare a fuoco lento per circa mezz’ora, aggiungendo al bisogno un mestolo di brodo vegetale.

In una padella a parte scaldate l’olio e aggiungete il riso (4) facendolo tostare per 5 minuti: mescolate di continuo e sfumate con il vino bianco. Versate poi il riso nella pentola con la verza e continuate la cottura aggiungendo un po’ di brodo alla volta (5) fino a che il riso non sarà cotto. Terminata la cottura, spegnete il fuoco e spolverate con abbondante parmigiano grattugiato: potete anche aggiungere una noce di burro e mantencare per un minuto circa. Il vostro risotto alla verza è pronto per essere servito ben caldo.(6)

Consigli.

Oltre al riso Carnaroli potete utilizzare anche l’Arborio o il Vialone Nano, tutte tipologie di riso adatte alla preparazione dei risotti.

Se non avete tempo di preparare il brodo vegetale potete preparare anche il brodo con il dado: in questo caso però non vi sarà possibile gestire la quantità di sale, quindi vi converrà aggiungerne davvero poco al riso e alla verza se non volete che risulti salato. Se invece preparate il brodo vegetale evitate l’aggiunta di sale in modo da regolarvi man mano assaggiando il risotto.

Alla ricetta potete aggiungere anche della pancetta da rosolare e aggiungere allo scalogno prima di stufare la verza. Potete poi donare una nota croccante al piatto anche aggiungendo delle mandorle o nocciole tostate.

Al posto dello scalogno potete utilizzare l’aglio e, se preferite i sapori più intensi, spolverate il risotto alla verza con il pecorino romano grattugiato al posto del parmigiano.

Come conservare il risotto alla verza.

Potete conservare il risotto alla verza in frigo per 2 giorni al massimo all’interno di un contenitore ermetico.

Fonte: Risotto alla verza: la ricetta del primo piatto ideale per l’inverno

Carrube: Proprietà e Benefici – Mr. Loto

Carrube: Proprietà e Benefici – Mr. Loto

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Carrube 

Le carrube sono il frutto del carrubo, un albero sempre verde spontaneo e tipico della Sicilia che può raggiungere i 500 anni di età. Il suo nome scientifico è Ceratonia Siliqua ed appartiene alla famiglia delle Fabaceae. I frutti del carrubo hanno una forma simile al baccello del fagiolo benché di dimensioni maggiori e di colore marrone scuro.

Nei tempi antichi le carrube erano uno dei mezzi di sostentamento per uomini ed animali mentre ora è stato quasi completamente dimenticato.

Indice

Attualmente vengono utilizzate in modo prevalente per l’alimentazione animale, soprattutto per i cavalli. In modo più sporadico invece, vengono impiegate anche per l’alimentazione umana.

Composizione Chimica

Composizione chimica per 100 g di farina di carrube

Acqua g 10
Proteine g 4
Carboidrati g 88,5
Zuccheri g 48,9
Grassi g 0,7
Fibre g 39
Ceneri g 2,3
Minerali
Potassio mg 820
Calcio mg 342
Sodio mg 33
Fosforo mg 77
Magnesio mg 54
Zinco mg 0,9
Rame mg 0,5
Manganese mg 0,5
Ferro mg 2,9
Selenio mg 5,3
Vitamine
Vitamina A IU 14
B1 mg 0,05
B2 mg 0,4
B3 mg 1,9
B5 mg 0,05
B6 mg 0,4
Vitamina C mg 0,2
Vitamina E mg 0,6
Beta Carotene mcg 8
Folati mcg 26

Le carrube contengono 4,1 mg di acidi grassi omega 3 e 218 mg di acidi grassi omega 6.

Aminoacidi: acido glutammico, acido aspartico, cistina, arginina, alanina, isoleucina, lisina, metionina, prolina, serina, tirosina, treonina, triptofano, valina, istidina, glicina e fenilalanina.

Calorie 

100 gr di carrube hanno una resa calorica di 207 kcal.

Carrube: Proprietà e Benefici

Senza Glutine

Probabilmente non tutti sanno che le carrube sono un alimento privo di glutine e che quindi possono tranquillamente essere consumate da chi soffre di celiachia.

Lassativa

Mentre la farina di carrube, che ha la proprietà di assorbire acqua, rappresenta in certi casi un valido anti diarroico, al contrario, la polpa di carruba fresca ha proprietà lassative.

Sostituto del Cioccolato

Le carrube hanno un gusto che richiama quello del cacao con la differenza però di essere più ricche di proprietà nutrienti e meno caloriche. Non contengono sostanze psicoattive e per questo motivo rappresentano un valido sostituto del cioccolato per quelle persone che hanno problemi di allergia o intolleranza verso quest’ultimo.

