Funghi trifolati: la ricetta del contorno semplice e saporito

Funghi trifolati: la ricetta del contorno semplice e saporito

I funghi trifolati sono una ricetta classica della tradizione italiana, in particolare piemontese, un contorno facile da preparare, gustoso e leggero, da abbinare a piatti di carne bianca, cacciagione, ma ideali anche per condire un ottimo risotto o la polenta, prepararando così un buon piatto vegetariano. Nella nostra ricetta abbiamo utilizzato funghi misti: champignon, porcini, finferli, ma potete realizzare questa ricetta scegliendo anche una sola tipologia di funghi. Vi basterà soffriggere l’aglio in padella, cuocere i funghi, da far insaporire bene, e aggiungere poi del prezzemolo tritato e una manciata di pepe. Ma ecco come preparare questo contorno sfizioso e gustosissimo in poco tempo!

Come preparare i funghi trifolati in padella.

Preparate i funghi che vi occorrono per la preparazione,(1) puliteli, tagliando il gambo ed eliminando la parte terrosa, e strofinateli con un panno umido in modo da eliminare tutti i residui di terra. Ora tagliateli a fette,(2) lasciando interi solo i finferli. In una padella riscaldate l’olio con lo spicchio d’aglio diviso a metà (3) e fate rosolare fino a farlo dorare.

Togliete l’aglio e versate i funghi in padella, prima i porcini che hanno una cottura un po’ più lunga e poi il resto, unendo per ultimo i finferli.(4) Aggiungete il sale e il pepe (5) e cuocete per 3 o 4 minuti mescolando ogni tanto con una cucchiaio di legno. Ora aggiungete la noce di burro, mantecate, insaporite con il prezzemolo tritato e togliete dal fuoco. I vostri funghi trifolati sono pronti per essere serviti caldi o freddi.(6)

Consigli.

Potete preparare i funghi trifolati anche solo con gli champignon o i porcini. Altre tipologie di funghi adatte a questa ricetta sono anche i prataioli o i ferleghi. Se utilizzate i chiodini, ricordate di sbollentarli in padella per 15 minuti prima per eliminare le tossine. Procedete poi con la preparazione.

Al posto del pepe potete utilizzare il peperoncino da rosolare insieme all’aglio prima di cuocere i funghi.

Se non volete aggiungere il burro, potete utilizzare solo l’olio extravergine di oliva. Se preparate i funghi trifolati per condire riso o pasta, utilizzate un po’ di olio in più per creare il sughetto per il condimento.

La ricetta originale prevede l’utilizzo del tegame di coccio per la cottura dei funghi trifolati. Questo materiale, infatti, è in grado di mantenere l’aroma dei funghi conferendo ancora più sapore al piatto.

Come conservare i funghi trifolati.

Potete conservare i funghi trifolati in frigo per 3 giorni al massimo in un contenitore con chiusura ermetica.

Fonte: Funghi trifolati: la ricetta del contorno semplice e saporito

Legumi Che Passione! | Itinerarinelgusto

Legumi Che Passione! | Itinerarinelgusto

La manifestazione si terrà a Stra, nella Riviera del Brenta, in provincia di Venezia, martedì 31 ottobre e mercoledì 1 novembre. Promossa dal Comune di Stra e organizzata da Veneto a Tavola in collaborazione con la Condotta Slow Food Riviera del Brenta.

Martedì sera, 31 ottobre, presso le Scuole Elementari di Stra, serata cultural-gastronomica “TERRA SANTI E CONTADINI”, tra storie e tradizioni contadine legate alle Festività dei Morti, con piccoli assaggi dei legumi più rappresentativi e simbolici. A cura di Veneto a Tavola.

Mercoledì 1° Novembre, in piazza Marconi, sarà allestita la mostra “LEGUMI D’ITALIA”, con oltre 250 varietà di legumi di ogni territorio italiano, alcune antiche e rare, tutti i Presidi Slow Food, con la possibilità, per gli appassionati, di ricevere o scambiare i semi per provare a coltivarli nel proprio orto.
La mostra mercato ospiterà una ventina di espositori con prodotti alimentari di varie regioni (ognuna anche con i legumi del proprio territorio), prodotti erboristici, salutistici, e di artigianato.
Si potranno inoltre degustare la tradizionale “Zuppa dei Morti”, che un tempo veniva offerta all’esterno delle chiese o nelle piazze del paese nel giorno della Commemorazione dei Defunti, preparata dai cuochi della Condotta Slow Food della Riviera del Brenta utilizzando alcuni legumi dei Presidi, ed altre proposte gastronomiche “da passeggio”.
Il laboratorio gratuito per i bambini “Conoscere i legumi attraverso il mosaico” servirà per sensibilizzare piccoli e grandi all’uso di questo alimento così importante per la nostra salute e per l’ambiente.

I legumi promuovono la biodiversità e riducono l’utilizzo dei pesticidi in agricoltura. Sono poveri di grassi e ricchi di fibre, ottima fonte proteica vegetale, e in abbinamento ai cereali raggiungono una composizione di aminoacidi essenziali paragonabili a quelli della carne.
Costano poco, sono molto nutrienti e facilmente conservabili: CONSUMIAMOLI.

INFO: Comune di Stra sociocultura@comune.stra.ve.it

Titolo dell’evento: Legumi Che Passione!

“Legumi Che Passione!” si terrà a Stra, nella Riviera del Brenta, in provincia di Venezia, martedì 31 ottobre e mercoledì 1 novembre 2017. Promossa dal Comune di Stra e organizzata da Veneto a Tavola in collaborazione con la Condotta Slow Food Riviera del Brenta.

Luogo: Piazza Marconi – Stra
Indirizzo: Stra (VE)

Organizzazione: Veneto a Tavola in collaborazione con la Condotta Slow Food Riviera del Brenta

Sito web per approfondire: http://www.comune.stra.ve.it

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Fonte: Legumi Che Passione! | Itinerarinelgusto

Come fare l’orto sinergico in 7 passaggi

Come fare l’orto sinergico in 7 passaggi

Nel precedente articolo abbiamo visto che cos’è l’agricoltura sinergica e come è nata questa tecnica di agricoltura naturale, chiamata anche l’agricoltura “del non fare”. L’orto sinergico fai-da-te, per una serie di motivi è diventato una vera e propria moda in materia di orti urbani. In questo articolo vediamo come realizzare un orto sinergico.