Proprietà Sazianti

L’elevato contenuto di fibre alimentari fa della carruba un alimento con proprietà sazianti e per questo motivo la sua assunzione è consigliata nelle diete dimagranti.

Osteoporosi

La carruba è ricca di calcio e di fosforo, questi due minerali hanno un ruolo attivo nella prevenzione dell’osteoporosi.

Abbassa il Colesterolo

I prodotti arricchiti con fibre di carruba hanno effetti benefici nella riduzione del tasso di colesterolo presente nel sangue. A sostenerlo è uno studio pubblicato nel 2003 sull’ European Journal of Nutrition.

Altri studi sostengono che l’aggiunta di cibi ricchi di polifenoli nella dieta può aiutare a ridurre i livelli di colesterolo.

Salute del Cuore

Questo frutto contiene polifenoli, composti antiossidanti noti per la loro capacità di ridurre il rischio di malattie cardiache.

Proprietà Antiossidanti

Uno studio pubblicato nel 2002 sul Journal of Chimica Agricola ed Alimentare, ha dimostrato come i polifenoli estratti dai baccelli di carrube hanno un impatto positivo nel contrastare l’attività dei radicali liberi.

Zuccheri nel Sangue

Si è scoperto di recente che la carruba ha effetti positivi nella regolazione dei livelli di zuccheri nel sangue. Questi benefici sono imputabili alla presenza di fibre nel frutto. Questa proprietà rende le carrube un alimento ideale per chi soffre di diabete.

Problemi Digestivi

Le carrube contengono tannini che si differenziano da quelli presenti in altri vegetali. Quest’ultimi infatti si dissolvono in acqua e rendono più difficile la digestione. I tannini presenti nelle carrube invece hanno un effetto benefico sull’apparato digestivo. Contrastano l’attività delle tossine e dei batteri dannosi all’intestino.

Uno studio pubblicato sull’ International Journal of Epidemiology sostiene che il succo estratto da questi frutti è utile per contrastare la diarrea nei bambini.

Benefici al Fegato

Grazie alle loro proprietà antiossidanti le carrube aiutano a migliorare la salute del fegato. Questi composti infatti sono essenziali per la disintossicazione del fegato. Secondo diversi studi il potere antiossidante di questo frutto è superiore a quello del vino rosso.

Le Varietà 

Attualmente la coltivazione di carrube in Italia è limitata alla sola regione della Sicilia in cui le varietà più diffuse sono la Morescana, la Racemosa, la Saccarata, la Latinissima e la Falcata.

Coltivazione e Raccolta 

Il carrubo viene piantato e coltivato principalmente tramite seme ad ottobre o in primavera.

Questa pianta, in quanto resistente alla siccità, predilige climi aridi con esposizione della pianta al sole, mentre sono da evitare luoghi in cui la temperatura scende sotto lo zero.

Carrube: proprietà e beneficiCarrube: proprietà e benefici

Il frutto comincia a svilupparsi in primavera per arrivare a maturazione a fine estate. I fiori impiegano circa un anno per trasformarsi in frutti maturi che vanno colti quando sono ancora freschi. Bisogna evitare di lasciarli seccare poiché sarebbero troppo duri per essere consumati.

Se conservate all’interno di un recipiente ben chiuso ed asciutto si possono conservare per alcune settimane.

Controindicazioni

Le carrube sono un alimento sicuro per bambini, donne in gravidanza e donne che allattano. Al momento non esistono notizie riguardo casi di tossicità di questo vegetale.

Esiste solamente uno

Curiosità

Oggigiorno non è molto facile trovare in commercio le carrube e quando le si trovano i prezzi sono molto alti.

Se mischiata a grassi od oli tropicali la farina di carruba si trasforma in un composto molto simile al cioccolato tradizionale.

Il nome carrubo deriva dall’arabo Kharrub o Harrub.

La loro buccia che contiene la polpa dolce è abbastanza dura mentre  i semi, a causa della loro durezza, non possono essere mangiati in quanto provocherebbero danni ai denti.

Grazie alle loro proprietà le carrube vengono utilizzate per la cura delle gastroenteriti, specie nei neonati.

Dai semi e dalla polpa si ottiene una farina che è destinata ai più svariati usi, dai farmaceutici alla preparazione di dolci e gelati.

Pare che la coltivazione delle carrube ebbe inizio al tempo dei Greci e venne poi intensificata ad opera degli Arabi che le esportarono in Marocco ed in Spagna.

La pianta della carruba, grazie alla sua maestosità, viene anche utilizzata nei paesi costieri a scopo puramente ornamentale.

Dalla fermentazione della polpa delle carrube si ottiene un alcool molto utilizzato a livello industriale.

Forse Non Sapevi Che

Il legno del carrubo, grazie alla sua durezza, viene spesso utilizzato in falegnameria.

Il carato, l’unità di misura di diamanti e metalli preziosi come l’oro, è stato ottenuto pesando i semi di carruba ed eseguendo una media aritmetica dei valori ottenuti.

La carruba è stata utilizzata dagli antichi egizi come dolcificante e si ritiene fosse l’alimento che ha sostenuto Giovanni Battista nella sua giovinezza.

Carrube: Proprietà e Benefici

Versione lingua inglese

Ultimo aggiornamento: 02/01/2018

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Fonte: Carrube: Proprietà e Benefici – Mr. Loto

Bacco a Palazzo 2018 – il vino in visita a Ferrara | Itinerarinelgusto

Bacco a Palazzo 2018 – il vino in visita a Ferrara | Itinerarinelgusto

Ferrara nei giorni 20-21 gennaio 2018, riapre le porte alla terza edizione di BACCO A PALAZZO – IL VINO IN VISITA A FERRARA, evento dedicato agli appassionati di Vini. Le giornate interessate sono il sabato e la domenica con i seguenti orari sabato 20 dalle ore 10,00 alle ore 22,00 e domenica 21 dalle ore 10,00 alle ore 20,00.

Ad ospitare i 70 vignaioli provenienti da tutta Italia: saranno le splendide sale di residenze rinascimentali incastonate nella splendida Ferrara e precisamente Palazzo Roverella e Palazzo Crema. Vi saranno altresì Masterclass di degustazione guidate a cura di Sommelier nelle due giornate.

Bacco a Palazzo porterà a Ferrara le fantastiche espressioni che i territori italiani sanno offrire, in una grande festa del vino che avvicinerà produttori, appassionati e operatori.

Durante le due giornate, si avrà la possibilità di degustare ed acquistare vini provenienti da cantine di tutta Italia presso i tavoli dei vignaioli, una opportunità per scoprire vini autentici e di qualità e conoscere i visi e le storie dei vignaioli. Nella serata del 20 vi sarà la ” cena di gala con i produttori“,occasione per conoscere ed approfondire i vini di alcuni produttori del panorama viticolo, abbinandoli a proposte gastronomiche. Durante la cena i vini in abbinamento verranno commentati dai produttori.

costo biglietto € 15,00

Biglietto ridotto € 10,00 per soci AIS, ANAG e ADO

Selezione di Bacco a Palazzo
Vini Coup de Coeur

All’interno della manifestazione Bacco a Palazzo è prevista una Selezione dei vini Coup de Coeur, ossia di quei vini che toccano il cuore e sanno regalare emozioni con la loro piacevolezza. Vini che possono essere semplici o importanti.

CATEGORIE IN GARA
Le tipologie di vino che verranno valutate sono tre:
bollicine, bianchi e rossi.

SELEZIONE
Selezione a cura di AIS Ferrara che attraverso una commissione di degustazione, valuterà ogni vino in gara. La selezione dei vincitori avverrà entro il 20 gennaio 2018. La premiazione avrà luogo presso la manifestazione Bacco a Palazzo.

PARTECIPAZIONE
Le aziende interessate dovranno inviare entro il 10 gennaio 2018 richiesta di partecipazione scritta all’indirizzo email baccoapalazzo@gmail.com recante le categorie per le quali si vuole concorrere e il numero di bottiglie
spedite.
E’ necessario spedire due bottiglie di vino per tipologia di partecipazione al seguente indirizzo: Osteria degli Ulivi, Via Ragno 15/A, Ferrara (FE).

PREMI
Ai primi tre classificati per tipologia di ciascuna categoria verrà consegnata una targa di riconoscimento;
Il bollino da apporre sulle singole bottiglie in degustazione presso Bacco a Palazzo;
Il formato digitale del bollino di riconoscimento da poter apporre sul proprio sito e social.

Titolo dell’evento: Bacco a Palazzo – il vino in visita a Ferrara

Ferrara nei giorni 20-21 gennaio 2018, riapre le porte alla terza edizione di “Bacco a Palazzo – il vino in visita a Ferrara”, evento dedicato agli appassionati di Vini. Quest’anno le giornate interessate sono il sabato e la domenica con i seguenti orari: sabato 20 dalle ore 10,00 alle ore 22,00 e domenica 21 dalle ore 10,00 alle ore 20,00.

Luogo: Palazzo Roverella – Ferrara
Indirizzo: Corso Giovenca 47 – Ferrara

Organizzazione: Adelaide Vicentini in collaborazione con Osteria degli Ulivi

Sito web per approfondire: http://www.baccoapalazzo.com/

Su Facebook: https://www.facebook.com/baccoapala…

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Fonte: Bacco a Palazzo 2018 – il vino in visita a Ferrara | Itinerarinelgusto