Quale terreno per iniziare l’orto sinergico

Se hai un terreno incolto, allora non ti devi affatto preoccupare, in quanto potresti essere avvantaggiato qualora volessi iniziare a coltivare con la tecnica dell’agricoltura sinergica. Per ottenere una buona biodiversità, il terreno dovrebbe essere infatti incolto e mai sfalciato da almeno tre o quattro anni e quindi ricco di erbe spontanee.

Se invece hai un orto precedentemente coltivato in maniera tradizionale, quindi con fertilizzanti e erbicidi, il primo passo da fare è rigenerare il terreno, e su questo l’orto sinergico impone pazienza, anche tre anni per avere un terreno pulito, vivo e sano. Prima di procedere alla coltivazione di piante commestibili, occorre compiere una o più coltivazioni di piante, come senape, cicoria, trifoglio, che metabolizzeranno i residui tossici contenuti dal terreno e, disgregandosi, forniranno un apporto di sostanza organica al terreno accelerandone così l’evoluzione. Quando giungeranno al termine del loro ciclo, le piante coltivate devono essere falciate e lasciate sul terreno.

Se non sono già presenti alberi e arbusti attorno all’orto, è opportuno realizzare una siepe tagliavento con specie autoctone adatte al clima e al terreno della zona.

Apprendi la filosofia dell’orto sinergico

Qualsiasi sia lo stato attuale del tuo orto, la prima cosa che devi tenere a mente è il principio sul quale si basa questa tecnica di agricoltura. Le piante nutrono il terreno, e il terreno nutre le piante. Non si tratta solo di un’armonia tra apparenti opposti, ma di una vera e propria scienza che studia il complesso rapporto tra i microrganismi che vivono nel terreno, i minerali, l’ossigeno, l’acqua, e come questo insieme possa far prosperare piante da orto in modo pari a quello delle più sofisticate tecniche agronomiche chimiche.

E se ti preoccupano le malattie e gli insetti, sappi che un orto sinergico ben tenuto e avviato è sano, e raramente le piante si ammalano o sono preda di insetti, che comunque non sono distruttivi come nelle monocolture. E per le erbacce? Le erbacce si contrastano con altre “erbacce” e con la pacciamatura.

La seconda cosa, se arrivi dall’orto classico è dimenticarsi l’aratro. Già da molti anni i giardinieri e i biologi hanno compreso quanto sia importante lo strato superficiale del terreno, carico di humus e ricco microrganismi. Rivoltarlo e interrarlo è la cosa più distruttiva che si possa fare.

Nell’orto sinergico la paglia riveste un ruolo fondamentale. Questa contiene cellulosa e si degrada lentamente. Deve essere lasciata a decomporsi direttamente sul terreno, così da creare una sorta di compost di superficie, nel quale i microrganismi demoliscono i resti, e l’acqua piovana li integra nel terreno. Inoltre la paglia provvede anche a una pacciamatura tale che non crescano le erbacce ed è un efficace metodo dissuasorio per gli uccelli.

Come fare l’orto sinergico

1. Quando iniziare?

L’orto sinergico può essere realizzato in ogni periodo dell’anno ma la primavera e l’autunno sono preferibili.

2. Preparazione del terreno e predisposizione dei bancali

La prima operazione per la creazione di un orto sinergico è la realizzazione di bancali. I bancali sono delle aiuole rialzate a forma rettangolare, dove verranno coltivate le piantine in file lineari. I bancali aiutano ad aerare il suolo compattato. I bancali dovrannoa avere una larghezza tale da consentire di arrivare al loro centro senza rischiare di calpestare il terreno del bancale. Mai calpestare il suolo del bancale. E’ indispensabile non compattarlo.

Ai lati del bancale realizzate delle passerelle/sentieri, sui quali potrete muovervi per lavorare sul bancale. La larghezza consigliata dei bancali è di 90-120 cm, per la lunghezza di 25 metri e altezza tra i 10 e i 40 cm. La larghezza consigliata dei passaggi tra un bancale e l’altro è di 50-60 cm, in modo da poter passare con una carriola.Il bancale si prepara con il terreno del posto e, nel caso in cui questo sia povero di sostanza organica, si può aggiungere compost o letame decomposto nello strato superficiale, compensando così la perdita di fertilità dovuta alla lavorazione.

3. Predisponi l’impianto di irrigazione

Nell’orto sinergico il metodo migliore di irrigazione è il sistema goccia a goccia. Il sistema goccia a goccia consente di risparmiare acqua ed evitare i problemi conseguenti alla bagnatura della parte aerea delle piante. Fissate al suolo i tubi di polietilene, sotto lo strato di pacciamatura e sulla sommità del bancale. Nei tubi si fanno buchi ogni 20-30 cm e si inseriscono i gocciolatori.

irrigazione orto sinergico4. Preparati alla pacciamatura

La pacciamatura costituisce uno degli elementi fondamentali dell’orto sinergico. Si tratta di un sostituto del manto di foglie ed erbe che copre i terreni allo stato naturale.

LEGGI COME FARE PACCIAMATURA

5. Predisponi i tutori per le piante

Nell’orto sinergico è previsto l’uso di tutori permanenti per le piante. Potete installarli una volta terminato di preparare i bancali e l’irrigazione. Questi forniranno le superfici di supporto per le specie rampicanti, una guida per i pomodori, un sostegno per le piante con molto fogliame, facendo così entrare aria e luce tra le piante, e per contenere le specie ad elevato sviluppo in altezza. I tutori dovranno essere scelti e installati in relazione a quelle che saranno le vostre colture. Tipicamente si utilizzano i tondini da edilizia da 10 o 12 mm.

6. Come gestire semine e trapianti

Dovrai programmare bene a tavolino semine e trapianti al fine di assicurare una copertura costante dei bancali in ogni periodo dell’anno con piante per l’alimentazione, aromatiche, ornamentali e officinali. Questo, per non correre il pericolo di infezioni e infestazioni come nelle monocolture.

La migliore sinergia si ottiene con le piante di almeno tre famiglie differenti, tra cui le leguminose, che hanno la capacità di fissare l’ azoto e liliacea, che tengono lontani i batteri e i nematodi.

Come organizzare le piante nel bancale

  • Le piante aromatiche si possono collocare alle estremità dei bancali mentre le piante ornamentali con fiori si possono mettere ovunque;
  • Carote, insalate, radicchi, cicorie, bietole vanno collocate lungo le sponde dei bancali;
  • leguminose, pomodori, basilico, zucchine, zucche, melanzane vanno collocate
    preferibilmente nella parte piana dei bancali;
  • Le patate possono essere messe ovunque.

Le consociazioni

La consociazione è utile per occupare meglio lo spazio, per rendere il terreno più produttivo, per limitare l’invasione di erbe spontanee e per sfruttare al meglio l’effetto protettivo nei confronti di malattie e insetti. Si possono consociare specie a ciclo breve e specie a ciclo lungo. Se vuoi approfondire, leggi anche come fare le consociazioni degli ortaggi.

7. Come attirare gli animali utili all’orto

Per il controllo degli animali molesti per le colture, si attuano strategie di controllo naturale tra cui quelle di creazione e conservazione di condizioni ambientali favorevoli per le specie animali che effettuano un controllo naturale delle cosiddette specie dannose. Gli animali amici dell’orto sono il riccio, il pipistrello, uccelli insettivore alcune specie di rospo.

COME ATTIRARE INSETTI ORTO

Fonte: Come fare l’orto sinergico in 7 passaggi

Manfredi con la ricotta: la ricetta di un classico della cucina napoletana

Manfredi con la ricotta: la ricetta di un classico della cucina napoletana

I manfredi con la ricotta sono un primo piatto che si prepara a Napoli nei giorni di festa, soprattutto a Carnevale in alternativa alla lasagna, ma anche la domenica. Una pietanza ricca e che ha una storia antica legata a Manfredi di Svevia Re di Sicilia. Caratteristica di questa pietanza è il tipo di pasta utilizzato, i manfredi, detti anche mafaldine, reginette o tripoline, che somigliano a delle lasagnette con i bordi arricciati. Una pasta che si lega bene con il condimento di questa squisita pietanza: ricotta di bufala e pomodoro o ragù napoletano, che si è soliti fare con le polpette o con le braciole di carne. Nella nostra ricetta abbiamo utilizzato una salsa semplice, ma comunque corposa, adatta alla preparazione di questo ricco primo piatto.

Storia dei manfredi con la ricotta.

La leggenda racconta che questo piatto nacque nel 1250 e fu realizzato per il Re di Sicilia, Manfredi di Svevia, che giunse nel Sannio e fu accolto dalla popolazione con un piatto di pasta e ricotta, il suo formaggio preferito. Negli anni è stato poi aggiunto il pomodoro, che all’epoca era sconosciuto, e che oggi viene spesso sostituito con il ragù napoletano, più denso e saporito grazie all’aggiunta di carne. Con questa variante i manfredi con la ricotta sono diventati uno dei simboli della cucina napoletana, considerato da molti” ‘o piatto d”e feste”, il piatto delle feste.

Come preparare i manfredi con la ricotta.

Preparate la ricotta (1) e mettetela in una ciotola grande con metà parmigiano e metà pecorino, il resto lasciatelo da spolverare sul piatto. Mescolate bene gli ingredienti e tenete da parte. Ora preparate il sugo, fate soffriggere la cipolla nell’olio, una volta che sarà dorata aggiungete la passata di pomodoro, un po’ di sale e fate cuocere per almeno mezz’ora, o fino a quando non diventerà denso.(2) A metà cottura del sugo mettete a bollire l’acqua e poi cuocete la pasta per il tempo indicato sulla confezione, aggiungendo il sale. Versate la salsa di pomodoro nella ciotola con la ricotta e mescolate bene gli ingredienti, scolate i manfredi e uniteli al condimento. Amalgamate bene, impiattate e aggiungete su ogni piatto un mestolo di salsa, il pepe, una spolverata di formaggio e il basilico fresco. I vostri manfredi con la ricotta sono pronti per essere serviti.(3)

Consigli.

Per la preparazione di questa ricetta la ricotta dovrà essere di bufala, perché il suo gusto intenso è una delle caratteristiche di questo primo piatto. La ricotta vaccina o quella di capra renderebbero il sugo più aspro.

La ricotta potete stemperarla molto, rendendola più cremosa e ben amalgamata al sugo, oppure lasciarla più grumosa.

Per ottenere un sugo più denso potete aggiungere anche 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro da unire alla passata prima della cottura.

Fonte: Manfredi con la ricotta: la ricetta di un classico della cucina napoletana

Cosa mangiare per combattere il caldo: i cibi anti-afa per l’estate

Cosa mangiare per combattere il caldo: i cibi anti-afa per l’estate

In estate è importante combattere il gran caldo e le temperature bollenti consumando cibi freschi, ma che siano allo stesso tempo nutrienti e leggeri, la regola è: poche proteine e molta acqua! Tanta frutta e verdura di stagione, bere tanta acqua, da integrare con frullati e spremute, in modo da garantire al nostro organismo il giusto apporto di vitamine e sali minerali e la giusta idratazione. Diminuire invece il consumo di carni rosse, cibi elaborati, bevande zuccherate e superalcolici che favoriscono la disidratazione.  Scopriamo allora come combattere il caldo con il cibo: tutti gli alimenti anti afa, per proteggere il nostro organismo e restare in salute tutta l’estate.

Come combattere il caldo con i cibi anti afa.

In estate è possibile combattere la grande afa a tavola consumando cibi freschi e leggeri, ricchi di acqua e vitamine: insalate, frutta e verdura di stagione, frullati, macedonie, alimenti che, oltre a rinfrescarci, proteggono anche la pelle dai raggi solari grazie alla presenza dei carotenoidi. Un’alimentazione che vi permetterà quindi di sopportare le alte temperature ma anche di restare in salute e in forma.

Verdura di stagione leggera e ricca di acqua.

La verdura estiva è fresca e leggera, inoltre contiene tanta acqua. L’ideale sarebbe consumarla cruda per mantenere intatte tutte le sue proprietà. Oltre a consumarne una ricca porzione ai pasti, la verdura può essere anche un ottimo spezza fame. Ecco quelle che non possono mancare sulla vostra tavola estiva.

Zucchine: un ortaggio poco calorico e ricco di acqua, fonte di sali minerali come calcio, fosforo, ferro e potassio. Inoltre contiene vitamina A, vitamina C e carotenoidi.

Pomodori: oltre all’alto contenuto di acqua, il pomodoro contiene licopene, potente antiossidante che aiuta a contrastare gli effetti dannosi dei radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare.

Cetrioli: contengono il 96% di acqua e sono ricchi di vitamina C, e importanti sali minerali come sodio, fosforo, potassio e calcio. Un alimento diuretico, rinfrescante e disintossicante che aiuta a mantenere idratata anche la pelle.

Tra la verdura estiva da consumare per contrastare il caldo non devono mancare anche carote, sedano, peperoni, radicchio e finocchi, ortaggi indispensabili contro la calura. Tra le erbe aromatiche, invece, la menta è consigliata anche per preparare degli infusi rinfrescanti.

Frutta fresca per fare il carico di vitamine e sali minerali.

La frutta in estate è fondamentale per fare il carico di vitamine e sali minerali, da consumare dopo i pasti ma soprattutto come spuntino anche sotto forma di gustose macedonie o frullati rinfrescanti. Scegliete quella di stagione e ricca di acqua.

Anguria: è il frutto estivo per eccellenza, contiene il 90% di acqua, carotenoidi, vitamine: A, C, e quelle del gruppo B in particolare la vitamina B6, oltre a sali minerali importanti come magnesio e potassio che aiutano a combattere stanchezza e spossatezza causati dalle alte temperature. L’anguria è quindi un alimento rinfrescante, diuretico e disintossicante indispensabile nel periodo estivo.

Melone: anche il melone è un frutto eccellente contro il gran caldo, la sua polpa succosa e rinfrescante è ricca di vitamina A e C e potassio, benefico anche sulla pressione arteriosa.

Pesca: è un frutto che oltre all’acqua contiene tanta vitamina C ma anche ferro, calcio e potassio utili per fornire al corpo il giusto apporto di minerali. Inoltre svolge un’azione diuretica e leggermente lassativa, aiutando l’organismo a disintossicarsi. Ideale per la preparazione di frullati e macedonie.

Tra i frutti ricchi di acqua e vitamine ci sono anche ciliegie, fragole, albicocche e fichi.

Carne bianca e pesce, più magri e digeribili.

Per resistere all’afa estiva preferite la carne bianca, più leggera e digeribile, al posto della carne rossa e dei salumi, che contengono molti grassi saturi e più calorie. Il pollo è l’ideale: apporta al nostro organismo la giusta quantità di proteine, contiene potassio, magnesio, fosforo e ferro oltre a vitamine del gruppo B. Potete mangiarlo due volte a settimana da alternare al pesce, altro cibo anti- caldo indispensabile sulle nostre tavole in estate, da consumare anche tre volte a settimana. Per questi cibi preferite la cottura alla griglia, o al forno e preferite il pesce azzurro: merluzzo, sgombro, alice, acciughe, ma anche salmone, tutti ricchi di Omega 3. Altro pesce digeribile e leggero è la sogliola, ideale anche per i bambini.

Idratare il corpo con l’acqua anche se non si avverte lo stimolo della sete.

Per contrastare il grande caldo bisogna bere tanto e spesso: almeno 2 litri di acqua, si tratta di bere dagli 8 ai 10 bicchieri al giorno. Una buona abitudine è berne uno appena svegli e l’ultimo prima di andare a letto. Integrate l’apporto di liquidi anche con centrifugati, succhi di frutta senza zuccheri, e nel caso di attività sportiva, bevande con sali minerali per reintegrare quelli persi con il sudore.

Consigli alimentari per combattere il caldo estivo.

Oltre ai cibi anti caldo da preferire in estate, è importante seguire anche dei semplici consigli alimentari per contrastare l’afa e le alte temperature.

  • Consumate pasti leggeri e mangiate poco e spesso: consumare pasti leggeri significa rendere più facile la digestione, evitate quindi cibi grassi e piatti elaborati e preferite la cottura al vapore, al cartoccio o alla griglia condendo i cibi con poco olio a crudo e succo di limone. Preferiti cereali integrali, verdure e pasta condita con pomodoro fresco e sughi leggeri. Fate più pasti durante il giorno: mangiate poco e spesso. Se non potete rinunciare al dolce, optate per yogurt e sorbetto senza zuccheri.
  • Riducete il consumo di sale: il sale trattiene i liquidi quindi è meglio utilizzarlo poco, soprattutto in estate, anche per evitare gonfiori e ritenzione idrica.
  • No alle bevande ghiacciate e zuccherate: assumere bevande ghiacciate può causare problemi all’apparato digerente, causando congestione che può presentarsi con crampi, sudorazione, pallore e febbre. Anche le bevande zuccherate sono da evitare, soprattutto con il caldo, in quanto appagano la sete solo momentaneamente, a causa dell’alto contenuto di zuccheri, conservanti e coloranti. Preferite succhi vegetali che contengono un’alta percentuale di frutta.
  • Evitate alcolici e superalcolici: sono da evitare in estate, soprattutto nelle ore più calde della giornata, non solo vino e birra ma anche superalcolici, che disidratano l’organismo.
  • Fate attenzione alla conservazione dei cibi in frigo: in estate gli alimenti deperiscono prima, quindi evitate di riempire il frigorifero, per evitare il rischio di intossicazioni alimentari causate dal proliferare di germi. Consumate il cibo fresco, anche per godere appieno di tutte le proprietà organolettiche che frutta e verdure fresche apportano al nostro organismo.

Fonte: Cosa mangiare per combattere il caldo: i cibi anti-afa per l’estate

DiVin Ottobre 2017 | Itinerarinelgusto

DiVin Ottobre 2017 | Itinerarinelgusto

CON DIVIN OTTOBRE L’AUTUNNO COLORA LA STRADA DEL VINO E DEI SAPORI DEL TRENTINO

Al via la XII edizione della rassegna di iniziative organizzate da più di cinquanta soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nei weekend dei mesi di ottobre. Quattordici gli appuntamenti in programma, da Trento alla Vallagarina, dal Valsugana al Lago di Garda, dalle Giudicarie alla Valle di Cembra, passando per la Piana Rotaliana.

Abbandonarsi ai vigneti d’autunno, rapiti dai giochi di colore che solo questa stagione sa disegnare nelle valli trentine, degustare le specialità del territorio guidati dall’esperienza dei contadini e dalla poesia della musica, respirare i profumi delle castagne arrosto e rivivere le tradizioni più radicate, riscaldandosi dai primi freddi davanti al fuoco di un camino.

Questo il mood che riunisce le iniziative di “DiVin Ottobre – L’autunno colora la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino“, rassegna di eventi inserita nel calendario delle manifestazioni enologiche provinciali e organizzata dai soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nei fine settimana di ottobre. In programma, trekking nella natura, degustazioni guidate, laboratori, menù creativi e molto altro: un viaggio di gusto – che tocca Trento, Vallagarina, Piana Rotaliana, Valsugana, Lago di Garda, Giudicarie, Valle di Cembra, Piana Rotaliana – perfetto per tutti i target, dalle famiglie, alle coppie, ai gruppi di amici.

Si parte sabato 7 ottobre con ben tre appuntamenti:
· A Mori, a partire dalle ore 11.00, presso la Cantina Mori Colli Zugna, è in programma Autunno in cantina, una passeggiata alla scoperta dei vigneti e delle principali produzioni del territorio, la visita alla barricaia e alla bottaia della cantina e, al termine, un brindisi in enoteca in abbinata ad un pranzo proposto dal Locale Tipico Maso Palù a base di prodotti locali della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino tra cui quelli dell’Azienda Agricola Zanghielli Maurizio.

· A Grumes di Altavalle, dalle 14.30 alle 18.30, Storie d’autunno e di territorio, un pomeriggio alla scoperta del Sentiero dei Vecchi Mestieri tra antichi e suggestivi opifici – il mulino, la segheria veneziana, la fucina del fabbro – che raccontano storie di vita e di territorio, fino a raggiungere l’Azienda Agricola Giove, che coltiva piante officinali, aromatiche e piccoli frutti, e chiudere con un aperitivo al Green Grill-Info e sapori con i vini dell’Azienda Agricola Pojer e Sandri e prodotti locali.

· A Tenno, dalle 17.30 alle 20.30, Passato presente e futuro, full immersion nello splendido scenario naturale della zona del Garda e delle sue eccellenze: si parte da Canale di Tenno per una passeggiata tra gli oliveti, pronti alla imminente raccolta, per poi passare alla visita del Museo degli attrezzi agricoli e approdare infine nella cantina di Agraria Riva del Garda per un aperitivo assolutamente esclusivo. In degustazione, le annate 2016 di Chardonnay Lorè e Gewürztraminer La Prèa, abbinati a gustosi finger food realizzati con i prodotti di Azienda Agricola Troticoltura Armanini e di Panificio Pasticceria Tecchiolli.

Il terzo fine settimana, come ormai da tradizione, è dedicato alla Valle di Cembra con la quarta edizione di Caneve Aperte a Cembra Lisignago. A partire dalle ore 16.00, e fino alle 21.30, si potrà iniziare il percorso, che prevede una cena itinerante in nove tappe volta alla promozione dei prodotti locali a km zero, accompagnato da musica folk, rock, corni svizzeri e canti della tradizione montanara. Di caneva in caneva, lungo un percorso enogastronomico dall’aperitivo al dolce, l’ospite percorrerà tutte le strade più caratteristiche del centro storico di Cembra. In ogni antico avvolto verrà accolto dai Cembrani D.O.C. per una degustazione guidata di vino, spumante, birra artigianale e grappa accompagnata dai prodotti tipici del territorio.

Venerdì 20 ottobre, protagonista la Piana Rotaliana:
· le Cantine Monfort di Lavis danno appuntamento dalle 17.00 alle 21.00 per Degusta l’autunno, proponendo in degustazione castagne della Cooperativa Castanicoltori del Trentino-Alto Adige, birra artigianale di Mastro Rebuf e vini di loro produzione. E per chi vorrà fermarsi per cena, un caldo piatto di orzet.
· le Cantine Mezzacorona-Rotari di San Michele all’Adige aprono le porte alle ore 18.00 per Autunno in barricaia, visita guidata tra le botti e le cisterne che accolgono l’annata 2017, al termine della quale vi sarà una degustazione nella nuova scenografica barricaia per scoprire le novità autunnali Mezzacorona abbinate a formaggi locali. In assaggio, il suadente Castel Firmian Marzemino Trentino doc Superiore 2016 e l’elegante Castel Firmian Moscato Rosa “Daben” Trentino doc 2016. Un aperitivo altamente esclusivo, riservato ad un massimo di 30 persone.

Sabato 21, dalle 15.00 alle 22.00, e domenica 22 ottobre, dalle 10.00 alle 18.00, invece, si passa in Valsugana e, precisamente, a Centa San Nicolò, dove è in programma la Festa della Castagna, con tante attività pensate per grandi e piccini, tra laboratori, passeggiate alla scoperta del castagneto, mercatini per acquistare i prodotti tipici di Cooperativa Castanicoltori del Trentino-Alto Adige ed altri produttori locali e tanto altro.

Ultimo weekend, infine, con sette appuntamenti:
· Venerdì 27 ottobre, dalle 17.30 alle 20.00, presso l’Orrido di Ponte Alto, si svolge l’Orrido Aperitivo, ovvero una visita a cura dell’Ecomuseo dell’Argentario alla scoperta del canyon scavato dal Fersina, con una cascata di oltre 40 m, opere idrauliche del 1500 e una delle più antiche centrali idroelettriche d’Europa, seguita da un aperitivo dove i prodotti trentini di Azienda Agricola Maso Bergamini, Cà dei Baghi e Maso Martis incontreranno i sapori emiliani.

· Venerdì 27 ottobre, alle ore 20.00, la Cantina La Vis a Lavis organizza Fermenti e profumi d’autunno, visita in cantina tra il profumo dei mosti degustando alcune “nuove primizie” direttamente dalla vasca, abbinate a prodotti del territorio, con castagnata finale. Interpreti d’eccezione: i salumi della Macelleria Zanotelli di Cembra e una zuppa del ristorante Maso Franch di Giovo.

· Da venerdì 27 a domenica 29 ottobre, a Isera, è tempo di La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera, un weekend, organizzato dal Comune di Isera in collaborazione con le aziende locali, tra cui Cantina d’isera, Casa del Vino della Vallagarina e Locanda delle Tre Chiavi, dedicato al vitigno simbolo della Vallagarina, il Marzemino. Nel corso della tre giorni si susseguiranno momenti tecnici, come il concorso La Vigna Eccellente, nato nel 2000 per premiare il miglior vigneto di Marzemino, ad iniziative dedicate al grande pubblico, come le performance di teatro itinerante Sapere di vino o Che sapore di vino per illustrare l’avvincente storia del Marzemino, menù a tema, enotour in vigneto e degustazioni presso il Piano Nobile di Palazzo de Probizer dove saranno allestiti banchi di assaggio di tutti i Marzemino del Trentino, abbinati da prodotti food della Vallagarina.

· Da venerdì 27 a domenica 29 ottobre, a Campo Lomaso di Lomaso Terme, la  Festa della Patata, sagra promossa da l’APT Terme di Comano Dolomiti di Brenta per rendere onore a questo prodotti di montagna dalla lunga tradizione. Un alimento che verrà declinato in innumerevoli piatti, dall’antipasto al dolce. In programma, durante tutto il weekend, il mercatino dove acquistare i diversi tipi di patata coltivati in questo territorio e porte aperte alla COPAG-Cooperativa Produttori Agricoli Giudicariesi.

· Sabato 28 ottobre, alla Cantina Mori Colli Zugna di Mori, dalle ore 15.00, è in programma Acqua, Vino e Amore, esclusiva degustazione di Victoriae, l’orange wine della Cantina Mori Colli Zugna che è stato coccolato dalle silenziose acque del lago Tramonto per nove mesi e che verrà abbinato a finger food realizzati con i prodotti di Caseificio Sociale di Sabbionara, Macelleria Zenatti e Panificio Moderno. Il tasting sarà preceduto da una visita guidata lungo il percorso che dai vigneti di Bronner impiantati sul tetto della cantina porta le uve fino alle anfore in cui il vino riposa e si affina e dalla vendita all’asta di parte del prezioso tesoro emerso dal lago: 6 bottiglie e un’anfora di Victoriae. Il ricavato verrà destinato ad una speciale raccolta fondi pro ADO “Casa del Sollievo” per pazienti con neoplasie e malattie croniche.

· Sabato 28 e domenica 29 ottobre, ad Avio, va in scena la seconda edizione di Agrifest, un’iniziativa a cura del Comune di Avio per offrire al mondo dell’agricoltura un palcoscenico dove mettersi in mostra. Una festa, ma anche un’occasione di confronto tra esperienze diverse, che farà avvicinare il pubblico all’affascinante e faticoso mondo di contadini e allevatori.

· Sabato 28 e domenica 29 ottobre, infine, a Roncegno Terme, sarà la volta di Viticoltura nella storia, eroi di un tempo passato, inserito nell’ambito della tradizionale Festa della Castagna organizzata dalla Proloco di Roncegno. Presso Villa Weiz verrà ospitata un’esposizione dedicata alla viticoltura e, alle ore 17.00 del sabato, avrà luogo una degustazione intitolata “Il terroir del castagno ed il gusto del vino“, in cui alcuni ecotipi di marroni trentini saranno abbinati ad alcuni selezionati prodotti enologici di Azienda Agricola Biologica Vallarom, Azienda Agricola La Cadalora, Azienda Agricola Francesco Poli, Azienda Agricola Zeni Roberto, Cantine Monfort, Società Agricola Pelz, Vivallis, varietà antiche legati a contesti storici del passato.

Dettagli su location, prezzi e prenotazioni o ulteriori informazioni sulla pagina dedicata del sito della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino (tastetrentino.it/divinottobre).

Per ulteriori informazioni:

info@stradavinotrentino.com

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Fonte: DiVin Ottobre 2017 | Itinerarinelgusto

Pasta e fagioli: la ricetta di un classico della cucina italiana

Pasta e fagioli: la ricetta di un classico della cucina italiana

Facile 1h Per 4 persone kcal 120

ingredienti

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Pasta e fagioli, basta solo dire il nome di questo primo piatto per far illuminare gli occhi di qualsiasi italiano. Un piatto umile che subisce delle variazioni di ingredienti a seconda della regione in cui vi trovate. Potete trovare, infatti, del lardo o delle tagliatelle al posto della pasta corta a seconda delle varianti regionali ma, a prescindere di chi sia la paternità, la pasta e fagioli è un piatto irrinunciabile e fantastico, da provare a cucinare almeno una volta.

Come preparare la pasta e fagioli.

Lavate le verdure che serviranno per il soffritto. In un tagliere affettate il sedano, la carota e la cipolla (1). In una pentola con i bordi alti mettete l’olio a fiamma dolce e versate dentro gli ingredienti per il soffritto (2).  Aggiungete un pizzico di sale. Tagliuzzate il prosciutto crudo (3). 

e aggiungetelo agli altri ingredienti quando il soffritto sarà ben rosolato (4) e mescolate. Aggiungete il sugo di pomodoro (5), girate ancora un poco e coprite. Prendete parte del soffritto e mettete in una ciotola. Frullate con un minipimer (6).

Aggiungete i fagioli (7) che avrete lasciato in ammollo il giorno prima e cotto dopo ore. A questo punto mettete la pasta corta (8), l’acqua, il rosmarino (9) e girate. 

Aggiungete mezzo bicchiere d’acqua quando pensate che l’acqua stia finendo e la crema frullata (10) . Quando la ricetta sarà quasi pronta aggiungete a filo l’olio d’oliva (11). Spegnete il fuoco e fate riposare cinque minuti. Servite in un piatto fondo (12) e gustate la vostra pasta e fagioli. 

Consigli.

Nella ricetta classica si aggiunge il lardo. In questo caso ho usato un prosciutto crudo molto saporito e quindi l’uso del lardo era del tutto inadatto. La forma migliore di pasta da usare sono i ditaloni. Per essere sicuri che la pasta e fagioli abbia un gusto cremoso e perfetto assaggiate mano mano con un cucchiaio, facendo attenzione a non scottarvi.

Varianti.

Ancora ci si chiede se sia uguale cucinare la pasta e fagioli con fagioli in scatola o con quelli secchi: la risposta è scontata, i legumi secchi hanno un gusto insostituibile. È anche vero che questi sono più lunghi da preparare e se non avete i legumi già pronti dal giorno prima potete ovviare con quelli in scatola, magari facendoli scolare in un colapasta per bene. In Italia ci sono due varianti molto famose: la pasta e fagioli alla napoletana e la pasta e fagioli alla veneta. La prima prevede l’uso di pasta mista mentre la seconda quella all’uovo.

Fonte: Pasta e fagioli: la ricetta di un classico della cucina italiana

Viaggiare a metano con una Seat: quanto si risparmia ogni giorno

Viaggiare a metano con una Seat: quanto si risparmia ogni giorno

Seat ci mostra quanto è possibile risparmiare in un anno usando un’auto a metano per le attività quotidiane. E si inquina pure meno…

Scegliendo una vettura alimentata a metano si può risparmiare molto sul carburante e, quasi sempre, evitare i blocchi del traffico imposti dai Comuni per migliorare la qualità dell’aria delle nostre città. Questo perché, oltre ad essere economico, il metano inquina molto meno di diesel e benzina ed emette meno CO2 per ogni chilometro percorso.

Lo sa bene Seat, che ha nella sua gamma anche veicoli a metano, ma purtroppo non se ne sono accorti molti potenziali clienti. Per superare questo problema di comunicazione Seat ha deciso di realizzare un breve video in cui Juan Galera, proprietario di una Seat Leon TGI a metano, ci mostra la sua vita quotidiana a bordo della sua auto.

Juan è un giovane contabile, padre di due figli, possessore di una Seat a metano da un anno. Percorre circa 50 km al giorno per le sue attività quotidiane: accompagnare i figli a scuola, andare al lavoro etc etc. Come un po’ tutti noi, ogni tanto Juan porta la famiglia fuori città per il week end. Una vita normalissima, uno stile di utilizzo dell’auto assolutamente comune in Europa.

Quanto risparmia Juan in un anno, rispetto alla sua vecchia auto diesel? Un bel po’, circa 1.000 euro l’anno, visto che nella sola settimana mostrata nel video ha percorso 300 km spendendo 13 euro di metano.

Ovviamente molto dipende dallo stile di guida e, almeno a vedere il video pubblicato da Seat, Juan è proprio un bravo ragazzo quando sta al volante. Tuttavia è indubbio che, ambiente a parte, il risparmio passando al metano c’è e si sente in tasca.

E poi ci sono altri vantaggi: “Ho un’auto ecologica, sono libero di circolare in città anche in caso di restrizioni del traffico dovute all’inquinamento, e risparmio 20€ di rifornimento a settimana – spiega il buon Juan – Nel mio caso, contando i tragitti di ogni giorno da casa a scuola, gli spostamenti per le riunioni di lavoro e i giri del fine settimana, questo equivale un risparmio del 30% al chilometro rispetto al Diesel che avevo fino all’anno scorso“.

In più Juan ha ricevuto un contributo di 3.000 euro all’acquisto, dato che il metano è classificato come carburante a basse emissioni di CO2. Ancora, tornando alla quotidianità del contabile metanizzato: “Può sembrare sorprendente, ma non ho percepito alcuna differenza. Di fatto, il motore utilizza il gas finché non termina, per poi passare alla benzina. E quando succede, l’unica cosa che noti è la luce verde che si accende. Con i due depositi puoi percorrere fino a 1.300 km senza fermarsi“.

Juan ha anche la comodità di avere un distributore di metano a dieci minuti dall’ufficio. Ogni volta che va a fare rifornimento mette nel serbatoio 15 kg di gas, spendendo 13 euro circa, e quando deve fare viaggi lunghi guarda in anticipo la mappa dei distributori di metano.

La gamma a metano di Seat è appena stata allargata: dopo la Leon e la Mii, ora anche Ibiza e Arona stanno arrivando sul mercato in versione TGI: entro metà 2018 i modelli Seat a metano saranno, così, quattro.

Fonte: Viaggiare a metano con una Seat: quanto si risparmia ogni giorno

Agar-agar: cos’è, proprietà, come si usa e dove si compra

Agar-agar: cos’è, proprietà, come si usa e dove si compra

L’agar-agar è un gelificante naturale ricavato dalle alghe rosse. In Giappone – nome “kanten” – è molto usato per la preparazione di gelatine per dolci. Si tratta di un prodotto totalmente vegetale che, avendo un sapore praticamente neutro, si presta per ogni preparazione senza compromettere il sapore del prodotto finale.

L’agar-agar è noto anche come agar, dal nome malese delle alghe rosse. Si tratta di è un polisaccaride usato come gelificante naturale e ricavato da alghe rosse appartenenti a diversi generi, tra i quali Gelidium, Gracilaria, Gelidiella, Pterocladia, Sphaerococcus.

Dal punto di vista chimico è un polimero costituito principalmente da unità di D-galattosio (è quindi detto poligalattoside). Il galattosio è uno dei due componenti del lattosio, lo zucchero presente anche nel latte; infatti il lattosio è per definizione un disaccaride formato da una molecola di α-glucosio e una di β-galattosio.

Come riconoscere l’agar-agar in etichetta

L’agar-agar viene usato anche nella grande distribuzione per la preparazione di budini e di altri prodotti trasformati e viene considerato e riportato in etichetta come additivo alimentare. Lo riconoscete con il codice E406 sull’etichetta degli ingredienti.

Proprietà agar-agar

Viene considerato adatto a coloro che desiderano mantenere sotto controllo il proprio peso, in quanto non richiede l’aggiunta di zuccheri nella preparazione di gelatine o al fine di addensare confetture e marmellate. In Giappone viene utilizzato da secoli per via delle proprietà dimagranti ad esso attribuite.

All’agar agar sono attribuite proprietà lassative e depurative. Esso riesce a contribuire ai processi di eliminazione delle tossine posti in atto dall’organismo. In Oriente è ritenuto un valido aiuto per combattere il diabete e per favorire la regolarità intestinale e considerato un coadiuvante adatto a migliorare le situazioni di stitichezza.

L’agar agar contiene calcio, ferro e vitamine del gruppo A, B, C, E e K, a fronte di un ridotto apporto calorico. È naturalmente privo di glutine.

Per cosa si usa?

L’agar può essere usato in ogni tipo di preparazione che prevede l’uso della gelatina, come gelatine di frutta, mousse al cioccolato, marmellate, panna cotta, budini, aspic di verdure, sformati di verdure o legumi e la copertura della frutta nelle crostate.

Come si usa l’agar-agar

State preparando un budino, una mousse al cioccolato o una crostata e non sapete come usare l’agar-agar?

Niente di più facile. L’agar-agar viene commercializzato in tre forme diverse: in fiocchi, in fili ed in polvere. La forma più concentrata e facile da usare  è quella in polvere. Con l’agar-agar potete trasformare un qualsiasi liquido in gelatina. Il procedimento è molto semplice. Versatelo all’interno di liquidi bollenti (acqua, latte di soia, di riso o di mandorla, succhi di frutta) e mescolate per un paio di minuti.

La gelificazione avviene ad una temperatura compresa tra 30 e 40 gradi e quindi il liquido su cui stiamo lavorando va lasciato riposare fino a quando non si avvicinerà ad una temperatura di poco superiore a quella ambiente. Una volta gelificato, trasferite in frigorifero.

Dosi per usare l’agar-agar

La dose indicativa è di 2 cucchiaini di agar-agar in polvere per litro di liquido (acqua, succo, bevanda di soia).

Se siete abituati a usare la gelatina in fogli, sappiate che un cucchiaino di agar agar in polvere corrisponde a 6 fogli di gelatina.

Agar-agar meglio della colla di pesce?

La colla di pesce è realizzata mediante lo scioglimento via idrolisi e successiva evaporazione di tessuti connettivi animali, come la cotenna di maiale o di altri animali da reddito. Per cui per coloro che seguono una dieta vegetariana, vegana e priva di crudeltà, è bene sostituire la gelatina in fogli o la colla di pesce con l’agar-agar.

Agar agar dove si compra

Lo trovate in vendita nella maggior parte delle erboristerie e dei negozi di prodotti naturali e biologici. È anche reperibile in numerosi store online nelle sue diverse versioni.

Fonte: Agar-agar: cos’è, proprietà, come si usa e dove si compra

Filetto di merluzzo in padella: la ricetta del secondo di pesce veloce e saporito

Filetto di merluzzo in padella: la ricetta del secondo di pesce veloce e saporito

I filetti di merluzzo in padella sono una ricetta sana e gustosa, un secondo piatto semplice e veloce da portare in tavola in meno di mezz’ora. Nella nostra ricetta prepareremo i filetti di merluzzo con farina e burro, insaporiti con prezzemolo tritato e sfumati con vino bianco secco, per renderli ancora più saporiti. Potete utilizzare sia il merluzzo fresco che quello surgelato anche se è consigliabile quello fresco in quanto più compatto. Ma ecco come realizzare questo delizioso secondo di pesce in poco tempo!

Come preparare il filetto di merluzzo in padella.

Passate i filetti di merluzzo nella farina, (1) alla quale avrete aggiunto un po’ di sale, e infarinate bene da entrambe i lati. In una padella mettete il burro e, quando sarà completametne sciolto, aggiungete gli spicchi d’aglio, fateli imbiondire e aggiungete i filetti di pesce per un paio di minuti da entrambe i lati. Aggiungete poi il vino bianco, il prezzemolo precedentemente tritato (2) sale e pepe, e fate cuocere a fuoco alto per alcuni minuti, fino a quando non si sarà creata una salsina cremosa. Una volta pronti adagiateli nel piatto e serviteli con un contorno di insalata, pomodori o con le verdure che preferite. I vostri filetti di merluzzo in padella sono pronti per essere gustati.(3)

Consigli.

Al posto del burro potete utilizzare l’olio extravergine di oliva, per rendere la ricetta più light.

Se utilizzate i filetti di merluzzo surgelati, fateli scongelare la sera prima in frigo, poi sciacquateli e asciugateli bene prima di utilizzarli, per evitare che si sfaldino durante la cottura.

Se preparate i filetti di merluzzo anche per i bambini evitate il vino bianco e il pepe. Magari aggiungete al prezzemolo delle olive bianche tritate che lo renderanno ancora più gustoso e gradito anche ai più piccoli.

Per ottenere dei filetti di merluzzo più croccanti utilizzate il burro chiarificato oppure, in alternativa, aggiungete al vostro burro 2 cucchiai di olio extravergine di oliva: in questo modo il pesce non si brucerà.

Varianti.

In alternativa potete preparare i filetti di merluzzo in padella con pomodorini vi basterà aggiungere alla ricetta pomodorini e olive: tagliate i pomodorini a spicchi e cuocereteli in padella con olio extravergine di oliva e uno spicchio d’aglio. Una volta pronti procedete con la preparazione del merluzzo: infarinate i filetti e fateli cuocere in padella con burro o olio, aggiungete i pomodorini, il sale, le olive nere e, se preferite, anche dei capperi dissalati. Sfumate con il vino bianco e cuocete fino a farlo evaporare, rigirate poi i filetti delicatamente e continuate la cottura per due o tre minuti, aggiungete infine prezzemolo e pepe e servite.

Al posto dei pomodorini potete utilizzare anche la passata di pomodoro per preparare degli ottimi filetti di merluzzo alla mediterranea. Fate cuocere i filetti di merluzzo in padella con un filo d’olio e una cipolla, precedentemente rosolata. Sfumate con il vino bianco e aggiungete poi 300 ml di passata di pomodoro, fate cuocere per 5 minuti e unite le olive nere, i capperi, il sale e l’origano e continuate la cottura per altri 10 minuti prima di servire.

Come conservare il filetto di merluzzo in padella.

Potete conservare il filetto di merluzzo in padella in frigo per 2 giorni al massimo coperti con pellicola trasparente o in un contenitore ermetico. Potete poi riscaldarlo leggermente in forno o gustarlo a temperatura ambiente.

Fonte: Filetto di merluzzo in padella: la ricetta del secondo di pesce veloce e saporito